Mara Sattei: «La musica è la mia forma di libertà più grande»

La gavetta, il rapporto con il fratello tha Supreme e il sogno di tornare sul palco: l'artista romana ci racconta "Universo", il suo primo album

14 Gennaio 2022 alle 15:47

Ancor prima di ascoltare il suo debutto discografico, molti l’hanno definita come una delle voci più promettenti della nuova scena musicale: merito di una lunga gavetta che ha visto Sara Mattei, in arte Mara Sattei, destreggiarsi tra i primissimi video su YouTube, la partecipazione ad “Amici” nel 2014, il trasferimento a Londra e l’affiatamento artistico con il prodigioso fratello Davide, in arte tha Supreme, il rapper-cartoon con la felpa viola che ha scalato le classifiche a suon di rap, facendo impazzire i più giovani.

Scrittura incisiva, voce elegante, misurata ma molto intensa: l’artista romana ha sintetizzato quello che già conosciamo di lei, ma riesce a raccontarsi come mai aveva fatto prima. Prodotto da tha Supreme, il suo primo album si intitola “Universo” ed esce venerdì 14 gennaio: contiene il precedente singolo “Scusa” e molte collaborazioni, con lei duettano Carl Brave, Tedua, Giorgia, tha Supreme e Gazzelle.

Hai collezionato milioni di streaming tra hit condivise con altri colleghi e successi confezionati per le radio, sembra strano pensare a “Universo” come il tuo primo disco. Come stai vivendo questo traguardo?
«Sono molto felice: è stato un processo lungo, ci sto lavorando da tre anni e vederlo concluso è pazzesco. È come se fosse un figlio, spero che la gente lo comprenderà e non vedo l’ora di vedere le prime reazioni».

È il debutto che ti saresti immaginata?
«Assolutamente si. Abbiamo curato ogni dettaglio, è il disco che ho sempre sognato: ogni brano ha un mondo diverso che mi completa e fa parte di me».

Il tuo è stato un “percorso paziente”, hai fatto molte cose prima di pubblicare qualcosa di tuo: come mai hai aspettato così tanto?
«Volevo essere sicura di presentare a tutti la “vera Mara”, ho aspettato per far uscire le cose giuste al momento giusto. Oltre a sperimentare in campo musicale, sono stati anni di crescita personale e c'è voluto del tempo. Nel mentre, c’è stata anche la pandemia».

Come hai sfruttato quel periodo?
«Ho scritto, comprato molti strumenti e mi sono approcciata a nuovi mondi musicali».

Arriviamo al presente e al tuo primo disco: le “Nuove registrazioni” pubblicate nel 2019 sono nate dalle note vocali che appuntavi sul telefono, hai usato ancora questo metodo?
«Quello era più un flusso di pensieri, ma anche un mio modo per approcciare alla scrittura e lo faccio ancora: le mie note vocali sono piene di idee e spunti. In questo disco ci sono dei brani che si ricollegano molto a quel mood».

Quali?
«“Antardide”, ma anche “Universo”, la prima traccia».

L’album è prodotto interamente da tuo fratello Davide, in arte tha Supreme: il vostro è un rapporto di grande complicità.
«Siamo molto legati e ci troviamo davvero in sintonia, siamo cresciuti insieme facendo musica: lui mi conosce bene e non c’è bisogno di parlarsi, ci capiamo al primo sguardo. Nella lavorazione di “Universo” ci sono stati diversi input e scambi di idee: scrivevo i testi e lui la musica, oppure componevamo direttamente in studio».

Nella tua famiglia c'è sempre stata tanta musica, ascoltata e suonata: hai ricordi di quando eri piccola?
«Sì, a cinque anni mettevo in piedi concerti improvvisati davanti a tutti i miei parenti! Il mio primissimo regalo è stato un microfono giocattolo, la musica ha sempre fatto parte di me. Poi la mia famiglia ha reso tutto più facile, mi sentivo compresa e ascoltata».

Più avanti hai scoperto anche il magico mondo di YouTube.
«Avevo 15 anni e guardavo i video di ragazzi americani, mi sono buttata perchè era l’unico modo per poter uscire dalla propria cameretta. È sempre divertente rivedersi (sorride)».

Cosa cantavi?
«Tra i primi...Drake. In realtà, ho passato diverse fasi e sperimentavo molto: hip hop, urban e ascoltavo tanto rap».

In “Universo” ritroviamo qualche influenza particolare?
«Ci sono tante contaminazioni assimilate negli anni tra r&b, soul e pop. Nella fase creativa cerco sempre di non ascoltare nulla e rimanere focalizzata solo sul mio progetto».

All’album si accompagna la pubblicazione di “Parentesi”, il singolo realizzato con Giorgia: non è da tutti debuttare con una delle voci più importanti del panorama musicale italiano.
«Sono nata e cresciuta con la sua musica, mia mamma è una sua fan: è stato un vero onore. Scrivendo questa canzone, ho immaginato Roma d’inverno e ho pensato subito a lei: c’era stato un contatto sui social ed è stato naturale, ci siamo incontrate poi in studio. È una persona fantastica, alla mano e molto travolgente».

Nella tracklist ritroviamo un tuo feat con Gazzelle, che arriva dopo il successo estivo di “Tuttecose”. Come è andata con lui?
«Con Flavio si è creata una buona affinità, mi piace molto come artista. “Occhi stelle” è più introspettiva e ha mostrato molte più sfaccettature di noi».

Chi ben comincia è a metà dell’opera: hai inaugurato l’anno con un nuovo disco, cosa ti aspetta nei prossimi mesi?
«Spero si sblocchi la musica live, vorrei fare concerti e presentare il progetto dal vivo. Mi piacerebbe conoscere dal vivo anche i fan, che sui social mi mandano messaggi bellissimi. Questo è quello che sogno per il 2022».

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