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Le dichiarazioni più belle di Tiziano Ferro

Riservato, sincero e spirituale: in occasione del suo compleanno, abbiamo riunito le dichiarazioni del cantante di Latina rilasciate a Sorrisi in questi anni

20 Febbraio 2018 | 12:11 di Giulia Ciavarelli

Siamo abituati a dedicare le sue canzoni a chi amiamo, ad emozionarci ascoltando la sua voce, che spesso ci arriva dritta al cuore: Tiziano Ferro è uno degli orgogli musicali del nostro Paese. Abbiamo sempre apprezzato la sua spiritualità e la sua grande riservatezza, il suo non esporsi sui social network preferendo un mezzo espressivo molto più potente: la musica.

Ci ha parlato della sua nuova casa, di Los Angeles («non è una città, è uno stato mentale») e di come riesca a condurre una vita normale: in occasione del giorno del suo compleanno, vogliamo festeggiarlo con alcune delle dichiarazioni più belle e significative rilasciate a Sorrisi che ci hanno permesso di conoscere l'artista di Latina più da vicino.

«HO OBBLIGATO I MIEI GENITORI ALLA MIA ASSENZA»

«Non ho fatto soffrire i miei genitori da adolescente perché andavo bene a scuola, ero perfetto, non ho mai fumato una sigaretta, non mi sono mai drogato. Poi, però, ho creato questa “anoressia emotiva”: togliere, togliere, togliere. Forse volevo sentirmi desiderato, non so».

«Poi tutto a un tratto i miei non mi hanno più visto. Senza volerlo, sono stato spietato nei loro confronti. Li ho obbligati alla mia assenza per lunghi periodi e questo li faceva soffrire».

«Io ero chiuso, non parlavo mai, non sapevano nulla di me. Ricordo le loro facce sconvolte. Si sono chiesti: “Ma da dove escono queste canzoni? Questo non ci dice manco ciao... abbiamo un marziano in casa...”. Perché  adesso farà ridere, ma “Rosso relativo” nel 2001 era una canzone da fuori di testa».
(Intervista a Sorrisi, 28 ottobre 2016)

«Abbiamo finalmente ritrovato dopo molti anni la dimensione ideale. Saremo noi quattro a casa, con mamma, papà e mio fratello a festeggiare come ho sempre voluto. Sarà il Natale più semplice del mondo».
(Intervista a Sorrisi, 4 dicembre 2015)

«SONO UNA PERSONA SPIRITUALE: PREGO OGNI MATTINA»

«Prego ogni mattina e ogni sera. Soprattutto per le persone per cui provo risentimento. Perché possano avere dalla vita tutto ciò che ho avuto io. È un buon esercizio, da ripetere tutti i giorni, possibilmente, perché in queste cose l’allenamento aiuta. Io, per esempio, il testo della mia preghiera me lo trovo nella prima schermata appena accendo il computer».
(Intervista a Sorrisi, 22 dicembre 2017)

«In fondo ho una doppia personalità. E sono mentalmente inquieto, sempre in movimento. Come risolvo? Stanco il fisico facendo sport. E poi sono una persona piuttosto spirituale: mi sveglio ogni mattina e chiedo a Dio di guidare le mie scelte».
(Intervista a Sorrisi, 10 novembre 2017)

«LOS ANGELES È IL POSTO DOVE PUOI FARE QUELLO CHE VUOI»

«Los Angeles non è una semplice città, è un posto dove puoi fare quello che vuoi, dove i musicisti ti invitano a lavorare con loro. Si parla poco e si fanno le cose: è un atteggiamento che all'inizio mi ha spiazzato».
(Intervista a Sorrisi, 1 dicembre 2016)

«Vivere a Los Angeles è stata la cosa meno pianificata della mia vita. Ero lì per registrare il disco e ho pensato che mi sarebbe piaciuto avere un punto d’appoggio. In poco tempo avevo una casa e una macchina».
(Intervista a Sorrisi, 22 dicembre 2017)

«All’inizio non riuscivo a capire questo luogo. Poi ho trovato la chiave: avere degli amici lì. Los Angeles non è una città: è uno stato mentale dove la giornata inizia alle 5 di mattina, perché non si può perdere nemmeno un minuto di sole».
(Intervista a Sorrisi, 28 ottobre 2016)

«ORA SO COSA SIGNIFICA AVERE UNA VITA NORMALE»

«Da quando vivo a Los Angeles certe cose sono più semplici. Lì fare il mio mestiere è normale, non hai modo di sentirti chissà chi, sei uno come tanti. E avere una vita normale significa anche fare la fila al supermercato. Il genere di cose che in Italia mi crea qualche problema».
(Intervista a Sorrisi, 10 novembre 2017)

«Ho deciso di abbassare i ritmi e la frenesia a favore delle cose normali. Quando si fa un tour che gira tutto il mondo puoi stare fuori di casa anche 8 o 10 mesi...in quei mesi mi sarei perso la laurea di mio fratello o il compleanno di mia madre».
(Intervista a Sorrisi, 13 dicembre 2015)

«SONO RISERVATO, NON AMO I SOCIAL NETWORK»

«Io ho la tendenza a non apparire, non amo i social network né spiegare le canzoni, quindi preferisco espormi il più possibile nei testi».
(Intervista a Sorrisi, 1 dicembre 2016)

«In realtà non li frequento per niente. Ci ho provato con Facebook ma è stato un esperimento fallimentare. Twitter non so neanche com’è fatto e non intendo scoprirlo. Lascio a che a occuparsi delle mie pagine ufficiali siano gli amici della casa discografica, i miei fan questo lo sanno».

«Per me i social network rappresentano un’invasione legalizzata della privacy, la maniera più sottile e legale di fare stalking. Perché è vero che tu in teoria decidi le informazioni che vuoi condividere e con chi, ma poi non è proprio così. Uno i fatti tuoi se li può comunque fare ed è una cosa che mi terrorizza sotto mille punti di vista. Anche perché, nonostante tutte le migliorie che ho apportato alla mia persona e alla mia personalità negli ultimi due anni, io resto uno molto riservato e schivo».
(Intervista a Sorrisi, 23 giugno 2012)

RACCONTARE LA VERITA' SENZA PAURA

«L’unico vero obbligo che sento di avere come lavoratore: che la penna racconti sempre la verità. Piano piano o ad alta voce. Ogni giorno la mia verità come un artigiano paziente. Senza temere le imperfezioni, le crepe, le asperità, la fragilità».
(Le parole scritte da Tiziano per Sorrisi, 9 dicembre 2016)

«L'unica responsabilità che sento nei confronti della gente che mi ascolta è questa: non avere nessun tipo di paura di esporre la mia ricerca personale».
(Intervista a Sorrisi, 1 dicembre 2016)

«NON SONO UN ANIMALE DA PALCOSCENICO»

«A me piace stare in studio, non mi definirei un animale da palcoscenico. Il palco mi regala un’emozione sconfinata, ma non è la mia “condizione naturale”. Anzi, diciamo che soffro come un cane. Non so come fanno Shakira e quelli come lei, che per mesi si esibiscono ogni giorno in una città diversa».
(Intervista a Sorrisi, 10 novembre 2017)