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La classifica degli album includerà gli ascolti in streaming

La rivoluzione dal 7 luglio: le piattaforme attive in Italia saranno integrate a download e vendite fisiche

Foto: Sfera Ebbasta, uno degli artisti italiani più ascoltati su Spotify

03 Luglio 2017 | 12:56 di Francesco Chignola

La rivoluzione della classifica italiana degli album inizia ora. L'annuncio è arrivato dalla Fimi, che ogni settimana stila grazie ai dati Gfk la graduatoria degli album più venduti in Italia (quella che i lettori di Sorrisi possono trovare nelle storiche pagine della Superclassifica).

A partire dalla classifica di venerdì 7 luglio, infatti, i dati dello streaming audio di tutte le piattaforme attive in Italia saranno integrati con quelli del download (legali e a pagamento) e delle vendite dei dischi fisici, che componevano la classifica fino a oggi.

La decisione, già adottata in molti Paesi (tra cui l'americana Billboard) viene incontro al radicale cambiamento di un mercato, in cui, scrive Fimi in una nota, «i ricavi degli abbonamenti rappresentano il 51% del segmento digitale», e potrebbe favorire, almeno in parte, gli artisti molto forti in streaming.

«L'integrazione dello streaming nella classifica album segue quanto già avvenuto per i singoli digitali» spiega Enzo Mazza, CEO di Fimi. «L'accesso ai contenuti musicali non può essere limitato ad un solo tipo di supporto, ma richiede la capacità di osservare e riflettere il consumo reale e l'andamento effettivo del mercato».

Tutti gli ascolti in streaming saranno conteggiati, a patto che i brani vengano ascoltati per più di 30 secondi. Ma quanti «stream» equivalgono all'acquisto di una copia? «Il numero totale degli ascolti viene diviso per 1.300» precisano dalla Fimi. Si prendono in considerazione gli ascolti di tutte le tracce dell'album, dai quali però «si escludono quelli del brano più ascoltato che eccedono il 70% del totale stream dell'album stesso».

Insomma, per la conversione in numero di copie di un album, gli ascolti di un singolo brano non possono pesare più del 70% del totale. Inoltre, ci comunicano dalla Fimi, ai fini delle certificazioni il conteggio degli ascolti di un album varrà a partire dall'uscita dell'album, e non da quella del singolo che lo anticipa.

Dal conteggio, oltre ovviamente ai brani inferiori ai 30 secondi, saranno esclusi gli streaming via radio e piattaforme video (come YouTube). Il fattore di conversione, in ogni caso, sarà rivisto tre volte all'anno, per seguire l'evoluzione del mercato.