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LP, il successo di Lost On You e il tour europeo

Laura Pergolizzi, cantautrice americana di origini italiane, si racconta nel camerino prima di esibirsi ai Magazzini Generali di Milano

Foto: Laura Pergolizzi, in arte LP

25 Novembre 2016 | 17:08 di Valentina Cesarini

Vi avevamo parlato di LP, nome d'arte di Laura Pergolizzi, lo scorso giugno, in occasione di un mini live e vi avevamo detto "Sentirete presto parlare molto di lei". Così è stato: negli ultimi mesi il singolo della cantautrice americana di origini italiane dal titolo Lost On You ha scalato le classifiche radiofoniche. Attualmente è in top 20 con il nuovo singolo Other People, mentre il disco "Lost on You" uscirà il prossimo 9 dicembre.

LP è da sempre molto attiva come autrice per altri artisti. Ha collaborato con artisti del calibro di Rihanna, Rita Ora, Ella Henderson, Cher, Leona Lewis e Christina Aguilera. Prima ambasciatrice femminile al mondo di Martin Guitar, Laura è stata tra i protagonisti di alcuni festival come SXSW, Lollapalooza e Hyde Park. Quest'estate è stata impegnata con Bryan Ferry, che l'ha voluta come special guest del suo U.S. And Canada Tour, mentre ora è impegnata nel tour europeo che ieri sera ha toccato i Magazzini Generali di Milano. L'abbiamo incontrata nel camerino prima del concerto.

Ciao LP, la prima volta che ci siamo incontrate suonavi a Casa Bertallot ed era giugno. Cos'è cambiato nella tua vita da allora?
Ho viaggiato di più, e sono diventata più famosa in Italia [sorride]

Lost On You è il brano che ti ha portato al successo: di cosa parla?
Penso di poterla definire una sorta di "canzone d'amore speciale": è una canzone che parla di una rottura sentimentale, ma affronta più che altro quella fase spaventosa in cui sei ancora innamorato ma senti che sta per finire tutto. È la parte peggiore, è la fase iniziale della realizzazione che la storia non funziona ma tu ancora non lo sai, speri che niente sia cambiato e che niente cambierà. Credo che ci siano molte persone che affrontano con coraggio quelle paure, nonostante sia una situazione che non ti fa sentire più al sicuro.

La musica è la dimensione che ti fa sentire al sicuro?
Più che altro direi che è il mio modo di consolarmi, lo strumento che uso per sentirmi meglio.

Hai scritto molte canzoni per altri artisti: cosa provi quando senti cantare da qualcun altro un tuo brano?
Mi piace molto; non ho alcun tipo di "gelosia" nei confronti delle mie canzoni. Quando ne scrivo una destinata ad altri, è come se le avessi detto addio prima di finirla.

Come un figlio che cresce.
Si!

Ma non c'è nemmeno una canzone per la quale hai detto «Maledizione! Se potessi tornare indietro la terrei per me.»
No! [ride] Al contrario, anni fa ce n'era una che avrei voluto dare a un collega, convinta che avrebbe fatto un buon lavoro, ma la mia etichetta mi disse di tenerla.

Tu hai lavorato molti anni prima di raggiungere il successo come cantautrice. Pensi che ci siano delle differenze tra il tuo percorso e quello che affrontano molti giovani che diventano celebri prematuramente?
Penso che sia più divertente. Quando sei molto giovane hai quell'ingenuità che ti porta a pensare «Ehi, sono una rock star! Sarò per sempre una rock star!», ma le responsabilità possono schiacciarti. Io ho avuto modo di conoscere il mercato musicale sotto tutti i punti di vista, prima di essere conosciuta.

Quali sono le tue influenze musicali?
Beh direi che uno degli artisti che mi influenza di più è Roy Orbison: ha scritto canzoni come "Crying", "I Drove All Night", "Pretty Woman". Per me la musica, le canzoni sono inseparabili dalle emozioni e Roy Orbison, ogni volta che lo ascolto, mi fa sentire... Oh cavolo! [sorride] È molto bravo a trascinarti dentro il suo mondo e questo per me è di grande ispirazione.

Ho notato nel tuo canale YouTube un video che si chiama "Lost in Europe episode 1"; di cosa si tratta?
Due ragazzi mi stanno seguendo per girare il backstage del tour europeo iniziato a settembre, che toccherà la Grecia, l'Italia, la Polonia, la Romania e altri paesi. Mi sono accorta che l'Europa è composta da molti frammenti diversi tra loro e questo piccolo documentario, che finiremo a dicembre, sarà la somma di tutto quello che succederà. Mi aiuta molto anche a rivedere quello che succede nella mia vita, grazie al lavoro, da una prospettiva diversa.

Un'ultima domanda: pensi che sia difficile per una donna, oggi, affermarsi nel mondo della musica?
Penso che in generale il mondo dello spettacolo e le donne abbiano da sempre avuto una relazione di amore e odio. Credo che molte donne spesso vengano incasellate nel modo sbagliato, vengano giudicate più per l'aspetto fisico che per la qualità di ciò che fanno, quando questi due aspetti si pareggiano e anzi, a volte la qualità è più rilevante del resto. Penso inoltre che ci siano molte donne che curano l'aspetto fisico per se stesse, o per le altre donne, e non necessariamente per "ottenere" qualcosa. Non dovrebbero essere giudicate per questo.