Home MusicaNewsCosì simili eppure così diversi: Gemitaiz e Capo Plaza tra i giovani sono superstar

Così simili eppure così diversi: Gemitaiz e Capo Plaza tra i giovani sono superstar

Parlano alle nuove generazioni come pochi altri sanno fare, sono tra gli artisti più ascoltati su Internet. Il 20 aprile entrambi pubblicano l’album più importante della loro carriera: rispettivamente, «Davide» e «20»

19 Aprile 2018 | 16:03 di Alessandro Alicandri

Parlano alle nuove generazioni come pochi altri sanno fare: dati alla mano, Gemitaiz e Capo Plaza sono tra gli artisti più ascoltati su Internet dai giovani sotto i 18 anni. E il 20 aprile entrambi pubblicano l'album più importante della loro carriera: rispettivamente, «Davide» e «20».

Gemitaiz, nome d'arte di Davide De Luca, e Capo Plaza, all'anagrafe Luca D'Orso, sembrano molto diversi: hanno quasi 10 anni di differenza, il primo è romano mentre il secondo è salernitano, per stile (rap e trap) e per esperienza (Gemitaiz è già stato al primo posto della Superclassifica, Capo Plaza è al debutto discografico). Ma li accomuna il fatto di essere molto attaccati alle loro radici e non hanno intenzione di perdere «il senso della realtà» per colpa del successo.

Gemitaiz nel suo quarto album presenta sei collaborazioni di prestigio: tra le più interessanti ci sono quelle con Fabri Fibra, Coez e la brava rapper italiana Priestess. «Davide» è il frutto maturo di un artista ambizioso che da sempre mescola tecnica sopraffina e messaggi importanti. Oggi lo fa in modo ancora più potente.

Anche per Capo Plaza la potenza è importante, come dimostra nei suoni dell'album «20». Nei 14 brani, tra amore e temi sociali, racconta le leggerezze e le paure della sua età. Tra gli ospiti due grandi della musica trap italiana: Sfera Ebbasta e Ghali.

Come fanno quindi Gemitaiz e Capo Plaza a essere gli idoli di così tanti ragazzi? Grazie a YouTube e alle curatissime foto su Instagram, certo, ma i veri segreti sono la velocità di pensiero e la freschezza del loro linguaggio. Avranno l'aria da «brutti ceffi», ma dalle loro canzoni emerge sempre la voglia di raccontare il loro mondo per com'è davvero.