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16 Giugno 2016 | 17:25

I cantanti italiani da seguire su Snapchat

Potete aggiungere i vostri idoli della musica italiana direttamente da questo articolo. Cos'è Snapchat? Come si usa? Vi diamo tutte le risposte

 di Valentina Cesarini

I cantanti italiani da seguire su Snapchat

Potete aggiungere i vostri idoli della musica italiana direttamente da questo articolo. Cos'è Snapchat? Come si usa? Vi diamo tutte le risposte

16 Giugno 2016 | 17:25 di Valentina Cesarini

«La smetti di stare su Snapchat?», «Ma come si usa? Non ci capisco niente». Ecco le frasi rivolte di frequente a chi è abituato ad usare l'app di messaggistica e condivisione contenuti più chiacchierata degli ultimi mesi (in Italia, s'intende, perché in altri paesi è molto diffusa già da tempo). Secondo il Global Web Index relativo al 2016, la "top 3" delle categorie più diffuse di utenti seguiti sono: al primo posto i propri amici e conoscenti; al secondo posto i brand amati; in terza posizione i cantanti, le band e le case discografiche. La musica quindi è uno dei settori che suscita maggiore interesse.

Andiamo a vedere quali sono i cantanti italiani che hanno deciso di approdare su Snapchat per raccontare la vita tra tour, famiglia, amici e viaggi. Aggiorneremo l'elenco via via che "staneremo" tutti i vostri idoli musicali.

Attenzione: per aggiungere gli artisti direttamente dalla nostra gallery, senza dover perdere tempo a digitare lo username, sarà sufficiente entrare nell'app di Snapchat, inquadrare l'immagine del cantante e tenere premuto il dito sopra l'icona. Magia!

No a commenti, like e condivisioni

Cos'è Snapchat? Come si usa? Un breve sunto per i neofiti curiosi: fondata nel 2011 da Bobby Murphy e Evan Spiegel, l'applicazione che vanta 10 miliardi di visualizzazioni giornaliere per i propri contenuti e, solo in Italia, circa 673.000 utenti scritti, altro non è che un nuovo strumento di networking caratterizzato dalla contrapposizione netta ai classici Twitter, Facebook e Instagram.

Regola n.1 di Snapchat: no allo storico dei contenuti (tutto ciò che inviate privatamente o pubblicate verrà cancellato dopo 24 ore esatte, eliminando così le ansie legate alla permanenza della propria vita online); no a commenti, like e condivisioni. Le uniche azioni consentite sono la messaggistica e la pubblicazione/fruizione dei contenuti (oltre alla possibilità di sapere chi ha visto i vostri snap e chi ha fatto uno screenshot). Al bando quindi la paura dei giudizi: nessuno saprà quante persone vi seguono e nessuno minaccerà pubblicamente la vostra autostima. Siete liberi di divertirvi, finalmente, con o senza feedback (che al massimo possono arrivarvi privatamente).

La vostra storia

Dimenticatevi la parola "homepage": con Snapchat si parla di storieNon è un caso il lessico scelto: la parola "storia", infatti, sottolinea la natura "narrativa" (in senso borderline) delle vostre attività. Quando un utente aprirà i vostri contenuti, questi gli appariranno in sequenza, senza le pause che caratterizzano, per esempio, lo scorrimento di un homepage di Facebook, Twitter o Instagram. Questo vuol dire che potrete raccontare la vostra vita - dagli 0 ai 10 secondi per volta - come se fosse una mini sitcom. Quando la vostra "storia" quotidiana finirà le seguirà l'aggiornamento dell'utente successivo e così via, fino all'interruzione automatica. La sequenza "Play-Pausa-Stop" è eliminata: guardando cosa fanno i vostri amici, potrete saltare da un utente all'altro, ma potrete anche solo appoggiare il dispositivo mobile sul tavolo e lasciar scorrere tutte le storie senza dover più toccare niente.

Video e immagini con timer

Con Snapchat è possibile solo fare video e scattare foto della durata massima di 10 secondi; nel caso di immagini il tempo si riferisce alla quantità di secondi in cui gli altri utenti vedranno apparire la foto sulla vostra "storia". Questo rende la fruizione dell'app veloce, istantanea: ecco uno dei segreti del suo successo.

Solo i più giovani? No

Se pensate che questa app venga usata solo dagli adolescenti vuol dire che non ne avete mai fatto esperienza. Secondi gli studi statistici, in Italia il cluster che va dai 25 ai 34 anni rappresenta quasi il 34% dell'utenza totale (ed è in crescita costante).