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04 Set 2018 | 11:40

Gigi D’Alessio: «Io e Anna stiamo insieme, e meglio di prima. E il matrimonio…»

Dopo tante illazioni ora parla Gigi: la musica, i progetti benefici, il riavvicinamento con la Tatangelo. Il cantante ci ha invitato a pranzo per raccontarci la verità su Anna e...


Un martedì di fine estate. Sono le 11.30. Gigi D’Alessio ha accettato di parlare solo con Sorrisi. Sorridente e ancora un po’ abbronzato, ci accoglie nella sua casa alle porte di Roma. Il caloroso benvenuto è accompagnato da un caffè. Tra un concerto e l’altro in giro per l’Italia e il suo impegno come testimonial della ricerca sulle malattie cardiovascolari (vedi box sotto), Gigi sta lavorando al nuovo disco. Abbiamo trascorso un’intera giornata con lui per capire come nascono le sue canzoni.

Gigi, partiamo dalla tua estate.
«Ho fatto 15 giorni di vacanza a luglio in Sardegna. Mi sono rilassato, mi sono goduto la famiglia, i miei quattro figli. Chi partiva, chi arrivava, chi doveva prendere la nave, chi l’aereo… ho fatto il tour operator!».

E come ti rilassavi?
«Andavo a fare la spesa la mattina in pescheria. Io il pesce lo conosco bene e lo so scegliere. Poi lo cucinavo. Quando prendevo le cozze mi piaceva pulirle a riva con l’acqua di mare e poi portavo in tavola una padellata di spaghetti con le cozze. Ecco, questo mi rendeva felice. Sono uno di poche pretese, in fondo. E poi c’era il mare. E quando sono davanti al mare io mi incanto a guardarlo per ore. I colori, il profumo, i riflessi…».

E sono nate lì le nuove canzoni?
«Certo, il mare fa riflettere e pensare: può succedere che ti venga voglia di scrivere proprio lì, ma non è detto. Inconsapevolmente immagazzini, assorbi. Poi ti viene in mente una frase e la annoti. Vai al pianoforte e butti giù due note. Ma per scrivere ci vuole silenzio. Componevo dopo pranzo, quando tutti erano ancora in spiaggia. Una canzone è venuta fuori in mezzo al mare».

In mezzo al mare?
«Sì. Un giorno a casa c’era troppa confusione, allora ho preso un gommoncino e sono andato a Olbia a comprarmi una chitarra classica, ho trovato una caletta tranquilla e ho scritto proprio lì». 

E quando sei a Roma?
«Non c’è una regola. Però le cose più belle le ho scritte nel cuore della notte. Mi vengono in mente delle melodie e le registro nelle note vocali del telefonino. A bassa voce, per non svegliare Anna…».

A proposito di Anna Tatangelo, dopo la vostra separazione si è scritto molto, ma finora non hai parlato con nessuno. Ma noi siamo Sorrisi!
«In realtà ci eravamo solo allontanati per un periodo. Ora stiamo insieme, e meglio di prima. Anche perché Anna un altro come me dove lo trova?» (ride).

Che cosa era successo?
«Tutte le coppie litigano. Io sono un maschio “alfa… sud” (ride) e lei una donna alfa, e in più facciamo lo stesso mestiere, quindi nascono delle discussioni. È normale».

Si è parlato di matrimonio.
«Ora ci sono altre priorità. Quando decideremo, lo comunicheremo sui social, per rispetto di tutte le persone che ci vogliono bene e che ci hanno sostenuto in questi anni».

Torniamo al nuovo disco.
«Sarà una bella sfida: voglio unire tradizione e innovazione. Alcune canzoni nascono al piano o alla chitarra, altre al computer e hanno suoni inediti. Mi piacerebbe poi far fare un videoclip a Rovazzi, perché è molto bravo. Voglio spaziare nella musica a 360 gradi. Quando uscirà? Quando sarà pronto».

E nel frattempo?
«Il concerto benefico del 29 settembre a Milano (vedi il box sotto) con un’asta: in palio due inviti per cenare con me dopo l’esibizione. E poi il 26, 27 e forse il 28 dicembre al Palapartenope un concerto speciale: “Napulitanata”. Una meravigliosa “abbuffata di napoletanità”. Serate nelle quali inserirò anche i miei brani in dialetto, che in Italia non sono conosciuti ma che a Napoli sono hit».

Siamo nello studio di Gigi. Squilla il telefono: lo chiamano dalla cucina che si trova al piano superiore. Lui dà delle indicazioni sul pranzo. Poi si rivolge a me: «Ti fermi a pranzo con noi» dice, e non è una domanda. «Stamattina ho preso del pesce fresco dal mio pescatore di fiducia: gamberoni, alici, moscardini, vongole, polipetti». E mentre in cucina la signora Giovanna prepara…

Torniamo alla musica: ti piacerebbe andare al prossimo Sanremo?
«Claudio (Baglioni ndr) ha fatto un Festival meraviglioso. Lui fa musica, conosce i sacrifici e ha tolto l’eliminazione perché era mortificante per gli artisti. E allora perché non mettersi in gioco sul palco più importante della musica italiana? Bene, ora che l’intervista è finita vogliamo passare alle cose serie? Andiamo a tavola, che è pronto».

Il pranzo? Favoloso (e pure abbondante dal momento che Gigi si è assicurato che non facessi complimenti). Le chiacchiere a tavola piacevoli, il vino bianco ghiacciato e per chiudere, un ottimo caffè. Napoletano ovviamente.

Ha un cuore grande

Gigi D’Alessio è il testimonial della campagna Love the Beat, organizzata dal gruppo ospedaliero San Donato Foundation per la ricerca e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. «Abbiamo il dovere di sensibilizzare le persone su certi temi. La ricerca è un’assicurazione sulla vita nostra e su quella dei nostri figli» spiega il cantante.

Il 29 settembre al Teatro Arcimboldi di Milano Gigi terrà il concerto conclusivo della campagna, aperto da Shade e da Federica Carta, e presentato da Katia Follesa e Angelo Pisani. L’incasso sarà devoluto alla Gsd Foundation.

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