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Radio City Milano, la seconda edizione. Il racconto

Dalle emittente nazionali ai giovani delle radio locali e web fino alla Bbc: Milano diventa la capitale della manifestazione radiofonica

Foto: Zero Assoluto, Giusy Ferreri e Francesco Gabbani  - Credit: © Facebook ufficiale

11 Aprile 2016 | 17:51 di Giulia Ciavarelli

C'è il segreto di un mestiere, le curiosità degli ascoltatori e la nuova vitalità di un mezzo di comunicazione che continua ad essere presente, e libero. È solo la seconda edizione, ma Radio City Milano è diventato un punto di incontro solido ed efficace per chi ama, ascolta e lavora in radio. Prodotto da Punk For Business e sotto la direzione artistica di Filippo Solibello, la manifestazione cambia location e si trasferisce in uno spazio completamente nuovo, ovvero l'UniCredit Pavilion in Piazza Gae Aulenti. Dall'8 al 10 aprile, il Festival delle radio è riuscito a creare un piccolo mondo a sé: si sono riunite le maggiori emittenti radiofoniche nazionali e locali, con l'importante collaborazione con il noto International Radio Festival di Zurigo creato e ideato da Darryl von Daniken.

La radio sa come unire le generazioni, è il regno dell'entusiasmo e di una sana e bella fantasia: ci sono le star del web, gli ospiti internazionali, gli speaker più rinomati e i giovani che guardano al futuro. E quello radiofonico non è mai stato così vivace e contemporaneo. C'è chi prevede la sua sparizione e chi dubita della sua attuale influenza sul pubblico, ma Radio City è la testimonianza che questo è un mezzo che sa rinnovarsi, e riesce ad assumere una veste versatile, fresca e anche rivoluzionaria.

Su tre piani e numerosi palchi, si sono affiancate diverse personalità ed anime radiofoniche. Dall'evento di Rds, moderato da Petra Loreggian, con Zero Assoluto, Giusy Ferreri e Francesco Gabbani che raccontano il loro rapporto (da artisti) con le radio fino alla ricerca dell'ingrediente segreto di un mezzo ancora così moderno, svelato da Daniele Bossari (Radio Italia), Rosario Pellecchia (105) e Isabella Eleodori (R101). Non sono mancate le dirette: la versione serale di «Deejay Chiama Italia» con Linus e Nicola Savino, le voci storiche di Radio Capital, e una vasta scelta di programmi Rai come «I Provinciali» di Pif, «Babylon» con Carlo Pastore, «Piazza Verdi» e «Caterpillar». Tutto è stato condito sapientemente con musica dal vivo: uno su tutti, l'emozionante live di Stefano Bollani.

Tra il pubblico, c'è chi ha curiosità tecniche, chi chiede i consigli o dà suggerimenti ma soprattutto ci sono gli ascoltatori che, semplicemente, subiscono ancora il fascino della radio e la ritengono ?la colonna sonora di una vita?. La particolarità più interessante di questo festival è stato il settore internazionale: da Tokyo agli studenti dei Campus americani, fino ai dj di Mosca, Australia e Londra, c'è la fusione di gusti e generi musicali provenienti da tutto il mondo. 

«Amo la radio perché arriva alla gente» cantava Eugenio Finardi: è vero, perchè quando meno te lo aspetti, la radio riesce (ancora) a sorprendere ed essere uno degli strumenti comunicativi più positivi, entusiasmanti e travolgenti di sempre.