Home MusicaNewsAlessandra Amoroso: «Più felice di così non potrei essere»

Alessandra Amoroso: «Più felice di così non potrei essere»

La cantante ci racconta un anno di trionfi con il suo «Vivere a colori tour». E il prossimo aprile farà festa all’Arena di Verona

Foto: Alessandra Amoroso in concerto. Su ticketone.it info e biglietti del live del 29 aprile all’Arena di Verona  - Credit: © Andrea Ciucci

16 Dicembre 2016 | 12:25 di Giulia Ausani

Un doppio disco di platino e una tournée da tutto esaurito. E per festeggiare un anno di successi con l’album e il tour «Vivere a colori», Alessandra Amoroso dà appuntamento al suo pubblico sabato 29 aprile all’Arena di Verona, per la sua unica data live del 2017. Eppure Sandrina, come la chiamano i fan, è ancora la persona semplice, entusiasta e spontanea che abbiamo conosciuto nel talent show di Canale 5 «Amici». E più che un’intervista, in effetti, la nostra sembra una chiacchierata tra vecchie amiche.

Alessandra, cosa significa per te «vivere a colori»?
«Vivere in serenità, armonia e nella più totale fiducia verso il prossimo: nell’amore completo. Cerco di essere sempre nel pieno dei sentimenti positivi, e questo per me è vivere a colori».
Quanto sono importanti per te i tuoi fan, la tua «big family»?
«Da uno a dieci, ventimila! Loro mi hanno donato questa vita difficile ma meravigliosa, e a loro va il mio grazie più grande. Per me la famiglia è importante e da lì è nata la mia “big family”. Siamo davvero una grande famiglia, e come tale ce ne diciamo di tutti i colori (ride, ndr)».
Come concili la voglia di condividere col bisogno di una certa privacy?
«Sono sempre stata una persona riservata. Nonostante il successo, la mia vita privata rimane mia. È stato difficile, ma ho cercato di tracciare una linea netta: quando chiudo la porta di casa chiedo rispetto».
So che sei molto legata ai tuoi nonni. Qual è il loro insegnamento più importante?
«Mi hanno insegnato tanto e li amo immensamente. Mi hanno insegnato a credere nell’amore, nel rispetto, nella fiducia e nella sincerità. Spero di poter trasmettere questi valori ai miei figli, quando li avrò. Sono cresciuta con i nonni perché i miei lavoravano, quindi tutti i miei più bei ricordi di bambina sono legati a loro. Stanno insieme da 67 anni e il loro è l’amore vero... Quello sì che è “vivere a colori”! E sono molto fortunata, perché nonostante la distanza, col cuore siamo sempre vicini».
Vorresti avere un figlio?
«Io lo farei adesso, ma penso che per avere un bambino occorra anche il tempo. Bisogna fermarsi un attimo e dedicarsi solo a lui».
La soddisfazione più grande di questo 2016 che sta per finire?
«Questo tour, e parlo proprio di ciò che è riuscito a dare. Sono stati concerti pieni di amore e di energia, di voglia di cantare, di stare insieme e ritrovarsi. Era sempre difficile lasciare il palco a fine live. Il pubblico rimaneva lì e continuava a ballare e cantare e io avevo voglia di stare in mezzo alla mia gente. In otto anni non ho mai vissuto un’esperienza così bella».
E il prossimo anno ci sarà il gran finale all’Arena. Come ti senti?
«Sono molto contenta. L’ultima volta che mi sono esibita all’Arena alcune cose non sono andate come avrei voluto, quindi ora posso finalmente “viverla a colori” come ho fatto col tour. Mi dà una forte emozione concludere un bel percorso come questo in un posto stupendo, che solo a vederlo ti fa tremare le gambe».
Hai ancora l’ansia da palcoscenico?
«Sono sempre agitata, ma questa volta in modo diverso: prima avevo quasi paura di salire sul palco, mentre in questo tour non vedevo l’ora di farlo. A Milano mi sono perfino truccata al volo perché volevo solo raggiungere la mia gente. Volevo cantare, passare quelle due ore in quello stato di grazia che solo il mio palco, i miei musicisti, il mio staff e la mia gente mi possono dare».
E ora cosa ti aspetti dal 2017?
«Vorrei che il concerto all’Arena andasse bene, lo spero con tutta me stessa. Per il resto non ho molte pretese, spero solo di non deludere la gente. Non faccio progetti e accetto qualunque cosa Dio mi metterà davanti».
Hai in mente nuovi percorsi musicali?
«“Vivere a colori” mi ha già dato tanto perché ci sono sonorità diverse e testi più maturi. Mi piacerebbe provare col reggae, ma sempre mantenendo i temi di gioia pura e felicità. Un artista che ammiro molto è Jovanotti, perché con la sua musica ha sempre qualcosa da raccontare e da farti vivere. Vorrei essere un po’ come lui, buttarmi nelle cose e magari raccontare la vita con altri suoni e stili. Accolgo qualunque novità a braccia aperte».
Qual è la collaborazione dei tuoi sogni?
«Beyoncé! Non la conoscerò mai, ma sognare non costa niente. L’ho vista a Milano e lei è proprio un’artista con la A maiuscola. Poi magari non sa cucinare, ma a chi importa (ride, ndr)! Poi sogno Mina e Aretha Franklin».
La canzone che avresti voluto scrivere tu?
«“Questo bellissimo gioco” di Annalisa. Stupenda».
Una domanda che nessuno ti ha mai fatto?
«“Sei felice?”. E io risponderei di sì. Felicissima!».