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«Wind Music Awards», presentano Carlo Conti e Vanessa incontrada

«Arena di Verona: noi stiamo arrivando!». I conduttori svelano tutti i segreti dell’evento musicale dell’estate

Foto: Carlo Conti e Vanessa Incontrada.  - Credit: © Iwan Palombi

02 Giugno 2017 | 09:30 di Stefania Zizzari

Il 5 e il 6 giugno Carlo Conti e Vanessa Incontrada tornano all’Arena di Verona per presentare, in diretta su Raiuno, i Wind Music Awards: due serate-evento di musica, con artisti italiani e ospiti internazionali.

«Wind Music Awards», tutti gli artisti premiati

Qual è la prima cosa a cui vi fa pensare la parola «musica»?
Carlo: «Alla mia vita. Tutto è cominciato dal primo 45 giri che comprai nel 1969: “Venus” degli Shocking Blue. E poi la “fonovaligia” e le cassette registrate con dei finti programmi radiofonici».
Vanessa: «Il risveglio del mattino. La prima cosa che faccio è accendere la musica: ho il telefonino collegato alle casse portatili».
La canzone che preferite in questo periodo?
Carlo: «“Occidentali’s karma”: tutte le mattine io e mio figlio Matteo la canticchiamo in macchina, dura esattamente il tragitto da casa all’asilo e lui vuole ascoltare solo quella. Ma da qualche giorno mi chiede anche “Spostato di un secondo” di Maso, come lui chiama Marco Masini».
Vanessa: «“The sound of silence” rifatta dai Disturbed che sono un gruppo metal. In realtà è malinconica, ma a me regala una grande forza».
Quale sarà la vostra canzone dell’estate 2017?
Carlo: «“Tra le granite e le granate” di Gabbani. Ma mi piacciono molto gli Ofenbach con “Be mine”».
Vanessa: «“Non me ne frega niente” di Levante».
E quando siete in macchina da soli che cosa ascoltate?
Carlo: «Nei tragitti brevi la radio e cambio canale in continuazione. Quando invece il viaggio è più lungo metto “The dark side of the moon” dei Pink Floyd e ritrovo tutte le emozioni possibili».
Vanessa: «Fiorella Mannoia “In viaggio”. Ma anche Céline Dion con “Encore un soir”. Però quando sono con mio figlio Isal ascoltiamo i Disturbed, i System of a down con “Chop suey!” e Il Volo con “Grande amore”. Una playlist pazza… Le cantiamo a squarciagola».
Finestrini su o giù?
Vanessa: «Su, perché mi vergogno troppo. A volte faccio il giro più lungo per tornare a casa così finiamo di cantare il pezzo».
Sul palco gli artisti vengono premiati per i loro Dischi d’oro, di platino o multiplatino. Quali sono stati i vostri momenti «multiplatino»?
Carlo: «Sono tanti. Ma forse un esagerato super multiplatino è stato il trittico sanremese, con risultati incredibili».
Vanessa: «La partecipazione in concorso al Festival di Cannes con “Il cuore altrove” di Pupi Avati. Che privilegio…».
Novità di quest’anno è il Premio live. Prima di salire su un palco voi come vi sentite?
Carlo: «Tranquillo. L’unica mia preoccupazione è dare ritmo».
Vanessa: «Mi ripeto: “Ma chi me l’ha fatto fare? Dite a tutti che ho mal di pancia, non posso uscire sul palco…”».
E poi?
Vanessa: «Poi arriva l’adrenalina e vado. Ma la prima cosa che faccio sul palco è cercare con lo sguardo dove sono seduti i miei familiari, i miei amici. Ci scambiamo uno sguardo di complicità e poi parto».
Momenti di imbarazzo?
Carlo: «No, anzi. A volte quando sei così abituato alla diretta il rischio è quello di rilassarsi troppo e perdere un po’ di concentrazione. Ma al primo applauso del pubblico, torna tutto a posto».
Vanessa: «Tantissimi. Negli anni a “Zelig” ricordo di aver sbagliato nomi di artisti, titoli di canzoni, verbi…».
Come ne è uscita?
Vanessa: «Dicendo: “Ne ho combinata un’altra delle mie” e ridendoci su».
Carlo, una canzone per Vanessa?
Carlo: «Vado con Battisti: “Ancora tu”. E meno male! Insieme ci divertiamo».
Vanessa, cosa vuole dire a Carlo?
Vanessa: «Come tutti gli anni chiuderò la serata stampandoti un bacio sulle labbra: è inutile che ti sposti, tanto ti centro lo stesso…».