Home MusicaNewsRiccardo Muti torna alla Scala dopo 11 anni ed è standing ovation

Riccardo Muti torna alla Scala dopo 11 anni ed è standing ovation

Il Maestro inaugura la mostra a lui dedicata con un incontro con il pubblico tra aneddoti, battute, musica e qualche critica

Foto: Riccardo Muti  - Credit: © Getty

06 Giugno 2016 | 20:19 di Lorenzo Di Palma

Una vera e propria ovazione con il pubblico tutto in piedi ha accolto il ritorno del maestro Riccardo Muti al Teatro alla Scala di Milano, da lui diretto per molti anni, per un incontro con il pubblico in occasione dell'inaugurazione della mostra a lui dedicata.

Un'esposizione che resterà aperta, al Museo Teatrale della Scala, fino al 15 ottobre per celebrare i 19 anni della direzione artistica del maestro Muti (1986-2005) ma anche il suo 75° compleanno (il prossimo 28 luglio), con racconti e immagini che descrivono momenti memorabili e la sua particolare empatia con autori come Mozart e Verdi la cui musica, non a caso, ha fatto da colonna sonora della serata.

Muti mancava alla Scala dal 2 maggio 2005, quando diresse un concerto con i Wiener Philarmoniker. ?Il ritorno in questa sala è motivo di grande commozione, anche se sono uno di quelli che non mostra i suoi sentimenti: nel bene o nel male ho dato tanto alla Scala, alla città e quindi all'Italia?, ha detto il maestro, che ha aggiunto: ?In questo Paese si fa spreco della parola cultura. In Corea ci sono 30 orchestre sinfoniche, mentre da noi alcune regioni non hanno neppure un teatro: è vergognoso per il Paese che ha creato l'opera, la musica da camera, la terminologia musicale?.

Muti, poi, non ha lesinato critiche a un certo modo di interpretare il repertorio italiano - ?Il modo in cui si suona Verdi in certi grandi teatri internazionali che prendiamo a modello fa ribrezzo, un massacro orrendo. Va difesa una certa verdianità, un'italianità della sua espressione capace di dire molto in poche note che viene scambiato per rozzezza? - e ad alcuni ?critici?: ?Quando uno è presentato come un intenditore, stategli lontano! La musica è un rapimento, non una comprensione. Non bisogna fare terrorismo contro il pubblico innocente: lasciatelo venire a teatro come andrebbe al cinema, questa è cultura?.

Non sono mancati gli aneddoti, come la rievocazione del famoso bis del ?Va' pensiero?, che ruppe tutte le tradizioni del Teatro, ?ma il pubblico lo voleva, mi hanno incoraggiato i bassi e i tenori del coro facendo sì con la testa? ricorda il Maestro; e le critiche al nostro sistema scolastico (?dove si crede che basti mettere un piffero in bocca ai bambini?) e a qualche imprecisato collega: ?nel film ?Totò a colori?, il comico dimostra una gestualità da direttore d'orchestra che tanti se la sognano?.

Dopo oltre due ore, è stato il violoncellista Massimo Polidori a chiudere l'incontro interpretando però il pensiero di tutti: ?Il nostro augurio è quello di rivederla dirigere in questo teatro?. Cosa che è già prevista per il 20 e il 21 gennaio 2017, quando Muti dirigerà due concerti con la Chicago Symphony Orchestra.