Home MusicaSanremoClaudio Baglioni: «Baudo e Rovazzi sono due autentici fenomeni social tra innovazione e tradizione»

Claudio Baglioni: «Baudo e Rovazzi sono due autentici fenomeni social tra innovazione e tradizione»

«Ho deciso di dedicare ai giovani un intero Sanremo. Un Sanremo vero. Una settimana di tv, radio e web nella quale l’attenzione di pubblico, critica e addetti ai lavori sarà tutta per loro. Basta pregiudizi e basta ghetti» dice il direttore artistico del Festival

Foto: Claudio Baglioni, direttore artistico del Festival per il secondo anno  - Credit: © Pigi Cipelli

15 Novembre 2018 | 13:50 di Claudio Baglioni

Ho firmato il mio primo contratto discografico che non ero ancora maggiorenne. Tanto è vero che lo controfirmò mio papà. So bene, quindi, cosa significa essere giovani, combattere per le proprie idee e cercare l’occasione giusta per dimostrare chi sei e quanto vali. Per questo ho deciso di dedicare ai giovani un intero Sanremo. Un Sanremo vero. Una settimana di tv, radio e web nella quale l’attenzione di pubblico, critica e addetti ai lavori sarà tutta per loro. Basta pregiudizi e basta ghetti.

• «Sanremo Giovani 2018»: tutto quello che c'è da sapere

I due ragazzi che vinceranno «Sanremo Giovani» potranno vincere anche il Festival 2019. Big a tutti gli effetti. Da subito. Una scommessa? Sì, ma non un gioco. Facciamo sul serio. Lo dimostrano l’impegno della Rai, il lavoro della Commissione che ha scelto i brani (69 su quasi 700) e i nostri compagni di strada in questa straordinaria avventura. Fondere tradizione e innovazione: questa è l’idea. Cosa c’è, infatti, di più tradizionale di Sanremo e di più innovativo di un’agguerrita squadra di giovani artisti? Ma una perfetta fusione tra tradizione e innovazione è anche la scelta di due autentici «fenomeni social» come Pippo Baudo e Fabio Rovazzi: un «veterano giovane» e un «giovane veterano». Ed è anche grazie a loro, finalmente, che la musica tornerà al centro, per far vibrare sguardi, cuori, pensieri ed emozioni.

• Pippo Baudo e Rovazzi: «Noi abbiamo in comune una sola cosa: Baglioni»