Måneskin: «Siamo pronti per l’Eurovision!»

Rappresentano l’Italia nella finale del grande evento musicale, trasmessa da Raiuno in diretta da Rotterdam

Måneskin  Credit: © Pigi Cipelli
20 Maggio 2021 alle 08:29

I Måneskin sono pronti a partire. Il 22 maggio rappresenteranno l’Italia nel più grande evento musicale al mondo, l’Eurovision Song Contest, trasmesso in diretta da Raiuno. Quando ci sentiamo, i ragazzi sono appena tornati da un pranzo “leggero”: «Siamo andati in un ristorante vicino a casa» dice Thomas. «Amatriciana, carbonara...». I Måneskin non smentiscono la loro romanità. E in ogni caso hanno bisogno di energie per questa avventura.

L’ultima volta che ci siamo sentiti erano le 3 di notte, avevate appena vinto Sanremo. Salutandomi avete urlato: «Ci vediamo all’Eurovision!». Quanto è importante per voi?
Damiano: «Forse è la conseguenza più bella di aver vinto Sanremo, un’occasione che capita una volta nella vita. Aprirci al mercato europeo è una sfida».
Victoria: «Siamo curiosi di conoscere un nuovo pubblico, su YouTube ci sono già le reazioni degli stranieri alla nostra musica e sembra un sogno assurdo».

Come pensate di distinguervi dalle altre nazioni in gara?
Victoria: «Con il nostro modo genuino di stare sul palco. Una musica energica ti porta ad avere un approccio aggressivo: diamo sempre il massimo».
Ethan: «Rappresentare l’Italia con un gruppo rock è tutt’altro che scontato».
Damiano: «Rispetto a un contesto così pop, scenico e colorato, la nostra sarà un’esibizione scarna e “pragmatica”...».

Quindi niente strane coreografie, come succede spesso all’Eurovision?
Damiano: «Non ce n’è bisogno, siamo noi l’effetto speciale (sorride)!».

State “studiando” la concorrenza?
Victoria: «I finlandesi Blind Channel sono stati carini con noi, sono contenti che ci siano due gruppi rock in gara».
Damiano: «Per il momento non abbiamo ancora potuto interagire dal vivo con gli altri artisti, lo faremo a Rotterdam».

Nella finale e in altri tre show di prove ufficiali avrete davanti un pubblico di 3.500 persone. Siete contenti?
Victoria: (alzando le braccia al cielo) «Yeee!».
Thomas: «È una gioia incredibile! Sarà il nostro primo concerto con il pubblico da tanto tempo. Siamo al settimo cielo».

Fa più effetto un pubblico di 3.500 persone o l’idea che a guardarvi ci siano 180 milioni di telespettatori?
Thomas: «Forse la seconda (ride)!».

In un evento preparatorio trasmesso via web vi siete esibiti in giacca e cravatta. A Rotterdam invece come sarete vestiti?
Damiano: «Abbiamo realizzato cose pazzesche ma non posso svelarle… anche perché non ho un vocabolario adatto per spiegartele (ride)».

Chi cura la vostra immagine?
Victoria: «Come per Sanremo collaboriamo con Etro, disegniamo gli abiti e loro li realizzano».

Ci mettete del vostro...
Ethan: «Ci piace mettere del nostro in tutto quello che facciamo (sorride)».

L’ultima volta che il rock ha vinto all’Eurovision era il 2006…
Victoria: «I Lordi!».

Brava Vic, sei preparatissima, il leggendario gruppo metal finlandese. Siate sinceri, volete vincere o solo fare una bella figura?
Thomas: «Ci andiamo per fare un’esperienza incredibile, poi se vinciamo non ci lamentiamo mica...».
Damiano: «Puntiamo a una vittoria “spirituale”: vogliamo che la gente che guarda la finale si ricordi di noi. Se arriviamo ultimi ma otteniamo tre milioni di nuovi fan, “sto in banca”...».
Thomas: «Ai voja...».

Ma avete dato un’occhiata alle quote degli scommettitori?
Victoria: «E certo! Mio padre ha subito scommesso su di noi».

Non vincerebbe tantissimo, siete piazzati piuttosto bene…
Damiano: «Scusate, io non so mai niente, come siamo piazzati?».
Victoria: «Tra i primi quattro».
Damiano: «Mi sa che Malta è la meglio quotata quest’anno».

Per regolamento avete dovuto ridurre la canzone a tre minuti e togliere le parolacce. È stata dura?
Damiano: «È stato più difficile togliere l’intro della canzone rispetto alle parolacce».
Victoria: «Poco male. Se avessimo avuto una canzone di cinque minuti allora sì che avremmo “rosicato” (ride)».

Restando sulle regole, soltanto Damiano canterà “dal vivo”, su una base. Gli altri saranno “muti”...
Thomas: «Devo ammetterlo, su questa cosa ho un po’ di amaro in bocca».
Ethan: «Per noi è vitale suonare per davvero, ma... ci adattiamo alle regole».
Victoria: «Per forza… (sorride)».

Per Sorrisi siete saliti su un mitico furgoncino Volkswagen. Avete mai fatto un viaggio “on the road”?
Damiano: «Io ho fatto da Los Angeles a Las Vegas passando per tutte le attrazioni che ci sono in mezzo, molto figo. Ero piccolino, ma mi è rimasto dentro».
Ethan: «A 7 anni con la mia famiglia siamo partiti dal Messico e siamo scesi fino alla Costa Rica».
Thomas: «No, ma uno dei miei sogni è fare il viaggio “coast to coast” negli Stati Uniti. Era il mio progetto per la prossima estate e invece...».

Il vostro album “Teatro d’Ira Volume 1” è un grande successo: Disco d’oro, primo posto in classifica, ma... e il “Volume 2”?
Victoria: «Non si può dire niente!».
Thomas: «Il “Volume 2” arriverà. Vedrete, ci saranno delle sorprese».

Dite spesso che in questo disco avete trovato un’identità. Cioè?
Damiano: «Il nostro primo album toccava generi diversi, ma poi ci siamo fermati e ci siamo chiesti: “Quale strada vogliamo seguire?”. E così abbiamo scelto un suono più uniforme».
Ethan: «È un disco più maturo perché abbiamo studiato tanto, ma siamo sempre in una fase di ricerca e miglioramento, non siamo mai soddisfatti».

Quanto tempo passate insieme?
Damiano: «Troppo (ride)! Scherzi a parte, direi un bel 70% del tempo».

E i vostri genitori non sono gelosi di questa nuova famiglia?
Thomas: «No, anzi, sono contenti».

Scusate le domanda da papà, ma cosa vi ripetono più spesso?
Damiano: «“Dormi e sta’ tranquillo!”».
Ethan: «“Mangia!”».
Thomas: «Quello me lo dice sempre mia nonna».
Ethan: «Per fortuna abbiamo avuto sempre i genitori dalla nostra parte, e questo ci ha dato una bella spinta».

Il vostro tour dovrebbe partire a dicembre, alcune date sono esaurite, ma siamo “appesi” alla situazione sanitaria. Ci state pensando?
Thomas: «Ci pensiamo “un botto”».
Victoria: «Non ce la facciamo più! Speriamo che si possano fare in sicurezza. Ci stiamo già immaginando come sarà suonare le nuove canzoni dal vivo».

Siete stati ospiti di “Una pezza di Lundini” su Raidue e tra gli scherzi orchestrati da Valerio Lundini c’era la presenza di Leon, il “quinto Måneskin”. I fan ci sono cascati?
Damiano: «Ha funzionato alla perfezione! In molti non hanno capito lo scherzo... Valerio ancora mi manda i commenti della gente che lo insulta sui social: “Come ti permetti?”».

E avete visto che Orietta Berti ha cantato in playback “Zitti e buoni” a “Name that tune” su Tv8?
Ethan: «Sì, mitica!».
Thomas: «Ma poi, che movenze pazzesche: è un idolo».
Victoria: «Ora vogliamo il duetto!».

Sotto la “scorza rock”, trasmettete valori positivi come lealtà, amicizia, onestà. Quanto sono importanti per voi, al di là della musica?
Damiano: «Per fare musica devi essere sincero, se c’è una maschera prima o poi viene giù. Per noi l’autenticità è fondamentale quanto la libertà di pensiero e di espressione. Poi portiamo avanti un discorso di uguaglianza, tolleranza, rispetto e quando possibile ci esponiamo per dare voce a chi non ha una cassa di risonanza come la nostra, ma magari ha argomenti più importanti. Per essere liberi bisogna fare in modo che anche gli altri siano liberi».

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