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Noi Modà siamo una vera famiglia

Per farli scendere dal trono della Superclassifica, dopo sei settimane di regno, c’è voluto Vasco Rossi con l’attesissimo «Vivere o niente». Altrimenti i Modà sarebbero ancora lassù con l’album «Viva i romantici»...

18 Aprile 2011 | 06:59 di Antonio Mustara

Per farli scendere dal trono della Superclassifica, dopo sei settimane di regno, c’è voluto Vasco Rossi con l’attesissimo «Vivere o niente». Altrimenti i Modà sarebbero ancora lassù con l’album «Viva i romantici», ormai a un passo dalla conquista del terzo disco di platino, equivalente a 180.000 copie vendute. «È un grande onore essere spodestati da un grande come Vasco» dice Francesco «Kekko» Silvestre (voce e leader della band milanese), che per questa intervista ha aperto a Sorrisi le porte della sua casa. «È uno dei nostri miti, un punto di riferimento musicale e umano. La sua influenza sulla nostra musica si nota soprattutto dal vivo, quando le sfumature rock del nostro pop si sentono di più».

Come avete vissuto queste settimane da re?
«Dopo il secondo posto a Sanremo è stato un susseguirsi continuo di emozioni, per noi era già un traguardo la pubblicazione dell’album dopo tre anni di sofferenze. Poi, quando “Viva i romantici” è andato subito al primo posto, la commozione ha preso il sopravvento. Da lì è stata una continua sorpresa, in particolare la sesta settimana quando eravamo sicuri che Noemi ci avrebbe superato».

Nel frattempo sono entrati in classifica tutti i cd precedenti.
«Non ce l’aspettavamo ma ne siamo stati felici È la dimostrazione che il nostro passato vale molto. Il fatto che finalmente venga apprezzato ci ripaga di tanta fatica».

Non fa un po’ paura tutto questo successo?
«Ne fa tanta. Ci spaventano il clamore e l’attenzione intorno a quello che facciamo. Non ci siamo abituati e corriamo il pericolo di perdere la nostra vita privata. Siamo persone semplici e tali vogliamo rimanere, con le nostre abitudini, le nostre famiglie, gli amici di sempre».

Che cosa fate insieme, oltre a suonare?
«Come vede ci piace mangiare, bere e giocare a carte o con la Playstation. Ma soprattutto ci piace stare insieme, Perché noi Modà siamo una vera, grande famiglia».

In Italia ci sono molte band che, dopo tanta gavetta, ancora non ce l’hanno fatta. Kekko, ha un consiglio per loro?

«Io so di non essere più bravo di nessuno, Se i Modà sono arrivati fin qui è merito di tanta tenacia e di un po’ di fortuna. Il mio consiglio è quello di non dipendee economicamente dalla musica ma di viverla sempre con lo stesso piacere di quando si inizia a suonare. Altrimenti, se non hai fortuna, si finisce per odiarla. Noi Modà fino a poco tempo fa avevamo un vero lavoro. Io, per esempio, facevo il fattorino».

Quando partirà il prossimo tour?

«Probabilmente alla fine di giugno, ma ancora non ci sono date certe. Abbiamo appena iniziato le prove. Sarà la nostra prima grande produzione, con una bella scenografia e tutte le canzoni di “Viva i romantici”, oltre naturalmente ai brani più significativi del nostro passato».

Avete già deciso quale sarà il vostro singolo dell’estate?

«Sarà “Vittima”. L’avevo scritta per Giusy Ferreri, ma il nostro manager ci ha convinto a tenerla per noi. È un rock frizzante e ballabile, fa venire in mente l’America degli Anni 50».

Dopo quelle con Alessandra Amoroso ed Emma avete in programma altre collaborazioni?

«Adesso, in realtà, non ho tempo nemmeno per pensare a me stesso, però devo dire che a me piacciono molto le collaborazioni. Prima o poi capiterà ancora».

Con chi, in particolare, vi piacerebbe collaborare?

«Il mio sogno è scrivere un pezzo per Vasco, oppure, perché no, cantare un pezzo scritto da Vasco per i Modà. Sognare non costa niente».