Home MusicaNewsDiritto d’autore: Fedez lascia la Siae per Soundreef

Diritto d’autore: Fedez lascia la Siae per Soundreef

Il rapper milanese diventa “testimonial” della liberalizzazione voluta dall’Unione Europea

Foto: Fedez e l'amministratore delegato di Soundreef, Davide D'Atri  - Credit: © SplashNews

29 Aprile 2016 | 19:32 di Lorenzo Di Palma

Fedez è il primo artista italiano di un certo peso discografico ad abbandonare la Siae (la ?storica? Società Italiana Autori ed Editori fondata 134 anni fa) per affidare la raccolta dei suoi diritti d'autore a Soundreef, una start-up specializzata nella gestione dei diritti musicali che lo scorso 18 marzo ha ottenuto ufficialmente in Inghilterra il riconoscimento per operare in questo mercato. 

L'accordo è stato firmato a Milano tra lo stesso Fedez e l'amministratore delegato di Soundreef, l'italiano Davide D'Atri ed entrerà in vigore il prossimo gennaio 2017, con la ?liberalizzazione? voluta dall'Unione Europea con la direttiva Barnier, che prevede l'apertura del mercato - che vale circa 5 miliardi - della raccolta e gestione del diritto d'autore anche ai privati.

?Non voglio demonizzare la Siae ma ci sono problematiche difficili da superare e Soundreef è un'alternativa fresca", ha commentato Fedez che sta per pubblicare (uscirà il 6 maggio) un nuovo lavoro, ?Vorrei ma non posto?, insieme a J-Ax e Davide Petrella, e divenuto immediatamente il ?testimonial? della liberalizzazione: ?Ho deciso di cambiare per dare fiducia a una realtà giovane e anche perché credo che questa scelta con tutto lo spostamento mediatico che comporta sicuramente accenderà un dibattito? da cui scaturirà ?una legge (l'Italia deve ancora recepire la direttiva, ndr) che possa aprire il mercato e possa migliorare la discografia?.

La scelta di Fedez, si può anche spiegare rispolverando le annose polemiche contro le lungaggini e i meccanismi messi in atto dalla Siae che secondo alcune stime non permettono al 60% degli associati di recuperare neanche la quota d'iscrizione. Mentre Soundreef promette ?completa trasparenza e tracciabilità delle royalties? e una determinazione più rapida dei compensi (da 12-24 mesi a un paio di settimane) grazie alle tecnologie digitali, cosa che dovrebbe favorire soprattutto i giovani autori e indebolire quelle che sono viste come ?rendite di posizione?.

La risposta della Siae è stata immediata e affidata a una nota ufficiale: ?Abbiamo saputo e preso atto della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80mila associati. Continuiamo a stimare ed apprezzare Fedez come autore e come artista e tuttavia riteniamo che talune sue dichiarazioni siano frutto di una non corretta informazione. Dal canto nostro, siamo invece contenti di annunciare che dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti a Siae. Un boom di adesioni che ci inorgoglisce e ci conferma che gli sforzi che la Società sta facendo per migliorare i servizi per i propri associati - digitalizzando l'offerta, pubblicando online bilancio e relazione di trasparenza, azzerando la quota d'iscrizione per giovani e start up editoriali e abbassando la nostra provvigione, che oggi in media è sotto al 16% - stanno andando nella giusta direzione?.

Intanto nella questione si sono inseriti anche i musicisti ?indipendenti? (riuniti nelle associazioni Afi, A.I.A, Anem, AudioCoop e Pmi) che si sono schierati contro la liberalizzazione a loro dire ?selvaggia? del Diritto d'Autore, con una lettera aperta che recita: ?La Siae da qualche anno non è più la stessa: è cambiata notevolmente e continua a migliorare e a ben amministrare i nostri diritti". Noi ?siamo per il rinnovamento? ma ?pur essendo favorevoli alle aperture sulle innovazioni, siamo convinti della forte necessità che in un mercato globale ad alto tasso concorrenziale serva un unico forte player dei Diritti Italiani, che dialoghi e si contrapponga ai "giganti del diritto", che consorzi in modo armonico tutto il settore, siamo per l'aggregazione della Siae con le altre Consorelle Europee, per contare di più?.