Home MusicaSanremoAchille Lauro, “Me ne frego” è «Una canzone che parla di un amore antipatico, ma fa niente: viviamolo»

Achille Lauro, “Me ne frego” è «Una canzone che parla di un amore antipatico, ma fa niente: viviamolo»

«Volevo costruire un brano che avesse vari ambienti: dal momento iniziale introspettivo, al momento stupore, al momento punk» ci ha raccontato nella redazione di Sorrisi a Sanremo

06 Febbraio 2020 | 16:13 di Redazione Sorrisi

Achille Lauro è tornato sul palco dell’Ariston dopo il debutto nel 2019 con “Rolls Royce”. Se lo scorso anno già aveva portato scalpore a Sanremo, quest’anno ha alzato decisamente l’asticella. La sua canzone s'intitola “Me ne frego” e nel corso della prima serata ha sceso le scale scalzo, completamente coperto da un lungo mantello nero con ricche decorazioni dorate. È durato poco, però, proprio come San Francesco si è presto spogliato per rimanere soltanto con una tutina aderentissima e dorata che ha fatto alzare più di un sopracciglio, ma anche fatto esultare molti. Una performance che è parte di un progetto più ampio, come ci ha raccontato quando è venuto a trovarci nella redazione sanremese di Tv Sorrisi e Canzoni.

«Sono un appassionato di moda e ho avuto la fortuna di collaborare con grandi stilisti, geni creativi. Per me la moda è molto vicina alla musica, perché è un modo per esprimere se stessi. Trovo molte affinità tra il lavoro che fa uno stilista, un direttore creativo e quello che fa un musicista che crea una canzone». Quella di Sanremo la definisce una “performance teatrale” e quello che sta facendo negli ultimi mesi per lui è un vero e proprio progetto «Seguo la direzione creativa insieme a Nick Cerioni con cui – da 1969 e 1990 – abbiamo oltre che musicalmente ibridato generi anche reinventato stili».

In particolare per “Me ne frego” ha voluto «Portare quello che succede nei live, all’interno di quattro minuti. Quindi volevo costruire un brano che avesse vari ambienti: dal momento iniziale introspettivo, al momento stupore, al momento punk. Con i costumi adatti e con un concetto molto forte. È partito tutto dal titolo della canzone che non ha nulla a che vedere col “me ne frego” politico, ma come stile di vita. Una canzone che parla di un amore antipatico, ma fa niente: viviamolo».