Home MusicaMalika Ayane e il debutto teatrale con «Evita», intervista

Malika Ayane e il debutto teatrale con «Evita», intervista

Per la prima volta in italiano, arriva uno dei musical più attesi dell'anno: abbiamo incontrato la protagonista dell'opera firmata Massimo Romeo Piparo

09 Novembre 2016 | 09:52 di Giulia Ciavarelli

Busso alla porta. Intravedo Malika Ayane alle prese con gli ultimi ritocchi di luci e trucco. «Si vede che ho dormito poco?» scherza con il suo staff. Sarà, ma a noi sembra più sorridente e bella che mai. L'artista milanese, dopo la pubblicazione del quarto disco «Naif» e l'ultima partecipazione al Festival di Sanremo, è emozionata per il debutto del suo primo musical teatrale: dal 9 novembre al Teatro della Luna di Milano interpreterà l'eroina «Evita», opera scritta da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber ed ispirata alla vita dell'indimenticabile moglie del presidente argentino Juan Domingo Perón.

Dopo la trasposizione cinematografica di Alan Parker nel 1996, inizia il suo percorso nei palcoscenici italiani con un nuovo grande spettacolo firmato da Massimo Romeo Piparo: uno show sofisticato costruito su un'imponente scenografia con proiezioni in bianco e nero e un grande cast composto da oltre 40 artisti tra attori e orchestra.

Dalle emozioni del debutto al ruolo della determinata Evita fino alle idee per il nuovo album: ecco cosa ci ha raccontato Malika Ayane.

Dopo tre anteprime a Bari, il 9 novembre c'è il debutto a Milano. Come ti senti?
«Inizio quasi a dormire serena! (sorride) Ora tutto gira: se prima pensavo a fare la cosa giusta, adesso riesco a godermi la parte divertente dello stare in scena. Ed è bellissimo».

Che pubblico hai trovato?
«Fantastico, veramente. Finché non c'è il pubblico, non esiste niente di quello che stai preparando in scena. Al momento, penso ci siano tutti gli elementi perché lo spettacolo vada a buon fine»

Questo è il tuo primo musical teatrale: pensi che la formazione ?classica? ti abbia aiutato ad affrontare meglio questo progetto?
«Studiare la musica in età scolare mi è servito tanto: la parte non si può studiare imparandola a memoria, ci sono note e motivi che appoggiano su determinate armonie. È stato fondamentale studiare musica classica. Contemporaneamente l'essere cresciuta a teatro mi ha insegnato come ci si deve comportare in scena e come riuscire ad interagire con altre persone sullo stesso palco».

Sono passati vent'anni dall'edizione cinematografica che ha visto come protagonisti Madonna e Antonio Banderas. Cosa ne pensi del film?
«È un film bellissimo, ma accidenti: il cinema è cinema, il teatro è un'altra cosa!».

Cosa ti ha affascinato del personaggio di Evita?
«Semplicemente lei. Guarda questa statuetta, me l'ha portata un tuo collega appena rientrato da Buenos Aires. Evita è una donna di cui si costruiscono statue di legno a settant'anni dalla scomparsa, e per lei è stata istituita una figura politica, quella di leader spirituale. Non ci si poteva che arrendere alla potenza personale di questa donna».

Avete qualcosa in comune?
«La determinazione, e credo sia una qualità prettamente femminile. Portare un'eroina a teatro mi permetterà di ?sfinire? tutte le persone che incontrerò su quanto sia importante credere in quello che si ha nella propria testa».

Il cast è composto da oltre 40 artisti, come ti sei trovata a lavorare con loro?
«Benissimo, ci ha unito il fatto di essere coetanei. Da ultima arrivata mi hanno trattato bene senza farsi prendere né dall'antipatia né dalla troppa attenzione nei miei confronti. Mi aiutano ogni giorno in quello che non mi viene tanto bene (sorride)».

Qual è stata la sfida più grande, o le difficoltà da affrontare?
«Ho dovuto dimenticarmi di essere "me stessa", solo il fatto di non camminare a tempo o ballare quando canto. Inoltre, pensare di essere un pezzo dell'ingranaggio e quindi dover stare molto attenta alle mie azioni poiché possono essere determinanti sul lavoro di chi mi sta vicino».

Il pilastro dello show è anche la scelta dell'italiano per i testi.
«Sono 27 canzoni ed io sono in scena praticamente sempre. È stato impegnativo gestire i respiri e dare una certa continuità alle frasi, ma lo rifarei subito».

Quindi, se ti capitasse di nuovo l'occasione...
«Adesso che ho imparato, devono provare a fermarmi! (ride)».

L'esperienza teatrale potrà influire sulle tue nuove idee musicali?
«Inevitabilmente. Il modo in cui Webber ha scritto questa musica è interessante: ci sono una serie di costruzioni legate alla musica tonale ma anche le caratteristiche della musica dell'inizio del Novecento, dove i ritmi cambiano continuamente. E potrebbe essere un mondo bello da esplorare».

Dopo Evita, cosa ci sarà nel tuo futuro?
«Adesso tre mesi in teatro tutte le sere. E poi penso al nuovo disco: ho scritto già qualcosa e mi piace molto. Dalle prime bozze al passaggio radiofonico, il processo è ancora lungo. Chissà cosa ne verrà fuori!».


LE DATE DEL TOUR

9/27 Novembre- Milano, Teatro della Luna
29 novembre/ 4 dicembre ?" Genova, Politeama Genovese
6/11 dicembre ?" Firenze, Teatro Verdi
Dal 14 dicembre?" Roma, Teatro Sistina
18/ 22 gennaio?" Trieste, Politeama Rossetti