Home MusicaNewsPink Floyd, la mostra a Roma: cosa aspettarsi dal viaggio audio visivo

17 Gennaio 2018 | 12:44

Pink Floyd, la mostra a Roma: cosa aspettarsi dal viaggio audio visivo

La mostra «Pink Floyd: Their Mortal Remains» apre il 19 gennaio al Macro di Roma ed è ricca di oggetti, strumenti musicali, poster, foto e video esclusivi

 di Francesco Taranto

Il momento tanto atteso è arrivato: sbarca in Italia (a partire dal 19 gennaio) la mostra sui Pink Floyd, «Their Mortal Remains». Ad ospitarla sarà il Macro di Roma, come annunciato a fine novembre direttamente da Nick Mason, batterista del gruppo, durante una conferenza stampa nella Capitale.

Dopo che nel 2014 era saltata l'anteprima mondiale a Milano, arriva così in Italia la mostra che ha debuttato al Victoria and Albert Museum di Londra ed è stata un successo da oltre 350.000 visitatori. Grazie a questi numeri ha addirittura battuto le cifre della mostra precedente («David Bowie Is»), stabilendo un nuovo record mondiale per quanto riguarda le mostre musicali. Abbiamo visitato la mostra londinese e nelle prossime righe vi raccontiamo cosa potete aspettarvi da questa monumentale retrospettiva.

Qualche info aggiuntiva sulla mostra a Roma: il prezzo per un biglietto open è €22, mentre il giornaliero costa €20. All’inaugurazione saranno presenti lo stesso Nick Mason e Roger Waters e i biglietti sono acquistabili su Vivaticket.

L'intento di «Their Mortal Remains»

Dopo il grande successo della mostra David Bowie Is, giunta anche in Italia nel 2016, i curatori del museo V&A di Londra hanno voluto celebrare il 50esimo anniversario dei Pink Floyd. A detta della curatrice Victoria Broackes "la loro storia è perfettamente adatta a un museo dedicato alle arti, al design e alle performance".

La mostra è stata ideata da Storm Thorgerson e sviluppata da Aubrey 'Po' Powell di Hipgnosis, che ha lavorato in stretta collaborazione con Nick Mason. Si concentra infatti soprattutto sull'aspetto visuale dei Pink Floyd, da sempre una delle caratteristiche principali del gruppo, contenendo uno show di laser, spezzoni di concerti mai visti prima e oltre 350 oggetti, tra strumenti, testi scritti a mano, poster, disegni e stampe psichedeliche.

I Pink Floyd hanno prodotto alcune delle immagini più leggendarie della cultura pop: dalle mucche al prisma di «The Dark Side of the Moon», fino al maiale rosa sopra la Battersea Power Station e i martelli di «The Wall». La loro personale visione del mondo si è realizzata grazie a creativi come il moderno surrealista e collaboratore di lunga data Storm Thorgerson, l'illustratore satirico Gerald Scarfe e uno dei pionieri della psichedelia Peter Wynne-Wilson.

I momenti da non perdere

Tra le esperienze più attese ci sono senz'altro la possibilità di entrare nel Bedford Van con cui la band faceva i primi tour del Regno Unito, mixare la propria versione di «Money», poter vedere di persona diversi sintetizzatori vintage originali e gli oggetti di scena degli ormai leggendari tour.

Il percorso comincia dagli esordi, con una breve menzione anche del periodo con Syd Barrett, per concludersi con la reunion del 2 luglio 2005 ad Hyde Park per il Live 8. Questa "Performance Zone" è il momento culminante, in cui i visitatori entrano in uno spazio audiovisivo che comprende la ricreazione dell'ultimo concerto nel 2005 con «Comfortably Numb», appositamente mixata con l'avanguardistica tecnologia audio AMBEO 3D della Sennheiser, oltre al video (in esclusiva per Roma) di «One Of These Days», tratto dalla storica esibizione del gruppo a Pompei.

La mostra è ricchissima di oggetti, strumenti musicali, poster, foto, contenuti video e audio esclusivi. Il tutto organizzato in un lungo percorso tematico, aiutato da diversi pannelli descrittivi e dalle cuffie wireless che, a seconda di dove ci si rivolge, cambiano automaticamente l’audio.

I fan della band potranno vedere dal vivo oggetti unici come la bacchetta usata dagli insegnanti contro Waters a scuola, una lettera scritta a mano da Syd Barrett alla fidanzata Jenny Spires, pagine del diario del 1968 di Nick Mason, o la polaroid che testimonia la visita di Barrett nel 1975 durante le registrazioni di «Wish You Were Here» e la sua bicicletta rossa (che probabilmente ispirò la canzone «Bike»).

I primi anni psichedelici dei Pink Floyd sono quelli meglio rappresentati, anche attraverso i magnifici poster dei concerti all’UFO Club, i contratti per la BBC, diversi nastri di registrazione e vinili originali.

Le icone dei Pink Floyd

Per seguire la grandiosità della band negli anni Settanta, anche la mostra aumenta di scala con una stanza in cui si può mixare la propria versione di «Money», una dedicata agli scatti per la celebre copertina di «Wish You Were Here» ed una splendida sala dove, oltre a diversi strumenti musicali originali, si possono guardare spezzoni video di David Gilmour mentre suona alcune delle canzoni più celebri della band o Rick Wright che crea la parte di pianoforte di «The Great Gig In The Sky».

Tra le sale da non perdere segnaliamo anche quella dedicata all’album «Animals», che contiene una replica della Battersea Power Station di Londra, con maiale gigante incluso, anche se in dimensioni ridotte rispetto all’originale usato per la copertina.

Non può mancare una stanza dedicata al capolavoro «The Wall», con diversi oggetti di scena usati nel tour del 1980 e la possibilità di vedere dei video del periodo. Più avanti non perdetevi la sala che contiene le due giganti teste di metallo usate per «The Division Bell» e alcuni scatti dello storico concerto nella laguna di Venezia del 15 luglio 1989.

In tema del rapporto tra i Pink Floyd e il nostro Paese, il Macro si trova a meno di 1 km di distanza dal famoso Piper Club, dove ebbe luogo uno dei primi concerti dei Pink Floyd in Italia ad aprile 1968. Un motivo in più per non mancare.