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16 Febbraio 2010 | 00:49

Sanremo, nei testi del 60° Festival prevale la disillusione

Nei testi delle canzoni di quest'anno a Sanremo trionfa l'amore deluso e disilluso. Lo rivela un'analisi pubblicata nel numero di Sorrisi in edicola da oggi con il tradizionale speciale pre-festivaliero che contiene le schede dei cantanti e i testi delle canzoni in gara.

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Sanremo, nei testi del 60° Festival prevale la disillusione

Nei testi delle canzoni di quest'anno a Sanremo trionfa l'amore deluso e disilluso. Lo rivela un'analisi pubblicata nel numero di Sorrisi in edicola da oggi con il tradizionale speciale pre-festivaliero che contiene le schede dei cantanti e i testi delle canzoni in gara.

16 Febbraio 2010 | 00:49 di Redazione

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Nei testi delle canzoni di quest’anno a Sanremo trionfa l’amore deluso e disilluso. Su 25 brani in gara nelle due categorie, ben 12 hanno per tema il disincanto di un sentimento che sembrava brillare e che, col tempo, si è spento. Ma senza toni drammatici o disperati: sembra prevalere l’aspetto razionale. Anche se Toto Cutugno non si rassegna alla crisi di una coppia consunta, mentre Irene Grandi, in uno dei testi migliori firmato da Francesco Bianconi dei Baustelle, si allontana da un rapporto ormai appiattito.

Così come delusa si dichiara Noemi, in versi scritti con taglio moderno. Sole e dolenti le tre donne di Enrico Ruggeri. Valerio Scanu è stufo di esser trattato male da «lei», mentre la ragazza dei Sonohra si sente «sola». E i giovani? Valeria Rossi (quella di «Tre parole») fa dire a Jessica Brando di esser molto delusa dal suo «lui». Luca Marino si lamenta di una «lei» crudele. E Tricarico, per bocca di Romeus, dice che mentre cerca la verità perde la ragazza. Tony Maiello è a pezzi per la fine di una storia e la sventurata Nina Zilli si rende conto di essere caduta nelle grinfie di uno sciupafemmine.

Temi sociali? Pochi. Su tutti si staglia il testo sarcastico e impietoso di Simone Cristicchi che fotografa un’Italia alla frutta. Netto il disagio sociale espresso da Fabrizio Moro e ben costruito il messaggio di amore filiale che Povia immagina inviato da Eluana. Arisa descrive, nel 2087, un futuro da incubo, dove solo l’amore dà speranza. La stessa che nutre Jacopo Ratini davanti «agli orrori del mondo». A fronte di tanto sgomento resta solo l’amore patrio di Pupo ed Emanuele Filiberto, che hanno riscritto «Fratelli d’Italia».