Home MusicaNewsMarianne Mirage, «Corri» è la colonna sonora del film Il fulgore di Dony

Marianne Mirage, «Corri» è la colonna sonora del film Il fulgore di Dony

Dopo il successo di «The Place», l'artista è stata scelta per il film di Pupi Avati che andrà in onda il 29 maggio in prima serata su Rai Uno. L'abbiamo intervistata per saperne di più

Foto: Marianne Mirage  - Credit: © Ufficio stampa

29 Maggio 2018 | 17:00 di Giulia Ciavarelli

Nel 2016 avevamo inserito Marianne Mirage tra le nuove voci femminili della musica italiana. In questi anni, infatti, il suo estremo talento musicale non è passato inosservato, nemmeno ai più grandi registi italiani. Marianne è reduce dal grande successo di «The Place», un brano intenso e struggente che rappresenta musicalmente l'omonimo film di Paolo Genovese. Con questa canzone, scritta appositamente per la colonna sonora della pellicola in lingua inglese, Marianne ha realizzato un sogno: la canzone, infatti, è entrata nella cinquina ai David di Donatello come Miglior Canzone Originale.

Ora l'artista presta la voce per un'altra colonna sonora, questa volta per la tv. Si tratta di «Corri», un brano scritto per la Sugar da Marianne con Matteo Curallo, Mario Cianchi e Federica Abbate. Scelto da Pupi Avati, la canzone farà parte del film «Il fulgore di Dony» che andrà in onda il 29 maggio in prima serata su Rai Uno.

In attesa di vederlo, Marianne ci ha raccontato non solo la genesi del brano, ma anche i suoi futuri progetti discografici.

Parliamo subito di «Corri»: quando e come nasce?
«La natura di questo brano è strana, nel senso che ha una storia stupenda. La canzone è nata alle due di notte mentre stavo tornando in macchina da Roma con un mio amico. All'improvviso, ho preso Garage Band dal telefono e ho cominciato a suonare il piano, è così che è nata "Corri". In quel preciso istante, ho saputo che era nata la figlia della mia migliore amica e l'ho subito voluta dedicare a lei».

È una dedica bellissima.
«Si, mi hanno ispirata molto anche per il testo. È stata una grande coincidenza e un onore scrivere una canzone per una bambina appena nata».

Come sei arrivata al film di Pupi Avati?
«Il brano faceva parte del mio primo album "Quelli come me" e sapevo che piaceva molto a Caterina Caselli. Poi, mi è arrivata la telefonata che Pupi Avati era interessato ad usarla nel film e non ci volevo credere! Da romagnola, sono molto affezionata a Pupi Avati e l'ho sempre pensato come un maestro inavvicinabile».

Te lo saresti mai aspettata?
«Non sapevo che la mia voce si trovasse bene con l'ambiente cinematografico e televisivo. Forse perché sono molto onirica quando scrivo, mi lascio condizionare e ispirare dalle immagini. Probabilmente le due cose si sono unite».

Hai già visto il film?
«Ho visto alcune scene per farmi un'idea, ma stasera tutta la Curva Mirage davanti alla televisione!».

Sono i tuoi fan?
«È un soprannome che deriva da Sanremo e da una battuta di Carlo Conti».

A proposito di fan, ci hai anticipato che oggi coinvolgerai anche loro. 
«Chiederò loro di dedicare "Corri" alla loro persona del cuore, io l'ho dedicata a mia nonna. D'altronde, la forza delle canzoni sia quella di poter dire qualcosa ma doverlo dire, ma esprimerlo con la musica».

È la prima volta che firmi una colonna sonora per la tv?
«In televisione si. Per il cinema ho scritto "The Place", che avete ascoltato nell'omonimo film di Paolo Genovese. Come prima volta è stata pazzesca, poi vederla tra le candidature ai David di Donatello è stata una sorpresa».

Raccontaci meglio quest'esperienza, sei stata sul set?
«Come fece la Mannoia per "Perfetti Sconosciuti", sono stata una volta sul set insieme agli attori. E mi ha ispirata molto, soprattutto il personaggio interpretato da Valerio Mastandrea perché ho cercato di trasferire quella fragilità che vedevo nei suoi occhi anche nel tono di voce della canzone».

Qui ti ascoltiamo per la prima volta cantare in inglese.
«Pur essendo cresciuta ascoltando la musica inglese e americana, è la prima volta che canto in inglese (il brano ha anche la sua versione italiana). In realtà, anche il brano di Pupi Avati era nato in lingua inglese: si intitolava "Slowly", che vuol dire lentamente, ma poi il titolo della canzone si è trasformato in "Corri", l'esatto contrario».

Ho letto che stai preparando un nuovo album, puoi anticiparci qualcosa?
«Ho già scritto tante cose, e non vedo l'ora che escano. Sarà un disco contaminato ed esplosivo, e ci sarà molto della mia pazzia e stravaganza. Non posso dire altro, ma succederà qualcosa molto presto».