Home MusicaJ-Ax, da “Ostia Lido” al nuovo album nel 2020: l’intervista

J-Ax, da “Ostia Lido” al nuovo album nel 2020: l’intervista

Lo "Zio" ha raccontato a Sorrisi tantissime novità sul suo futuro discografico. Ci parla anche del suo piccolo Nicolas e naturalmente di uno dei più grandi successi dell'ultima estate

Foto: J-Ax ospite di Maria De Filippi a «Amici Celebrities»

26 Settembre 2019 | 09:55 di Alessandro Alicandri

Come un bravo dottore, J-Ax non ha mai smesso di tenere la mano sul polso della gente che lo circonda. Si è sempre presentato così: «Vengo dalla periferia milanese, sono figlio di una cassiera, ho cominciato a lavorare a 18 anni e a fare musica di notte».

Oggi, dopo oltre 25 anni di carriera, durante i suoi concerti tutti cantano ancora a squarciagola: «Uno di noi! J-Ax è uno di noi». L'artista viene da un'estate straordinaria, quella che portato “Ostia lido” a diventare uno dei grandi successi della stagione. L'inno di chi passa le vacanze rimanendo con i piedi per terra ha ricevuto la certificazione triplo platino e questo per lui è solo il “La” di mesi futuri pieni di sorprese.

J-Ax, qual è il segreto di “Ostia lido”?
«Credo il fatto che nessuno dopo mesi si sia stufato di ascoltarla».

È piaciuta anche a Francesco Totti.
«L'immagine di lui che fa un video con Ilary Blasi e un venditore ambulante sullo sfondo di Sabaudia sarà indimenticabile!».

Non era scontato emergere tra così tanti singoli estivi.
«Invece ne sono arrivati molti al successo e sono contento per tutti, non si erano mai viste così tante canzoni italiane in cima alle classifiche dai tempi del Festivalbar negli anni 90! Non sono mai stato uno che gode degli insuccessi altrui, anzi».

Com'è andata questa estate in tour?
«Abbiamo fatto 20 date per la reunion con gli Articolo 31, radunando oltre 100 mila persone. Quindi direi molto bene».

È successa qualche follia?
«Certo, come sempre. Vi racconto solo di DJ Jad che, preso da un raptus di entusiasmo, si è arrampicato sul palco tipo Spider-Man. Tra i fan c'è stato uno che ha fatto tutte e 10 le date iniziali del mio tour a Milano tenendo in alto per ore un cartello con su scritto "Genova"».

Hai fatto salire dei piccoli fan sul palco.
«Sofia e Giuseppe hanno caricato una mia cover su YouTube, guardo spesso gli omaggi che mi fanno e li ho voluti con me per cantare “Tutto tua madre”. Non sono mestieranti, ma bambini che amano le mie canzoni».

Tu alla loro età cantavi?
«La mia prima esibizione è stata a 6 anni in una radio, cantando la sigla del cartone "Jeeg Robot d'acciaio". Andò malissimo (ride)».

Hai fatto anche un po' di vacanza?
«Sì, a Jacksonville in Florida, con la mia famiglia, visto che mia moglie Elaina è di origine statunitense».

Dicono che Jacksonvile sia un posto complicato dove vivere.
«Noi stiamo nella parte marittima che è un gioiello. Però è vero: quella è una delle zone più problematiche, ma è anche l'America più vera. Non è come New York o Los Angeles che alla fine hanno uno spirito europeo. Da quelle parti l'ascesa di Donald Trump era già nell'aria da tempo».

Tuo figlio Nicolas come sta?
«Bene, ha ripreso da due settimane l'asilo nido. Lo accompagno tutti i giorni anche quando faccio tardi la sera per i concerti».

È già un piccolo “nerd” come te?
«Magari, ma è troppo presto per saperlo! Per ora vuole solo colorare, usa i trasferelli e cerca i peluche».

Ho visto su Instagram che gli leggi anche le fiabe. Sei bravo?
«Me la cavo, invento anche le voci dei personaggi, divento un pagliaccio per farlo sorridere: salto per casa e faccio boccacce. Cose da papà».

Torniamo a parlare dello “Zio Ax”: hanno riconfermato “All together now”.
«Sono così contento! È uno dei programmi che amo più fare perché è senza ansia da prestazione. Nessuno deve diventare famoso con noi. Si canta e si vince. Con Michelle Hunziker prepareremo un'edizione ancora più bella».

Tu hai un rapporto molto misurato con la tv.
«Faccio quello che mi va senza mai strafare. Essere ad “Amici” o andare dalla Gruber a “Otto e mezzo” è il frutto di una sola scelta: vado dove posso essere me stesso e dire quello che penso».

Invece nei duetti sei da sempre molto generoso. Solo quest'anno hai cantato con Rovazzi, Rocco Hunt, Ermal Meta...
«Ma anche con altri artisti molto meno famosi. Tanti hanno paura per non deludere chi li ascolta. Il miglior modo per fare felici i tuoi fan è non essere schiavo del desiderio dei tuoi fan: è così che li sorprendi. Ora però la discografica mi ha chiesto di darmi una regolata».

A proposito di duetti, in quello con Rovazzi dici «Per fare il figo dovrei chiedere un fido / mi sa che tocca fare un altro pezzo estivo»
«È una battuta dove ironizzo sui luoghi che comuni che circolano attorno a chi fa uscire brani d'estate. La verità è che oggi con un pezzo non si guadagnano cifre stellari, si guadagna dall'indotto che il successo di quei brani porta nella vendita dei biglietti di un tour, per esempio».

C'è in vista un nuovo album?
«Lo sto chiudendo, ma non arriverà prima del 2020. Sono a un buon punto. Tra qualche settimana presenterò 25 belle canzoni alla mia etichetta e vedremo che succederà».

Sarebbe un peccato non ascoltarle tutte.
«Ma ne ascolterete molte, come sempre. Sto preparando anche un documentario con gli ospiti del prossimo album».

Ci stai facendo aspettare! Oggi vanno di moda i brani “cotti e mangiati”.
«So che sarebbe meglio fare così, ma preferisco muovermi come un artigiano. Scrivo, riascolto per mesi quello che ho fatto e solo se tutto mi piace ancora dopo tanto tempo, allora arriva alle orecchie della gente».