Home MusicaNewsDaniele Magro: «Dopo X Factor, scrivo per le grandi voci italiane»

Daniele Magro: «Dopo X Factor, scrivo per le grandi voci italiane»

Ha firmato brani per Emma, Chiara, Alessandra Amoroso. Dal 2009 a oggi, ecco com'è cambiata la sua vita

13 Luglio 2016 | 14:46 di Alessandro Alicandri

Daniele Magro è sorprendente, uno di quei nomi che forse è riuscito a dare molto di più in questi anni rispetto a quello che si è visto a X Factor. Quando si spengono i riflettori e calano le "sovrastrutture", rimane in piedi chi ha del potenzialle. Va anche detto che nella sua seconda edizione, quella del 2009 con la sua giudice Simona Ventura è arrivato in fondo, a un passo dal podio. Quel ragazzo timidissimo con gli occhiali grandi e una voce stupenda, oggi ha seminato pezzi importanti della sua vita in canzoni scritte per Emma, Noemi, Alessandra Amoroso, Chiara e molti altri. Ho chiacchierato con una persona felice e le persone (davvero) felici hanno sempre lottato per esserlo.

Chi era Daniele Magro prima di X Factor?
«Un ragazzo di 19 anni che dal primo anno di università si ritrovava dentro un programma televisivo senza la più pallida idea di quello che stava succedendo attorno a lui. Ero la persona con la minore esperienza discografica tra i concorrenti di quell'anno. Ero nella totale incoscienza, una collezione di vuoti da riempire».

Come li hai riempiti quei vuoti?
«Iniziando a imparare la professione, come funzionano le etichette discografiche e come funziona il mercato musicale. Avevo fatto i provini anche per la prima edizione, ma non avevo superato nemmeno il primo step. La storia rivoluzionaria di Giusy Ferreri mi ha motivato a riprovarci ed è andata bene. Da quando sono entrato a quando sono uscito mi sono comportato come una spugna. Non l'ho trattata come una gara, ma come un scuola».

Cosa hai imparato a X Factor?
«Che saper cantare non è l'unico elemento che ti rende qualcuno di importante nella musica. Dev'esserci anche tanto duro lavoro, una direzione artistica, la motivazione nel voler perseguire gli obiettivi. Io entravo a X Factor e non sapevo scrivere canzoni. Forse avrei fatto X Factor in un momento diverso, con le consapevolezze e le capacità che ho oggi, ma senza quel passaggio, forse oggi non sarei qui».

È vero che hai fatto i Bootcamp con Elodie (seconda classifcata a Amici quest'anno)?
«Sì e devo dire che mi ha portato molta fortuna. Ai Bootcamp, siamo arrivati assieme fino a quel momento. Avevamo stretto una grande amicizia. Lei mi diceva: "mi sento positiva per te, ce la farai". Aveva ragione. Quando l'ho vista a "Amici" così diversa ho capito che nelle carriere i percorsi a volte ti portano dove non ti aspetti».

Molti hanno sottovalutato l'importanza di Simona Ventura (tuo giudice) nel talent.
«Mi trovi d'accordo. È una delle poche persone che mi ha dato sempre piena coscienza d'essere dentro un programma televisivo. L'unica con una vera dimestichezza con il mezzo e consapevole che era il televoto a guidare il nostro destino. Lei ci diceva sempre di essere fedeli a noi stessi dicendo la verità, specialmente quando certe scelte non erano adatte a noi. L'onestà, alla lunga paga sempre».

Hai fatto un percorso nel talent molto interessante, decisamente tuo.
«Sì, però mi hanno fatto cantare anche in italiano. Non ero abituato, non l'avevo fatto in modo serio fino a quel momento. Per me era un esperimento, scoprendo poi che il risultato non poi era così male. "Cavoli, è la mia lingua, perché non dovrei cantarla?", mi dicevo. Se pensi che adesso lavoro molto come autore di canzoni in italiano, senza quegli stimoli per svincolarmi dalle grandi voci internazionali, forse non sarei qui».

Che tipo di autore sei? Scrivi molte canzoni al giorno?
«Ma no! Ti faccio un esempio: ho una canzone che sto scrivendo da cinque mesi e che tutti mi chiedono a che punto è. Io glisso, faccio finta di niente. La verità è che non sono troppo prolifico. Ho chiuso un mese fa un brano che ho iniziato a settembre 2014. Ci sono dei percorsi travagliati e canzoni che chiudo in un giorno: ti ci puoi mettere di impegno ma è la vita che decide quando chiuderai quel processo creativo».

Avere una vita "normale", da non famoso, ti permette a un artista di essere un cantautore più "vero"? 
«A volte ragiono su questo. Poi penso che ci sono cantautori arcinoti come Vasco Rossi che ancora oggi riescono a entrare nel cuore del pubblico. La popolarità non distrugge i cantautori, rende solo più difficile trovare una propria dimensione. Io nel mio lavoro ho chi mi dice che un brano non va bene perché magari è un "compitino" scritto bene, ma dove non c'è naturalezza. È dalla spontaneità che nascono le cose più vere e più belle. Se la trovi, fai centro».

Sogni ancora un percorso da "pop star"?
«Io entravo a X Factor con questa convinzione e sono andato un po' in crisi quando le cose non sono andate come speravo. Mi sono guardato allo specchio e ho iniiziato a trasformare quella delusione in musica, esercitandomi sul lavoro del cantautore, rimettendomi a studiare e rimanendo con i piedi per terra. Adesso scrivo, ma non escludo nulla».

Oggi chi sei?
«Quello che incontra gli amici per un aperitivo e assieme festeggiamo quando un brano che ho scritto con amore viene poi scelto per arrivare a tante persone. Chi fa X Factor spesso non vuole diventare per forza una star di grande successo, vuole soprattutto dimostrare di valere qualcosa nella musica».

Con i 3 brani scritti per l'album triplo platino «Schiena» di Emma, la tua carriera da autore è decollata.
«Arrivare a due brani di grande successo usciti dallo stesso album è un orgoglio. Non so se sono romantico o cosa, ma l'idea che un brano scritto in stanzetta diventi un singolo cantato a squarciagola da tutto il Forum di Assago è un sogno a occhi aperti».


Adesso sta avendo un buon riscontro la tua recente «Come un'ora fa» cantata da Giusy Ferreri.
«È paradossale, si è chiuso un cerchio perché Giusy è venuta ospite della prima puntata del programma e mi ha fatto un grosso in bocca al lupo. Ho anche cantato una sua canzone durante il talent. Mai avrei immaginato di lavorarci assieme un giorno».

Quali sono i percorsi musicali più interessanti tra i nomi visti a X Factor?
«Penso che Marco Mengoni stia facendo un percorso eccezionale. Ricercato nei suoi album, non troppo esposto nella sua vita personale. Mi piace tanto anche Francesca Michielin e i Bastard Sons Of Dioniso, che sono tornati nella realtà underground dopo un assaggio mainstream e stanno producendo tantissimi begli album».

Vivi solo di musica?
«Sì, però mi sento un miracoltato nel poter vivere in questo modo. (Ride) Dopo X Factor e il percorso che mi ha portato a essere oggi un autore, non avrei mai immaginato che scrivere sarebbe stata l'attività che mi avrebbe sostentato. Sono davvero contento e anche un po' stupefatto di come sono andate le cose per me finora».

Mi dici cinque tue canzoni scritte da te che ti rappresentano molto?
«Certo! La recente "Fidati ancora di me" scritta per Alessandra Amoroso, cito di nuovo "Come un'ora fa" per Giusy Ferreri, "Tutto l'oro del mondo" scritta per Noemi per l'album "Made In London", uno dei brani ai quali sono più profondamente legato. Poi "Il rimedio la vita la cura", un brano per Chiara che non è solo una grande amica ma anche una grande persona. E infine cito "L'amore non mi basta" scritta per Emma, un brano in cui cui c'è tutto me stesso. Si riassume bene nella citazione "Forse dal dolore si potrà pure guarire ma anche scrivere canzoni"»

Foto: Tutti i prossimi appuntamenti con "X Factor 10 Edizioni" (in aggiornamento)