Home MusicaNewsAlessandra Amoroso: «Sto bene, tornerò». L’intervista

Alessandra Amoroso: «Sto bene, tornerò». L’intervista

L'operazione, il duetto con i Boomdabash, l'incontro con il Papa e l'America Latina

 - Credit: © Mida Ansa

05 Agosto 2015 | 04:37 di Alessandro Alicandri

L'abbiamo saputo un po' per caso. Di questa operazione alla gola, Alessandra Amoroso ce ne ha parlato più o meno una settimana prima dell'annuncio sui social. L'avevamo raggiunta telefonicamente per parlare di tutt'altro. Eppure è stata la prima cosa che ci ha confidato. 

Come stai Alessandra?
«Abbastanza bene. Dovevo rimanere 15 giorni in Messico, invece sono rimasta lì una sola settimana. Il motivo è che devo operarmi a breve, così sono tornata a casa».

Davvero?
«Sì, ma non c'è nulla di cui preoccuparsi, sono tranquilla. Vi chiedo solo di aspettare per dirlo. Ci tengo davvero a comunicarlo io, con la mia voce, prima di tutti. Voglio spiegare come sto e rassicurare chi mi segue».

Promesso. Che tipo di operazione sarà?
«Sono due noduli per i quali avrei già dovuto operarmi, pensavo di poter restare in Messico ancora qualche giorno e invece non ce l'ho fatta. Comunque non è niente di strano, succede a molti. È una naturale conseguenza degli strattoni che la voce ha quando si canta molto. Voi lo sapete bene: mi piace tanto cantare, mi piace tanto anche parlare...e come un calciatore che si fa male a una gamba dopo un campionato, così mi sono ritrovata questo problema da risolvere».

Lascerai in sospeso la musica per un po' di tempo, immagino.
«Spero il meno possibile. Mi aspetta un periodo di silenzio e un altro dal foniatra per la riabilitazione. Dovrò rimandare alcuni progetti ma non importa perché come dice una mia canzone... “Starò meglio”».

Nel frattempo stiamo ascoltando il singolo estivo «A tre passi da te», dove duetti con i Boomdabash.
«In aprile sono andata in Puglia per il compleanno di mamma e con tutta la famiglia abbiamo raggiunto in studio questi artisti che stimo da sempre. Il risultato è stato sorprendente».

Ci racconti qualche dettaglio in più su questo duetto?
«Mio padre mentre registravamo si è messo a dare consigli come un manager (ride). A parte gli scherzi io fin da piccola ballavo come una matta in spiaggia la dance-hall, il Salento è la patria adottiva italiana del reggae e io amo la loro musica. Quando me l'hanno chiesto, ho detto subito di sì».

Cosa ti entusiasma di più di questo progetto?
«Il fatto che mi fa sentire molto vicina alle mie radici, sento l'attaccamento alla mia terra. Poi come ti raccontavo è stata registrata in un'atmosfera molto famigliare. Durante le registrazioni abbiamo messo sul fuoco 800 caffettiere per tutti e sono arrivati anche i pasticciotti. Insomma, è stata una festa».

Quando l'hai registrata, come hai pensato avrebbero reagito i tuoi fan?
«Con estremo entusiasmo...e così è stato. Sarò più precisa, ho pensato "Li farò morire di gioia". Loro sanno che canto le canzoni struggenti ma che sorrido dalla mattina alla sera. Farlo anche attraverso la musica è ancora più bello».

È vero che hai incontrato Papa Francesco?
«Sì, è stato bellissimo! Il 21 giugno a Torino mi sono esibita durante la sua visita in città per l'Ostensione della Sindone. Non era però previsto che lo incontrassi dopo aver cantato davanti a lui, non ero pronta».

Com'è andata?
«Mi sono avvicinata e mi ha detto ‘‘Che bella voce che hai!’. Non potevo essere più emozionata e mi sono sciolta in lacrime. In quel momento, ai suoi occhi, ero semplicemente Alessandra. Mi ha anche chiesto se studiavo all'Università, ma all'inizio non avevo capito, ero troppo commossa».

Veniamo al tuo esordio, peraltro molto positivo, in America latina.
«È presto per parlarne ancora, alcune cose le sto rivelando mano a mano nei video che sto postando sul web. L'unica cosa di cui sono abbastanza sicura per ora è il mio spagnolo (ride)».

Abbiamo notato, sembra che tu conosca lo spagnolo da sempre.
«Pare abbia un'attitudine naturale allo studio delle lingue. Sarà che sono orgogliosa e su certe cose anche testarda, ma cerco sempre di andare in fondo alle cose. Con lo spagnolo però è stato un amore a prima vista».

Come hai studiato?
«Durante i miei viaggi in America ho fatto molte lezioni e poi ho fatto una full immersion di due settimane a Madrid con una professoressa con la quale vivevo 24 ore su 24: nel frattempo registravo dei brani. Mi sono appassionata a questa lingua, alla loro cultura, anche al modo di cantare in spagnolo. Sto prendendo questa esperienza come una grande opportunità di crescita, non ho aspettative, ho solo tanta voglia di imparare».

Adesso devi farci tu una promessa. Vogliamo vederti al più presto di nuovo in forma.
«Promesso. Sarò ancora più forte».