Home MusicaNewsBruce Springsteen: l’anteprima dell’autobiografia “Born To Run”

Bruce Springsteen: l’anteprima dell’autobiografia “Born To Run”

«A vent’anni non ero un ribelle che sgommava con le auto da corsa, ma un chitarrista per le strade di Asbury Park… »: il Boss anticipa a sorpresa la prefazione del suo libro  

Foto: Una delle foto della copertina di Born To Run (il disco)  - Credit: © Corbis

17 Agosto 2016 | 20:14 di Lorenzo Di Palma

Si chiamerà "Born To Run" (e non poteva essere altrimenti), proprio come il suo terzo disco, quello che nel 1975 lo consacrò come il più importante song-writer d'America, l'autobiografia di Bruce Springsteen, che uscirà in tutto il mondo (in Italia la pubblica Mondadori) il prossimo 27 settembre.  

Chi ha letto già quelle pagine parla di una «sincerità disarmante» - caratteristica propria del Boss anche quando suona e canta - e di un libro «a cuore aperto», d'altronde come scrive lui stesso: «C'è qualcosa di strano nel raccontarsi per iscritto... Tuttavia, c'è una promessa che l'autore di un libro come questo fa al lettore: aprirgli la propria mente. È quanto ho cercato di fare in queste pagine».

Frutto di ben sette anni di lavoro, ?Born To Run? è stato iniziato nel 2009 all'indomani dell'esibizione con la E Street Band al Super Bowl, il libro parte dalle sua infanzia a Freehold, nel New Jersey, un luogo pieno di poesia ma anche di potenziali rischi, destinato ad alimentare la sua immaginazione, fino al momento che Bruce chiama «Big Bang», l'illuminazione avuta vedendo Elvis Presley all'Ed Sullivan Show e la nascita del desiderio incontenibile di diventare un musicista, gli esordi come re delle bar band ad Asbury Park e la nascita della E Street Band.

Tra le pagine, poi, Bruce Springsteen illustra i tormenti interiori che hanno ispirato i suoi capolavori, a cominciare proprio da Born to Run (ma anche "Thunder Road", "Badlands", "Darkness on the Edge of Town", "The River", "Born in the USA", "The Rising" e "The Ghost of Tom Joad", per citarne solo alcune), brano che si rivela più complesso di quanto immaginassimo. 

Poche ore fa, a sorpresa, il Boss ha pubblicato sui suoi social la prefazione del libro: «La città da cui vengo è piena di piccoli impostori, e io non faccio eccezione. A vent'anni non ero un ribelle che sgommava con le auto da corsa, ma un chitarrista per le strade di Asbury Park, già membro a pieno titolo di quella categoria di personaggi che "mentono" al servizio della verità... gli artisti con la "a" minuscola. Avevo però quattro assi nella manica: la gioventù, quasi dieci anni di dura gavetta sui palchi dei bar, un valido gruppo di musicisti locali ben sintonizzati con il mio stile e una storia da raccontare».

Il testo completo si può leggere in originale sul sito ufficiale del Boss, ma anche nella traduzione italiana di Michele Piumini sul sito di Mondadori Libri.