Home MusicaSanremoCarlo Conti: «Tre è il numero perfetto: dopo questo Festival, basta»

Carlo Conti: «Tre è il numero perfetto: dopo questo Festival, basta»

Durante la conferenza stampa conclusiva di «Sarà Sanremo» il conduttore e direttore artistico anticipa che si fermerà con il Festival. Almeno per ora.

13 Dicembre 2016 | 12:51 di Stefania Zizzari

«Il mio contratto con il Festival prevedeva tre anni da direttore artistico e, nel caso, anche da conduttore. Non ho intenzione di continuare per ora. Anche perché il record dei quattro consecutivi è di Pippo Baudo e a lui deve rimanere». Carlo Conti spazza il campo da qualunque ipotesi di ulteriori impegni con il Festival. «E poi di questi tempi anche farne tre di seguito è una rarità. In fondo, i primi due sono andati così bene che anche e il prossimo andasse così così, la media sarebbe comunque buona...scherzo, ovviamente. Stiamo cercando di confezionare un Festival all'altezza dei precedenti».

Carlo Conti sembra rilassato, scherza, sorride «Per me da oggi inizia la discesa. La fase più difficile, quella della scelta della canzoni, è finita. Tornerò a dormire tranquillo come sempre...».

Definito il cast artistico (i 22 big e gli 8 giovani), ora si passa alla fase della confezione delle cinque serate del Festival. E Conti non si sbilancia. «Non escludo che i miei fratelli Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello possano farmi una sorpresa sul palco come lo scorso anno...chissà».

Nel 2017 saranno 50 anni dalla morte di Luigi Tenco al Festival. «Ho chiesto agli artisti in gara di non portare, nella serata delle cover, brani di Tenco per non avvantaggiare nessuno. Ma senz'altro un'idea per omaggiarlo, magari anche piccola, ci sarà».

Per quanto riguarda le canzoni in gara, Conti ha deciso di portarle a 22: «Erano così belle le proposte arrivate che non ho potuto farne a meno» spiega. «Purtroppo ho dovuto fare una scelta ma ne sono rimaste fuori alcune che davvero meritavano. Il primo anno la canzone di Ruggeri rimase fuori ma lo invitai lo stesso a cantarla il venerdì. Lo stesso ha fatto lo scorso anno: il pezzo di Nino Frassica mi sarebbe piaciuto che fosse in gara ma era tutto recitato e per regolamento non potevo inserirlo. Allora ho invitato Nino a presentarlo. Magari potrà succedere lo stesso quest'anno: chiamerò uno degli artisti esclusi a cantare il brano fuori gara».

Una considerazione sui brani scelti: «Manca la canzone allegra, ironica, come quelle che hanno presentato nelle scorse edizioni I soliti Idioti o Elio e le storie tese. Quelle arrivate quest'anno non erano all'altezza. Sono invece di altissimo livello i testi dei brani. Si parla di amore ma non inteso solo come sentimento di coppia: c'è il rapporto tra madre e figlio, il legame forte con il proprio paese, o ancora una storia dura di un bambino che assiste alle violenze sulla madre».

Adesso comincia la fase finale della preparazione del Festival.