Malika Ayane: «La musica mi fa sentire una favola»

La cantante è in tour per tutta l’estate e conquista con la leggerezza della sua hit "Una ragazza"

15 Agosto 2022 alle 08:44

Rallegra la nostra estate con la sua canzone spensierata “Una ragazza” ed è in tour in tutta Italia fino a metà settembre. Ma mentre la raggiungiamo al telefono, Malika Ayane è nella sua Milano. Dalla voce, chiara e squillante, sembra che le sia appena successo qualcosa di bello. Proprio come quando nel suo brano canta “E all’improvviso Alleluja/ Non serve un miracolo per stare una favola”.

Malika, cosa la fa sentire così, “una favola”?
«Oggi ero in giro in moto qui a Milano e le strade erano quasi deserte. Una favola. Oppure prendermi un aperitivo la sera in Darsena facendo finta di essere al mare. Cose semplici. E poi fare ciò che mi piace: cantare per la gente. Questo mi fa stare divinamente».

Se dovesse raccontare la fiaba della sua vita, come inizierebbe? C’era una volta una ragazza che...
«...che aveva dei sogni e ha fatto di tutto per realizzarli. Una “principessa sgobbona”, insomma (ride)».

Questa principessa oggi è “splendida” come quella della sua hit. Cosa fa brillare una donna?
«La serenità. Ma non quella del tonto o del candido: la serenità di chi ha la capacità di riconoscere e attraversare le delusioni e i momenti di sconforto, “surfando” tra le onde di emozioni che oscillano in continuazione».

Nella canzone c’è un richiamo alle sonorità degli Anni 60, ma si sente qualcosa pure degli 80, in cui lei era una bambina. Perché questa scelta?
«Non volevo fare un mero revival. Ho unito la spensieratezza degli Anni 60 con l’elettronica degli 80. Pensavo a come i Ramones hanno fatto la cover di “Baby, I love you” delle Ronettes».

Lei è nata nel 1984. Qual è il ricordo più vivo della sua infanzia?
«La caduta del Muro di Berlino: ero piccola ma capivo che stava cambiando il mondo. Infatti il mio primo viaggio è stato proprio lì».

Ha preso anche una casa a Berlino, no?
«A Kreuzberg, sì: l’unico posto in cui ho il nome sul citofono. Per me Berlino è “Heimat”, come dicono i tedeschi: il luogo dove mi sento davvero a casa».

A Milano est, nella zona di viale Ungheria dov’è cresciuta, ci torna con piacere?
«Sì, sono sempre una ragazza di periferia. Ho ancora tanti amici lì».

Quando ha capito che cantare sarebbe stato il suo destino?
«Da piccola, cantando “Happy Xmas” di John Lennon alle recite di Natale. Sono stata fortunata, i miei genitori ascoltavano buona musica, anche jazz».

E in queste settimane di concerti, che cosa prova quando si esibisce?
«Sono estremamente felice, perché all’inizio pensavo che sarebbe stata un’estate complicata, invece sta filando tutto liscio. Sento il pubblico partecipe, è stupendo».

Il 13 agosto sarà a Paestum (SA), il 16 a Pescara, poi il tour riprende a settembre con tre date: il 4 a Pavia, il 9 ad Argenta (FE) e il 15 a Francavilla Fontana (BR). Nel mezzo riuscirà a prendersi qualche giorno di vacanza?
«A fine agosto andrò a Parigi con mia figlia Mia per il Festival musicale “Rock en Seine”: una delle poche cose che “l’adolescente” vuole ancora fare con me».

Mia a 17 anni va già in vacanza con gli amici?
«Sì, ha degli amici in gamba e sono super serena. La fiducia è fondamentale, ma lei lo sa: io sono sua madre, non un’amica. Certi limiti non vanno superati. La fiducia va anche meritata».

Tempo fa ha dichiarato che a 40 anni farà il giro del mondo. Vorrebbe Mia al suo fianco in questa avventura?
«In una tappa, sì. Le altre le lascio agli amici con cui vorrei partire da una vita».

Qual è il complimento più bello e sincero che le ha fatto sua figlia?
«Mia è avarissima di complimenti. Ma che mi vuol bene lo capisco dai regali che mi fa, perché sono sempre “pensati”. Si vede che sono riuscita a educarla alla cura e all’attenzione per i dettagli. Se c’è una cosa che non sopporto, è la sciatteria».

Infatti è elegante nel modo di cantare quanto nel vestire. Come nasce la sua passione per gli abiti?
«Risale alla mia infanzia. Quand’ero piccola non c’erano i negozi “fast fashion” che proponevano cose all’ultima moda. Mi arrangiavo nei mercatini e poi facevo modificare le cose alla sarta».

E i capelli biondi che significato hanno?
«Non riesco più a vedermi scura».

Farà altri colpi di testa?
«Magari tra qualche anno li tingerò di blu. E da principessa sgobbona mi trasformerò in una signora un po’ eccentrica».

Pratica boxe da tanti anni. Che cosa le piace del pugilato?
«La sua nobiltà, il sacrificio, il rispetto per l’avversario, la concentrazione, la velocità nel dover prendere una decisione altrimenti ti becchi un pugno in faccia».

Fuori dalla palestra, ha mai voglia di prendere a pugni qualcuno?
«Mi capita per strada. Detesto quelli che fanno apprezzamenti sguaiati e lanciano occhiate come se fossero primitivi, scesi dagli alberi. E mi scaglierei anche contro quelli che guidano in modo pericoloso».

Ha partecipato cinque volte al Festival di Sanremo. Ci tornerebbe volentieri?
«Torno sempre volentieri a Sanremo, che mi ha dato tanto. Ma per andarci serve un progetto, vedremo».

Intanto, dopo l’esperienza con “Evita” di qualche anno fa, farà un altro musical: “Cats”, dal 7 dicembre al teatro Sistina di Roma. Pronta?
«Prontissima! So già la parte a memoria».

Ma c’è qualcosa di “felino” nel suo carattere?
«Il fatto che mi apro solo quando mi va, altrimenti mi chiudo a riccio. E poi ho anche due gatti bianchi, Marmitta e Owen Wilson, come l’attore di “Zoolander”».

Il cinema la tenta?
«Mi piacerebbe tantissimo fare cinema».

Con quali registi?
«Voliamo alto? Paolo Sorrentino e Matteo Garrone».

Se dico “amore” a cosa pensa?
«A me stessa, finalmente».

Parlando di uomini, adesso è innamorata?
«No. O meglio, io mi innamoro in continuazione. Mi innamoro di lunedì... bisogna vedere però se dura fino a giovedì (ride)».

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