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Cosa succederà a Sanremo 2019. Il regolamento

Nell’evento che andrà in onda su Raiuno dal 5 al 9 febbraio 2019, con la direzione artistica di Claudio Baglioni, ritroveremo gran parte della formula portata al successo nell’ultima edizione

Foto: Claudio Baglioni riprenderà il suo tour il 16 marzo fino al 24 aprile

31 Gennaio 2019 | 12:42 di Redazione Sorrisi

Il vecchio adagio che recita «squadra che vince non si cambia» vale per molte cose.

E il regolamento del Sanremo 2019 non fa eccezione: nell’evento che andrà in onda su Raiuno dal 5 al 9 febbraio 2019, con la direzione artistica di Claudio Baglioni, ritroveremo gran parte della formula portata al successo nell’ultima edizione. Ovviamente c’è una novità enorme: sparisce la sfida delle Nuove proposte, sostituita dal nuovo show «Sanremo Giovani» che Pippo Baudo e Fabio Rovazzi hanno condotto su Raiuno il 20 e 21 dicembre.

Da questa gara, come sappiamo, sono due vincitori (Einar e Mahmood) che si scontreranno alla pari con i 22 Big. Sono quindi 24 le canzoni in gara: nella prima serata del 5 febbraio le sentiremo tutte, mercoledì e giovedì riascolteremo 12 brani a serata. Il venerdì i 24 artisti in gara proporranno il pezzo con un nuovo arrangiamento e con la possibilità di portare un ospite. Il sabato risentiremo tutte le 24 versioni originali fino a ottenere un «podio» e infine un vincitore con una nuova votazione.

Invariati anche i pesi delle giurie: nelle prime tre serate voteranno Sala Stampa (30%), giuria Demoscopica (30%) e Televoto (40%), mentre venerdì e sabato il Televoto varrà il 50%, la Sala Stampa il 30% e la giuria degli Esperti il 20%. Come nella scorsa edizione, ogni votazione terrà conto della media di quelle precedenti.

Una novità, però, c’è. Dopo la polemica che colpì il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro, infatti, nel regolamento si dice che le canzoni potranno usare stralci di partiture musicali o testi già editi dagli stessi autori purchè non siano mai stati commercializzati: basta che non superino il 20% del nuovo brano.