Mokadelic, da “Gomorra” ad “Apocalysm”

La band romana, che si inserisce a pieno diritto nel filone post rock strumentale, il 26 novembre pubblica il suo nuovo album

I Mokadelic  Credit: © Giulia Natalia Comito
25 Novembre 2021 alle 08:28

La nuova e ultima stagione di “Gomorra” è arrivata su Sky Atlantic e Now lo scorso 19 novembre. E uno dei pezzi forti della serie ideata da Roberto Saviano è la splendida colonna sonora firmata, sin dal primo anno, dai Mokadelic. La band romana, che si inserisce a pieno diritto nel filone post rock strumentale, il 26 novembre pubblica il suo nuovo lavoro intitolato "Apocalysm". Li abbiamo incontrati.

Come nasce “Apocalysm”?
«Lo abbiamo composto durante il lockdown e, come tutti i progetti nati in quel periodo, tira fuori tutta una serie di pensieri collegati al dove andremo, al cosa succederà dopo questa pandemia e a come ha influito su di noi tutto ciò. Oltre a questo, raccontiamo il momento a livello globale che stiamo vivendo, in particolare siamo stati ispirati dai problemi legati ai cambiamenti climatici e a quello che questi si portano dietro a livello sociale. Diciamo che concettualmente questo è il punto di partenza. Poi nel corso dei mesi abbiamo messo a punto alcune sensazioni tradotte in note».

Come avete lavorato in lockdown?
«Le prime composizioni, ovviamente, le abbiamo fatte a distanza, occupandosi ciascuno delle proprie parti. In seguito siamo andati in uno studio di registrazione per suonare insieme tutti brani. Abbiamo fatto delle correzioni e infine abbiamo registrato le versioni definitive».

Per descrivere “Apocalysm” avete usato queste parole: “È un memorandum onirico in cui si mescolano sogni, speranze, incubi e vita reale”. Ce lo spiegate?
«Sogni, speranze, incubi sono le emozioni che abbiamo provato in questi ultimi due anni. La musica per noi è un modo per scaricare le emozioni, positive e negative, che accumuliamo nella vita reale. I sogni sono un mondo diverso, più a misura d’uomo, in cui si recuperano dei rapporti sociali più sani. L’incubo è lo stato attuale delle cose e quello che sarà se proseguiamo a vivere in un modo troppo individualista e troppo menefreghista. Le speranze sono l’immaginare un futuro migliore: non siamo i diretti fautori di alcune scelte, ma possiamo indirizzarle con dei comportamenti quotidiani pieni di vita, cercando di essere più veri e semplici».

È impossibile non associarvi a “Gomorra”. Per voi è un bene o un male?
«Non ci pesa questo affiancamento. Per noi Gomorra” ha rappresentato un nuovo approccio alla musica, ossia comporre canzoni per quell’ambito e basta. E crediamo siamo giusto che chi guardi la serie pensi alla colonna sonora in modo univoco: quei brani esistono lì dentro, in quel contesto. Ma soprattutto “Gomorra” ci ha permesso di essere ascoltati in tutto il mondo, che, insomma, non è poco. Ci ha regalato la possibilità di avere dei contatti con produzioni internazionali che altrimenti non avremmo mai avuto. Diremo sempre grazie a “Gomorra”».

Quando avete iniziato a lavorarci?
«Nel 2013 abbiamo avuto i primi pensieri, quando il regista Stefano Sollima, dopo l’esperienza di “ACAB”, ci aveva voluti di nuovo con lui. Ora è iniziata la nuova stagione e per noi è stato un continuum, non abbiamo mai smesso di lavorarci, nonostante nel frattempo avessimo pubblicato i nostri album o registrato altre colonne sonore».

Voi fate musica strumentale, mescolando rock ed elettronica. Vi considerate un po’ delle mosche bianche nel panorama della musica italiana?
«Facciamo una musica emozionale, basata sul suono. Proponiamo quello che ci piace fare: certo non siamo mainstream, non c’entriamo molto con gli artisti che vanno di moda oggi. Ma non ci interessa. Non è mai stato così anche nel passato e “Apocalysm” prosegue il nostro percorso, con una ricerca sonora profonda in cui utilizziamo sia strumenti classici, analogici, come chitarre, bassi e batteria, alternati con strumenti elettronici, sintetizzatori e così via».

Quando vi vedremo dal vivo?
«Siamo in pieno studio di quello che sarà il programma dei prossimi appuntamenti. Portare dal vivo “Apocalysm” sarà una bella sfida e presto avremo anche delle date».

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