Home MusicaNewsGiusy Ferreri: «Ho trovato il pubblico, ripensando me stessa»

Giusy Ferreri: «Ho trovato il pubblico, ripensando me stessa»

X Factor 10 Edizioni: inauguriamo la rubrica con il primo grande nome big arrivato dal talent

04 Luglio 2016 | 11:24 di Alessandro Alicandri

Giusy Ferreri è il primo grande nome di X Factor. Con Marco Mengoni è l'artista con il maggior successo discografico nato dal programma. Ha avuto un esordio sorprendente, una carriera nata con tanti singoli amati dal pubblico. Dopo anni di attesa per una lunga assenza dopo la prima popolarità, è tornata. Negli ultimi due anni il suo successo e riesploso a oggi celebra nuove vittorie e grandi traguardi. L'abbiamo incontrata e i complimenti la imbarazzano ancora, è un momento bello della sua carriera e sembra strafelice. Qui vi spieghiamo perché.

Foto: Commenta l'intervista a Giusy Ferreri sui social network con l'hashtag #XXF

Cosa stai facendo Giusy in questi giorni?
«Sono sul palco con i miei concerti estivi... e vado a vedere quelli degli altri! Mi piace tantissimo la dimensione live dalla parte del pubblico, mi piace da sempre. Sono andata a vedere Vinicio Capossela quattro volte, otto volte gli Afterhours. Volevo andare a vedere anche i Bad Religion ma dovevo prepararmi per una data..e vorrei andare a vedere Neil Young! Insomma: essere contemporaneamente fan dei concerti estivi e artista con un tour, è un gran casino (ride)».

Tra l'altro sei andata anche da Vasco a Roma.
«Sì ho avuto anche la fortuna di incontrarlo a fine concerto, c'era con me pure Irene Grandi. Mi ha scritto una dedica, mi sono sentita un po' dall'altra parte della barricata, ero emozionatissima».

Facciamo un salto nel passato. Quali sono i ricordi che hai più vividi del tuo X Factor?
«Quel momento della mia vita è stato un generatore di grandi opportunità. Come saprai venivo da generi musicali che non sono totalmente affini al pop, ma lì ho deciso mettermi in gioco come secondo me dovrebbero fare tutti, con un senso di apertura verso gli stimoli esterni assoluto».

Quindi da rocker sei diventata una voce femminile in stile anni '60.
«Esatto! Prima ero chiusa nel mio mondo, nella mia istitintività. Dal momento in cui ho iniziato a fare squadra ho trovato la strada, quella ispirata alle grandi voci del passato che tornavano in quel momento con una chiave più fresca, come Amy Winehouse, Gabriella Cilmi. Un gusto retrò e vivace».

Giusy Ferreri canta "Volevo te" dal vivo nella redazione di Sorrisi


Foto: Giusy Ferreri nel 2008 (Foto di Alessandro Alicandri)

So che sei stata uno stimolo e di ispirazione per molti a scegliere la strada dei provini di X Factor.
«Mi fa molto piacere. Si è detto in questi anni che la mia vita era quella della cassiera dell'Esselunga di Corbetta. In realtà io ho cominciato quando avevo 13 anni, poi con una cover band e nel 2003 ho iniziato con il mio repertorio personale e un tentativo di lancio nel mercato nel 2005, ma ero molto diversa da adesso in quello che cantavo».

Quindi perché X Factor?
«Perché faticavo a emergere. Amavo le provocazioni, avevo un senso della trasgressione spiccato. Risultato? Non ero arrivata da nessuna parte. Da X Factor in poi, tra alti e bassi, ho messo una sorta di freno a quei lati bilanciandomi, smussando gli angoli».

È stato un sacrificio o un piacere?
«Quando ho iniziato a fare pop venivo da una lunga fase di alienazione in cui mi allontavano dal pubblico che volevo abbracciare. Mi estraniavo. È un po' come se lo facessi più per me stessa. Oggi riesco a esprimere la mia personalità "diluendola" in più cose, con una rinnovata serenità».

Nessun rimpianto?
«Nessuno! Anche se mi dispiace che un singolo come "La bevanda ha un retrogusto amaro", forse uno dei brani di repertorio più vicino alle mie "origini" non abbia avuto il successo che secondo me meritava».

«Roma-Bangkok» è una canzone da record, ha ottenuto 7 dischi di platino. Avevi capito fin da subito che questa collaborazione con Baby K avrebbe portato risultati così incredibili?

«È stata una scommessa vinta. Ci ho creduto e avevo ragione. Quando ho sentito la demo avevo capito fin da subito il grado di coinvolgimento che avrebbe generato nel pubblico. Il fatto, un po' inedito, di due ragazze che vengono da mondi così diversi, unite da quel desiderio di evasione e libertà al femminile... pensavo avrebbe catturato l'attezione, però non immaginavo così tanto».

Qual è il segreto del successo di «Roma-Bangkok»?
«Il merito più grande per me va alla produzione del brano di Takagi & Ketra. Hanno scelto delle sonorità che poi hanno fatto tendenza anche quest'anno nel pop italiano. È un brano dal sapore internazionale che infatti ci ha portato in Spagna e in Francia con un'accoglienza che mai avremmo potuto aspettarci».

La raccolta "Hits" ha raggiunto il disco d'oro. In molti credevano fosse presto per un Best Of.
«Lo pensavo anche io, sono sincera. Dopo 8 anni di carriera nel mercato, volevo aspettarne almeno altri due per arrivare poi a "Hits" per il decennale. Dopo i risultati di "Roma-Bangkok" abbiamo deciso di uscire con qualcosa. Abbiamo discusso se fosse stato meglio lanciare un album di inediti o una raccolta di mie canzoni».

Alla fine avete scelto "Hits".
«Sì, anche perché mi sono resa conto che in pochissimo tempo, mi ritrovavo già tante singoli entrati nel cuore del pubblico, rendendomi anche tortuosa la scelta tra tutto il materiale pubblicato in questi anni. Poi i singoli inediti "Volevo te" e "Come un'ora fa" sono andati benissimo, quindi il progetto è andato in maniera più che soddisfacente».

Quali sono i percorsi di artisti di X Factor che ti hanno affascinata?
«Sono troppi! Sicuramente Noemi, una grande artista, ma anche Mengoni. Mi piace tanto Francesca Michielin perché è molto giovane e di giovani donne ce ne sono pochissime nel panorama italiano. Lei si sta costruendo questo percorso musicale nel quale è molto sintonizzata nella sua dimensione. Potrei fare altri esempi».

Sono tutto orecchie.
«Mi piace tanto la voce di Chiara, anche Lorenzo Fragola. Ognuno, con i suoi tempi, sta trovando la sua "sintonia" e il giusto percorso. Di più recente mi piace Giosada, l'ho seguito tanto perché canta un genere molto simile a quello dal quale vengo, rock e grunge. Sono un po' invidiosa che gliel'hanno fatto portare sul palco di X Factor! (ride) Poi so che ha un album in arrivo molto interessante».

Avresti partecipato volentieri al posto di Giosada seguendo la sua "direzione" musicale?
«Forse, ma come dicevo prima, per me non era il momento giusto, perché è quello che facevo da anni e non stavo arrivando da nessuna parte. La mia voce, che ha un sapore un po' maschile, era giusto che arrivasse in un contesto così "anomalo" per me con un senso forte di novità e aperto al pubblico».

Quali sono i progetti per il futuro di Giusy?
«C'è in cantiere un album di inediti. Tra fine settembre e ottobre ci sarà una bella full immersion per lavorare a nuovi brani, alcuni sono già pronti, altri già selezionati. Ma ho bisogno di una nuova fase creativa perché in questo periodo sto accumulando tante idee. I momenti belli di carriera ti danno grande forza».

Ti abbiamo visto e ti vedremo in tour ma anche in molti festival estivi. Come senti il pubblico, oggi?
«C'è uno scambio di energia enorme. Non parlo solo con il mio pubblico, ma con quello dei Festival che viene lì per tanti artisti e magari non per te. Vedere il loro entusiasmo e un'accoglienza molto trasversale mi fa sentire bene. La musica non è una cosa da tenere stretta dentro una fan base, ma è condivisione per tutti. È quello che cercavo, è quello che ho trovato. Sono davvero felice».

Foto: Tutti i prossimi appuntamenti con "X Factor 10 Edizioni" (in aggiornamento)