Home MusicaNews«David Bowie is», foto e guida della mostra a Bologna

«David Bowie is», foto e guida della mostra a Bologna

Dal 14 luglio al 13 novembre 2016, l'unico appuntamento italiano con la retrospettiva dell'artista inglese

Foto: David Bowie  - Credit: © Getty Images

14 Luglio 2016 | 17:12 di Giulia Ciavarelli

È un viaggio appassionante e, a suo modo, molto attraente: la grande mostra «David Bowie is», dopo aver incantato più di un milione e mezzo di persone in giro per l'Europa, trova la sua casa ideale al MAMbo- Museo d'Arte Moderna di Bologna. Quest'ultimo è la sede espositiva che ospita importanti mostre dedicate ad artisti italiani e internazionali, oltre ad avere una propria collezione permanente sull'arte italiana degli anni Cinquanta.

Partita da Londra nel 2013, la retrospettiva internazionale dedicata ad uno degli artisti più eclettici e stravaganti del panorama musicale contemporaneo viene inaugurata a Bologna e si fermerà per qualche mese, fino al 13 novembre 2016. David Bowie ha sempre rifiutato di pubblicare autobiografie o qualsiasi racconto che lo riguardasse: questo percorso sonoro e visivo è stato costruito e autorizzato dallo stesso artista prima della sua scomparsa. Si costruisce su una grande impalcatura di contenuti multimediali e, attraverso i 300 oggetti messi a disposizione dall'archivio personale, il visitatore riesce a comprendere meglio la figura del Duca Bianco e il suo ruolo all'interno della cultura visiva e pop.

«Non è una retrospettiva o una celebrazione ma, come suggerisce il titolo della mostra, usiamo il tempo presente perché le sue opere sono un tesoro prezioso da custodire, vivranno per sempre. Bowie è stato un autore compulsivo e non ha mai buttato nulla, per questo abbiamo ritrovato più di 75.000 oggetti nel suo archivio. È un'artista prima di essere una rockstar» racconta la curatrice della mostra durante la conferenza di presentazione.

David Bowie ci ha mostrato che possiamo essere chi vogliamo: il grande palcoscenico musicale del MAMbo è composto da tre parti, dai primi anni di vita fino alla genesi degli album, il suo processo creativo, le proiezioni dei grandi live e i video più tecnologici. Accompagnata dalle celebri note del Duca Bianco, la storia si snoda attraverso oggetti personali come canzoni scritte a mano, spartiti musicali, strumenti e lettere scritte ai collaboratori. Troviamo anche ll video dove Ziggy Stardust suona «Space Oddity» e le copertine degli album e un singolare dipinto per il tour «Aladdin Sane».

L'esplorazione continua attraverso gli outfit di Ziggy Stardust, le artistiche cover dell'album realizzate da Guy Peelaert e Edward Bell fino alla progettazione delle performance dal vivo. Il lavoro del poliedrico artista inglese è influenzato dall'arte, i libri e i film; non si ripete ma è sempre il momento per andare avanti a cercare qualcos'altro. Il Duca Bianco scopre successivamente la bellezza del palcoscenico e si fonde con personaggi da lui creati come Major Tom, Ziggy Stardust, Aladdin Sane, il detective Nathan Adler e il Minotaur. Un finale dai tanti costumi diversi, tra cui le famose creazioni di Kansai Yamamoto (1973), e un solo insegnamento importante: puoi essere chiunque tu scelga di essere.