Home MusicaMartin Solveig e il successo di “Intoxicated”, l’intervista

Martin Solveig e il successo di “Intoxicated”, l’intervista

Abbiamo incontrato il dj e produttore francese in occasione di una sua data italiana e ci ha raccontato come sono nati i suoi ultimi successi

Foto: Martin Solveig sulla copertina di Intoxicated

08 Giugno 2015 | 11:13 di Stefano Gradi

Martin Solveig è un dj molto amato dagli italiani che apprezzano la musica dance, in particolare per "Hello", una canzone che ormai quattro anni fa ci ha fatto ballare per tutta l'estate. Ora è tornato ai primi posti delle classifiche dance con "Intoxicated" e siamo certi che il successo continuerà anche con il nuovo singolo "+1" e con l'album previsto tra qualche mese. Martin è stato in Italia per un djset al Just Cavalli di Milano prima di inizare la stagione estiva dove sarà resident al Pacha di Ibiza tutti i mercoledì con la serata "My House". Noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa in più su di lui e sulle sue produzioni musicali. 

Ciao Martin, tu sei stato tante volte in Italia, come ti trovi qui da noi?

L'italia per me è un po' come una seconda casa perché è la prima nazione, dopo la Francia, dove ho esordito con la mia attività da dj. Ed è un posto molto speciale anche per un'altro motivo: le persone sono molto fedeli ai loro artisti preferiti. L'esatto opposto dell'audience inglese che si appassiona a un artista per uno o due anni, poi si stanca e cerca qualcosa di nuovo. Gli italiani e i francesi invece si affezionano. E questo mi permette di venire in Italia circa dieci volte all'anno, che è davvero tanto se ci pensi.

Anche perché ti sei fatto amare dal pubblico italiano sin dai tempi del "French Touch" con pezzi come "Jealousy" e "Madan" prima e con l'incredibile "Hello" poi...

Si, anche se io posso essere considerato uno della seconda generazione perché il French Touch è esploso alla fine degli anni 90 con i Daft Punk e Cassius.

Parlando del passato, come mai hai deciso di diventare un dj?

Penso di non aver mai scelto di diventare un dj, sono cose che succedono quando sei spinto dalla passione in quello che fai. A un certo punto si inizia a fare sul serio e allora cerchi di costruirti una carriera attorno alla tua passione. Nel mio caso non ho mai pianificato di diventarlo, anche perché ai miei tempi non c'erano molte prospettive. Quando, a 23 anni, l'ho detto ai miei genitori, loro sono rimasti scossi, volevano che mi laureassi in economia!

A proposito del French Touch, sembra che il mondo abbia riscoperto la house e la funky music, tu pensi di tornare a quei generi musicali?

Si, è molto probabile. Molte cose a volte sono inaspettate, come per esempio il successo di "Intoxicated". Per questo è molto probabile che il mio prossimo brano sia più musicale e funky rispetto ai brani dell'album "Smash", dove le sonorità erano più rock e pop. Più in generale, mi piace molto vedere che nella musica ci sono dei cicli che nascono, finiscono e dopo un po' di tempo si ripetono. Mi fa molto piacere che stia finendo il ciclo della musica dark e pesante e stiano tornando canzoni allegre e ballabili.

Ci hai appena detto che il successo di "Intoxicated" era del tutto inaspettato, come mai?

Beh questo è il bello dei veri successi, non sai mai il perché. Molte volte le canzoni che possono diventare "grandi" perché le hai sentite assieme ai tuoi amici, poi non lo diventano, solitamente succede il contrario. Adesso è tutto un po' rivoluzionato perché, per esempio, con Shazam il mondo della musica è diventato molto democratico e io ne sono molto contento. Ve lo spiego: quando un brano è nuovo e ci sono poche persone che lo suonano nei club o in qualche programma radio, se le persone lo apprezzano, usano questa applicazione per conoscerne il titolo e, se lo fanno in tanti, questo sale in classifica e viene notato. Così, anche se tu sei un artista sconosciuto, hai la possibilità di farti notare se solo riesci a far suonare il tuo disco in qualche club. In passato tutto dipendeva dalle case discografiche che decidevano quali artisti e quali canzoni far diventare dei successi.

"Intoxicated" è un brano realizzato in collaborazione con GTA, un duo di produttori di Miami, cosa ci puoi dire di loro?

Noi ci conosciamo da tempo, a Los Angeles ci vediamo spesso e io volevo realizzare un brano con loro perché siamo molto compatibili con le nostre produzioni. Loro sono degli ingegneri del suono e riescono a rendere potente ogni traccia, io sono un po' più il compositore che si dedica alle melodie e alle voci. Così abbiamo trascorso due giorni in studio assieme ed è nata "Intoxicated".

Hai in programma altre collaborazioni con altri dj/produttori, magari con qualcuno che fa stili completamente diversi dal tuo?

Perché no? GTA ha uno stile molto diverso dal mio, quindi si, mi piacerebbe. Mi piace avere la mente aperta, provare e vedere cosa salta fuori.

Hai pubblicato il tuo album "Smash" ormai quattro anni fa e poi soltanto singoli. E' una strategia?

Dopo il periodo dell'album mi sono fermato a pensare cosa fare nel prossimo capitolo della mia carriera, a studiare nuove influence e sonorità. Ora quel capitolo sta iniziando con "Intoxicated" e il nuovo singolo "+1".

Hai accennato a "+1", il tuo prossimo singolo...

Non so se avrà lo stesso successo di "Intoxicated", ma posso dire che le due tracce sono fortemente connesse tra loro, come altri brani che usciranno in seguito.

Dopo il loro rilascio faranno parte di un album?

Penso che ne rilascerò da tre a cinque, mentre completerò l'album con sette o otto tracce inedite per completare questo capitolo della mia produzione.