Home MusicaSanremoAmadeus: «Grazie a questo Festival di Sanremo dormo come un sasso»

Amadeus: «Grazie a questo Festival di Sanremo dormo come un sasso»

In viaggio da Sanremo a Milano con il presentatore e direttore artistico di Sanremo 2020 che ci ha raccontato tutto sulla sua kermesse

Foto: Amadeus  - Credit: © Pigi Cipelli

23 Gennaio 2020 | 9:30 di Stefania Zizzari

Lo guardo negli occhi. Per le risposte che mi dà, certamente, ma anche per carpire il più piccolo segnale di malessere. Amadeus soffre la macchina e normalmente si siede davanti, ma per la nostra tradizionale intervista “on the road” prima dell'inizio del Festival di Sanremo si è seduto dietro. Mi sento un po’ in colpa, ma per fortuna il viaggio fila liscio e tranquillo, con un paio di soste per il caffè e per sgranchirsi le gambe, e un piacevole sottofondo di musica alla radio. «Se non ci fosse stata lei avrei messo le canzoni del Festival, che ascolto dalla mattina alla sera, ma ancora non si può».

Amadeus, come si sente? E non mi riferisco al mal d’auto…
«Mi sento come un calzino nella lavatrice al momento della centrifuga (ride). Tutto accade a una velocità pazzesca: le polemiche, la musica, i cantanti, gli ospiti, chi entra, chi esce… E più mi avvicino al Festival e più sento che aumenta la velocità della centrifuga. Non vedo l’ora che arrivi il 4 febbraio e che si cominci».

A proposito di polemiche, l’hanno criticata perché ha detto di aver scelto Francesca Sofia Novello «per la bellezza ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo (Valentino Rossi, ndr), stando un passo indietro».
«Ho semplicemente riportato quello che la stessa Francesca Sofia mi aveva detto nella nostra chiacchierata personale prima della presentazione ufficiale, intendendo la sua riservatezza e discrezione nei confronti di Valentino Rossi. Quel “passo indietro” non era certo inteso come una “diminutio” verso le donne. Forse l’avrei potuta spiegare meglio, mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso e chiedo scusa, ma non accetto nella maniera più assoluta di passare per sessista. Ho sempre avuto rispetto per tutte le donne. E voglio avere la libertà di dire a ogni donna “sei bellissima”. La bellezza non è legata solo all’aspetto fisico, ogni donna può essere bella anche per quello che rappresenta».

Tornando al Festival, ci dica: un po’ di ansia?
«Non ne ho».

Fiorello, presenza fissa con Tiziano Ferro, che canterà ogni sera, ha invece confessato da subito la sua agitazione: non l’ha “contagiata”?
«Macché (ride). Tra le mille telefonate di lavoro le sue sono di allegria, di festa. Mi strappa sempre un sorriso anche quando mi lascia semplicemente un messaggio vocale: l’ascolto e rido da solo. Col passare delle settimane ci sentiamo sempre più spesso e mi dice: “Voglio fare questo e poi voglio fare un’altra cosa ma non te la dico”. Mi diverte l’idea della sorpresa, di non sapere cosa farà».

Se lo sogna il Festival di notte?
«No, anzi. Sanremo mi sta aiutando a dormire come un sasso: arrivo così stanco la sera che crollo. Prima sognavo perché avevo un sonno più leggero, ora non sogno perché ho un sonno pesante. E forse anche perché il mio sogno si sta realizzando».

La parola d’ordine del suo Sanremo?
«Imprevedibilità. Un ospite sul palco che non ti aspettavi di avere oppure una trattativa che pensavi fosse quasi chiusa e che invece salta: nel bene e nel male l’imprevedibilità ti porta cose positive, altre meno buone. Ma credo che poi alla fine tutto torni, quello che accadrà in questo Festival è perché era giusto che accadesse».

Facciamo un punto sulle presenze femminili sul palco: alcune saranno compagne di viaggio, altre ospiti.
«Rula Jebreal, Diletta Leotta, Laura Chimenti, Emma D’Aquino, Georgina Rodriguez, Sabrina Salerno, Alketa Vejsiu, Antonella Clerici e Francesca Sofia Novello sono le mie compagne di avventura. Tutte diverse e tutte meravigliose. Poi ci sono le ospiti, come Dua Lipa e Mara Venier, che la serata finale scenderà dalla celebre scala e mi ha già detto: “Dovrò togliere le scarpe!”».

E gli altri ospiti?
«Ci saranno Roberto Benigni, Johnny Dorelli, Massimo Ranieri, Mika e Lewis Capaldi. Poi ci sono trattative in corso per altri nomi (tra gli altri, Al Bano e Romina con un brano inedito di Cristiano Malgioglio, Ultimo e Zucchero, ndr)».

È stato più difficile il regolamento, la scelta dei brani o la confezione dello show?
«Il regolamento l’ho fatto subito e mi è venuto di getto come se lo avessi già in testa senza saperlo. La scelta delle canzoni è stata bellissima e faticosa. Prima gli 842 giovani, poi, scelti loro, ho cominciato ad ascoltare gli oltre 200 brani dei Big. Arrivare ai 24 è stato difficile: aggiungevo, toglievo, rimettevo. Certo, lo spettacolo è complesso da organizzare, è un lavoro che prosegue incessantemente e si chiuderà magari 48 ore prima che parta la sigla, ma il cuore di un Festival sono le canzoni in gara. Quella è stata la parte che ricorderò con piacere. E sono orgoglioso di questi artisti e delle loro canzoni».

Cosa ha raccomandato ai cantanti che ha visto tutti insieme per la prima volta per la copertina di Sorrisi?
«Sono un gruppo bellissimo, non dimenticherò mai la loro accoglienza quando sono entrato per le foto: l’applauso, gli abbracci, l’affetto. Loro hanno capito perché li ho chiamati uno per uno quando li ho scelti, e l’hanno apprezzato. Li ho voluti fortemente perché sono pazzo delle loro canzoni. A tutti ho detto solo: “Divertitevi, non preoccupatevi della classifica, ognuno di voi ha una canzone con un grandissimo potenziale”».

Claudio Baglioni, conduttore e direttore artistico degli ultimi due Sanremo, l’ha sentito?
«Mi ha mandato un messaggio con un in bocca al lupo e un incoraggiamento: “Andrà tutto bene”. È stato molto carino e mi ha fatto piacere. Gli ho risposto: “Non sarà facile dopo i tuoi successi, ma ci provo”».

Un ospite che invece non è riuscito ad avere?
«Il mio primo nome è stato Madonna, che però in quella settimana ha altri impegni. E poi ho un sogno irrealizzabile: avrei voluto i Queen con Freddie Mercury».

Quel «Signore e signori, buonasera e benvenuti al 70º Festival di Sanremo» se lo è preparato?
«Sì, poi chissà cosa mi uscirà dalla bocca (ride). Ho “studiato” quelli di Mike, di Pippo e di Vianello e l’ispirazione mi è venuta. Ho la fortuna di essere cresciuto con la tv in bianco e nero, e dai grandi c’è sempre da rubare qualcosa».