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Secondary ticketing: Vasco Rossi rompe con Live Nation

Il cantante di Zocca interrompe i rapporti con la società accusata dalle Iene

Foto: Vasco Rossi  - Credit: © Pigi Cipelli

09 Novembre 2016 | 21:56 di Lorenzo Di Palma

«Dopo aver appreso dal servizio televisivo de Le Iene di un possibile coinvolgimento di Live Nation nella rivendita "secondaria" di biglietti per i concerti in Italia, Giamaica management comunica di avere attualmente sospeso ogni rapporto commerciale con Live Nation e si riserva di agire per vie legali essendo totalmente estranea a quanto emerso dal servizio giornalistico». Giamaica management è la società che si occupa dei contratti e dei concerti di Vasco Rossi che dalla sua pagina Facebook rompe il silenzio e per primo prende una posizione forte nella questione del ?secondary ticketing?, il mercato ?secondario? dei biglietti dei concerti che spariscono dal web in pochi minuti per poi essere rivenduti a prezzi maggiorati.

Un fenomeno che potrebbero celare reati come truffa informatica e sostituzione di persona. Tanto che la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sui 30mila biglietti del concerto di Bruce Springsteen dello scorso luglio a San Siro, ?spariti? in pochi minuti dall'apertura delle vendite online, dopo la denuncia presentata dal promoter Claudio Trotta, patron della Barley Arts. Alcune piattaforme di secondary ticketing infatti, utilizzando dei software bot, sarebbero in grado di aggirare agevolmente i limiti sul numero massimo di biglietti acquistabili prendendo ?in prestito? diverse identità personali.

La decisione di Vasco Rossi è dovuta però a seguito di un servizio de ?Le Iene? di Italia 1, in cui Matteo Viviani raccontava di un possibile rapporto commerciale tra la filiale italiana di Live Nation, uno dei più importanti organizzatori di spettacoli nel nostro Paese e il sito di secondary ticketing Viagogo: secondo Viviani, il sito otterrebbe i biglietti direttamente da Live Nation. E per questo che il comunicato di Vasco Rossi continua affermando che «Giamaica ritiene che l'attività di secondary ticketing, altamente speculativa, è da tempo riconosciuta come dannosa non solo per il pubblico ma anche per gli artisti che a loro insaputa e loro malgrado si ritrovano per errore coinvolti».

Ma non è il solo. Anche Tiziano Ferro ha fatto sapere di essere «sconcertato, amareggiato e fortemente indignato a causa dei recenti avvenimenti che coinvolgono Live Nation Italia. Vorrei concedermi alla rabbia e all'istinto del momento ma la verità è che non posso. La mia priorità sono le circa 150mila persone che hanno già deciso di esserci durante il mio prossimo tour. Mi è stato assicurato e garantito che Live Nation non ha mai, oggi come in passato, immesso miei biglietti sul mercato secondario. Detto ciò prendo le dovute distanze da chi ha sbagliato, per loro ci saranno di certo conseguenze ma adesso ho solo una priorità: questo tour e i miei fan. Non possiamo fermarci, nonostante tutta la bruttezza che ci sta investendo».

Un comunicato di Live Nation Italia, invece «precisa e puntualizza che le affermazioni contenute nel servizio si riferivano unicamente a pochi artisti internazionali e che nessuno degli artisti italiani ha mai chiesto di assegnare biglietti dei loro spettacoli al mercato di vendita secondario. Ugualmente Live Nation garantisce di non aver spontaneamente immesso sul mercato secondario quantitativi di biglietti dei concerti di Tiziano Ferro, Giorgia e Marco Mengoni, attualmente in vendita».

Sembra comunque che finalmente qualcuno voglia far luce su questo fenomeno che porta alle stelle i prezzi dei biglietti per i concerti. Il fondatore di Barley Arts Promotion, Claudio Trotta, dopo il servizio delle Iene ha scritto di star «verificando insieme ai miei legali se esistano i presupposti per una azione giudiziale collettiva da parte di Assomusica e/o degli associati che reputino di volerla sottoscrivere e di altre componenti della filiera della musica dal vivo nei confronti di Live Nation per gravi danni di immagine e di credibilità a tutta la categoria» e «per concorrenza sleale». Se non verranno presi provvedimenti «logici e conseguenti», Trotta è pronto a lasciare l'Associazione.

È facile prevedere a breve nuove iniziative. Vasco Rossi, insieme ad altri nomi di primo piano della musica italiana come Zucchero, Jovanotti, Ligabue, Eros Ramazzotti, Litfiba e Francesco De Gregori, è tra i firmatari della petizione #noSecondaryticketing lanciata dalla Siae che chiede «l'abolizione del secondary ticketing attraverso l'oscuramento di tutte le piattaforme online che speculano sulla rivendita dei biglietti».

Ferdinando Salzano, amministratore delegato di F&P Group e Claudio Maioli, il manager di Luciano Ligabue hanno già annunciato una conferenza stampa proprio su questo tema. Sarebbe bello che proprio in Italia si riuscisse a debellare un fenomeno che affligge tutta l'industria dello spettacolo nel mondo.