Home MusicaNewsAntonella Lo Coco: «Dopo X Factor, io non mi arrendo»

Antonella Lo Coco: «Dopo X Factor, io non mi arrendo»

Una delle protagonista più innovative del talent, si racconta (con tante novità in arrivo)

 - Credit: © Michele Piazza

03 Agosto 2016 | 14:45 di Alessandro Alicandri

Antonella Lo Coco ha partecipato alla quinta edizione di X Factor arrivando in finale con il singolo "Cuore scoppiato". Un percorso che nel 2011 ha portato l'elettro pop nel talent e una voce straordinaria. Oggi, dopo la partecipazione al progetto "Amici non ne ho...ma amiche sì" sta lavorando con Fiorella Mannoia a un nuovo progetto musicale inaugurato dal singolo "Non ho più lacrime". È tornata un po' alle origini, in ogni senso, con uno stile pop rock che la mostra a fuoco, pronta a ripartire. La sua sincerità, invece, è rimasta la stessa.

Cosa stai facendo in questi giorni?
«Mi sto preparando per le vacanze e chiudo prima delle ferie con i miei lavori paralleli, quelli oltre la musica».

Cosa fai a supporto dell'attività artistica?
«Lavoro in un service audio e luci come fonica, sto imparando un sacco di nozioni che mi sono utili per i miei progetti. Ho un piccolo studio a casa e questo genere di lavoro mi aiuta a lavorare meglio con le compressioni, con le miscele di suoni. Ogni tanto torno a fare la pizzaiola, come facevo prima di X Factor. Devo essere sincera, sono lavori che mi hanno davvero aiutata nei momenti più difficili, è stato terapeutico per me».

In che senso?
«La mia carriera dopo X Factor ha avuto alti e bassi. Nei bassi a volte è difficile gestirsi perché ti scontri con dei meccanismi dove vuoi dire delle cose, vuoi cantare delle emozioni ma non vieni ascoltata. Esco da un periodo abbastanza buio, nel 2015 avevo smesso di scrivere canzoni perché non vivevo più bene. Ho fatto un passo indietro senza smettere di inseguire il mio sogno e oggi va tutto meglio».

Qual è il ricordo più vivido del tuo X Factor?
«La prima puntata live, la prima esibizione. Prima di salire sul palco non riuscivo a capire con che coraggio potevo fare una cosa del genere. "Oddio, non ce la faccio", mi dicevo. Al mio turno, sono riuscita a dare tutta me stessa. È stata un'edizione di passaggio la mia, dove l'attenzione ai social non era molto forte come invece accade oggi»

Pensi sarebbe stato utile per avere più "follower" aggiornati sulle tue novità?
«Certo! Il pubblico dei talent segue i talent. Quelli che, perdonami l'espressione brutale, "porti a casa" nella maggior parte dei casi sono davvero pochi perché quel pubblico poi andrà a vedere l'edizione successiva e quella ancora. Ho fatto X Factor, lo rifarei mille volte, ma è ovvio che non è stato tutto rose e fiori. Una delle cose che mi fa più arrabbiare è quando mi chiedono quand'è che torno con nuova musica: sono attiva, pubblico canzoni e album. Ci sono, ma la gente non lo sa».

A X Factor hai fatto un percorso di canzoni bellissime, un percorso che nello stile ha segnato le edizioni più recenti.
«Arrivavo dal pop rock e ho cominciato da "What else is there" dei Röyksopp. Da lì ho capito che la sperimentazione era un filone che mi veniva del tutto naturale. Mi sono ritrovata a cantare una versione riarrangiata di "Morirò d'amore" di Giuni Russo, una canzone che fino a quel momento nemmeno conoscevo. In ogni esibizione non mi sono semplicemente messa in gioco, ma ho provato a rendere ogni canzone, a suo modo, speciale. Quei brani li canto spesso anche ai miei concerti. Quella che mi chiedono di più è "Disincanto" di Mango. Mi è capitato spesso di affrontarli come se fossero degli inediti e per questo oggi quei brani li sento un po' miei».

Arisa che ruolo ha avuto per te in quei mesi?
«Con lei abbiamo fatto un lavoro splendido. Nessuno si aspettava che potesse portare così tanto dentro un programma musicale. Lei è una grande ascoltatrice di musica odierna, si aggiorna. Lei si è sempre comportata con noi da pari e ha fatto una cosa bellissima: si è legata a noi e al nostro percorso in modo appassionato e fortissimo. Solo noi che abbiamo lavorato con lei abbiamo capito la sua "sfuriata" dell'anno successo e che ormai è diventata un cult, perché sappiamo quanto fosse legata a tutti noi. Pochi giorni fa mi ha mandato un messaggio per dirmi quanto è fiera di me e mi ha detto di continuare così. Pochi come lei a X Factor hanno avuto visioni così giuste e belle per i suoi ragazzi».

Adesso hai da poco pubblicato un singolo, "Non ho più lacrime" per Oyà, etichetta di Fiorella Mannoia.
«L'ho incontrata alla finale di X Factor. È la cantante preferita di mia madre da sempre, l'ho ascoltata così tanto da ereditare quella passione e ogni volta che viene verso Reggio Emilia o Bologna la vado a vedere. Mi ha proposto questo brano, ancora cantato in finto inglese. Con un lavoro a quattro mani abbiamo lavorato prima all'arrangiamento pop rock, poi al testo che in fase finale è stato poi chiuso da Fiorella. L'abbiamo proposto a Sanremo Giovani ma non sono arrivata nella rosa finale e da poche settimane l'abbiamo lanciato in via ufficiale».

Com'è lavorate con Fiorella Mannoia in veste di produttrice?
«È una persona che mi ha ascoltato, il modo in cui mi vede artisticamente corrisponde al modo in cui vedo me stessa. In passato ho lavorato con i Planet Funk, Max Casacci... l'ho fatto in una fase dove in cui ho interpretato delle canzoni che ho cantato perché non avevo nulla di pronto. L'ho fatto con enorme piacere, ma adesso affronterei tutto in modo più personale e con una maturità maggiore».

Che risorse ti sta offrendo Fiorella?
«Mi sta aiutando a esprimermi come cantautrice, mettendo al mio fianco un produttore come Carlo Di Francesco e autori come Bungaro e Cesare Chiodo. L'idea è quella di pubblicare un altro singolo dopo l'estate e poi aspettare per un eventuale album. Mi ha messo per le mani delle risorse incredibili e il tutto senza il supporto di una major».

Per ora sei soddisfatta?
«Musicalmente, tanto. Sono però consapevole che ho lanciato un brano nuovo in estate, periodo nel quale gli ascolti internazionali aumentano a dismisura, i singoli hit dell'estate sono al centro di tutto ed è difficile farsi notare. Sono onesta: immaginavamo che il contributo di Fiorella al brano potesse aiutarci "mediaticamente", ma non demordiamo».

Hai da poco partecipato all'album collettivo con Loredana Berté.
«È stato un onore e il 19 settembre sarò lì tra le sue amiche per cantare i suoi grandi successi. Con lei ho cantato "Folle città" e per me è stato difficilissimo perché sentivo il gap tra la sua magnificenza e io che sono "piccola così". Lei è stata capace di mettermi subito a mio agio, di farmi capire che potevo dare il mio accorciando le distanze. Ho cantato con lei al Gay Village di Roma e non vedo l'ora di prendere parte a questo grande evento live all'Arena di Verona. Sarà un sogno a occhi aperti».

Facciamo un passo indietro. Una delle cose più popolari che hai fatto in questi anni è stato il brano con Emis Killa "Che abbia vinto o no", colonna sonora di "Il ricco, il povero il maggiordomo", film di Aldo, Giovanni e Giacomo.
«L'avevo visto poco tempo prima dal vivo e il suo stare sul palco e l'entusiasmo del suo pubblico, mi hanno colpita. Abbiamo lavorato assieme al brano e sono contenta che sia così piaciuto ai suoi fan. Ovviamente l'onore di poter arrivare a inserire un brano dentro un film così importante mi ha onorato».

Ci sono percorsi di altri cantanti nati a X Factor che ti hanno affascinata?
«Mi piace tanto Violetta, siamo più o meno delle stesse zone e ci confrontiamo spesso».

Cosa pensi di Francesca Michielin, vincitrice della tua edizione?
«Anche lei, un po' come tutti, ci ha messo un po' a carburare. Ha finito di studiare e il suo percorso musicale oggi è davvero interessante. Se la canta e se la suona da sola. Ti assicuro che vedere una ragazza così giovane che ha un livello di autonomia così elevato, per noi addetti ai lavori è un fattore che aumenta di tantissimi punti un'artista. Lei sa molto bene quello che sta facendo e lo sta facendo bene».

Durante X Factor dicevi che uno dei tuoi più grandi difetti era l'incostanza. L'hai curata questa cosa?
«Dopo i mesi di X Factor sono diventata molto più rigorosa. La costanza è l'unica cosa che ti permette di andare avanti, è l'unica cosa che permette di trasformare la passione nel lavoro che hai sempre sognato. Da concorrente di X Factor oggi ci sono le mie canzoni, i miei progetti discografici, le colonne sonore, il mio ruolo da giuriata a "Io canto", tantissime idee in cantiere. Io vado avanti. Non mi arrendo».