Home MusicaKadebostany: dai Mondiali all’Italia con la voglia di fare musica in libertà

Kadebostany: dai Mondiali all’Italia con la voglia di fare musica in libertà

Il gruppo svizzero ha suonato alla cerimonia di chiusura del Fifa Fan Festival, la rassegna musicale che ha fatto da sottofondo ai Campionati Mondiali di calcio, e a fine mese saranno in Italia

Foto: Kristina, cantante dei Kadebostany

16 Luglio 2018 | 09:00 di Matteo Valsecchi

Il loro nome, Kadebostany, potrebbe sembrare quello di un ex stato sovietico. D'altra parte il leader del gruppo, il dj e produttore Guillaume Jérémie che in realtà è svizzero, dice di essere: «Il presidente della Repubblica di Kadebostan, un luogo dove si può fare musica in libertà». Insomma, fantasia al potere ma anche con un pizzico di verità. Perché i Kadebostany in Russia ci sono stati veramente in questi giorni. Hanno, infatti, suonato alla cerimonia di chiusura del Fifa Fan Festival: la rassegna musicale che ha fatto da sottofondo ai Campionati Mondiali di calcio appena conclusisi e che si giocavano proprio in Russia.

Com'è stato suonare in un evento così importante?
«Dieci anni fa ho creato la Repubblica di Kadebostan con l'idea che la mia musica potesse raggiungere più persone possibili. È la cosa più importante per un artista. Grandi concerti come questi, che radunano pubblico da tutto il mondo, sono soprattutto un momento di incontro culturale. E non avrei potuto chiedere di meglio».

Ma ti piace il calcio?
«Sì, anche se sono sincero e ammetto di non avere visto tutte le partite del mondiale. Però la finale, che si è giocata appena prima del nostro live, me la sono goduta».

La vostra cantante, Kristina, è russa. Quindi per lei deve essere stato ancora più speciale...
«Senza dubbio. Lei è di San Pietroburgo, ma si è trasferita in Svizzera da 15 anni. Pensate che la prima volta in cui è tornata in Russia è stato con noi, lo scorso anno, quando abbiamo suonato in un programma tv che è stato seguito da 22 milioni di persone. Era davvero fuori di sé dall'emozione».

Il vostro ultimo album si intitola Monumental. Come è nato?
«Mi ci sono voluti quasi tre anni per completarlo. Lo scorso anno era uscito il singolo «Mind if stay», ora finalmente abbiamo pubblicato il disco completo. Volevo fare un album che fosse allo stesso tempo potente e intimo, quindi con un alternarsi tra canzoni più spinte, adatte anche ai grandi live come quello in Russia, e altre più di atmosfera, da club. C'è dentro il pop, il folk, un po' di elettronica, qualcosa di più barocco. Insomma è stato un lavoro complesso».

Vi definite come «I nuovi coloni dell'impero del pop». Come mai?
«Questo è uno slogan che utilizzo fin da quando sono nati i Kadebostany. Siamo pop perché vogliamo offrire alla gente qualcosa di bello e che la faccia felice. La novità, invece, sta nel produrre musica in modo completamente libero, mescolando la modernità a elementi più classici. Per esempio in «Monumental», per alcuni arrangiamenti, abbiamo utilizzato una vera e propria orchestra».

L'8 luglio avete ricevuto a Frosinone il premio come miglior nuovo gruppo internazionale agli European Latin Awards.
«Sì, è stato un grande onore ed è sempre bello venire in Italia».

Quando tornerete?
«Il 22 luglio suoneremo a Parma, all'interno labirinto più grande del mondo (il labirinto di Franco Maria Ricci; ndr). Poi il 7 ottobre saremo al Fabrique di Milano».