Irene Grandi: «Sì, sono cresciuta (anche nella voce) e sono “Fiera di me”»

La cantante racconta a Sorrisi come è cambiata in 30 anni di carriera e le sue priorità oggi

11 Luglio 2024 alle 08:10

È fine febbraio del 1994 quando Pippo Baudo presenta tra le Nuove proposte di Sanremo Irene Grandi con un brano super, “Fuori”. Trent’anni dopo, l’artista torna con una riedizione dei suoi dischi in vinile partendo dal primo album, “Irene Grandi”.

Una copertina davvero iconica.
«Mi piace ancora tanto. Mi presentai al servizio fotografico con una canotta bianca, un jeans consumato e il broncio di chi era stremata. La foto scelta all’inizio mi sembrava fin troppo aggressiva, ma si rivelò uno scatto molto rock».

Completi la frase. 30 anni di carriera sono...
«...tanti per avere la giusta esperienza, pochi per tirare i remi in barca. Le piace?».

Molto. Chi era Irene tre decenni fa?
«Una ragazza che trovava nell’applauso del pubblico accoglienza per le sue fragilità. Abbracciavo la voglia di sperimentare cose nuove».

Oggi chi è Irene, invece?
«Una donna felice delle proprie scelte: ho costruito tutto ciò che serve per vivere di musica anche senza essere in cima alle classifiche. Avere serenità e successo sono esigenze difficili da conciliare: io da anni provo a rispondere soprattutto alla prima necessità, per poi occuparmi della seconda».

Il suo ultimo singolo “Fiera di me” parla di questo.
«È il frutto di un’evoluzione che sentirete nel mio prossimo disco di inediti. Nei brani che scrivo oggi mi pongo le stesse domande di molte delle donne della mia età».

Ha una voce che si è evoluta molto.
«Penso sia “colpa” del jazz e del blues, della collaborazione con Stefano Bollani e del suo amore per le mie note basse. Ho cantato quasi ogni genere musicale e la mia voce è cambiata, cresciuta».

Come vede il pop oggi?
«Per quanto ne capisca la modernità, preferirei non sentire il canto delle nuove generazioni “addolcito” da un computer».

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