Home MusicaSanremoCosa succederà a Sanremo 2019, serata per serata. Il regolamento

Cosa succederà a Sanremo 2019, serata per serata. Il regolamento

Nell’evento che andrà in onda su Raiuno dal 5 al 9 febbraio 2019, con la direzione artistica di Claudio Baglioni, ritroveremo gran parte della formula portata al successo nell’ultima edizione

Foto: Claudio Baglioni riprenderà il suo tour il 16 marzo fino al 24 aprile

27 Novembre 2018 | 10:33 di Redazione Sorrisi

Il vecchio adagio che recita «squadra che vince non si cambia» vale per molte cose.

E il regolamento del Festival di Sanremo non fa eccezione: nell’evento che andrà in onda su Raiuno dal 5 al 9 febbraio 2019, con la direzione artistica di Claudio Baglioni, ritroveremo gran parte della formula portata al successo nell’ultima edizione. Ovviamente c’è una novità enorme, di cui Sorrisi vi ha già parlato: sparisce la sfida delle Nuove proposte, sostituita dal nuovo show «Sanremo Giovani» che Pippo Baudo e Fabio Rovazzi condurranno su Raiuno il 20 e 21 dicembre.

• «Sanremo Giovani 2018»: i nomi dei 24 cantanti in gara

Da questa gara, come sappiamo, usciranno due vincitori che si scontreranno alla pari con 22 Big a febbraio. Saranno quindi 24 le canzoni in gara: nella prima serata del 5 febbraio le sentiremo tutte, mercoledì e giovedì riascolteremo 12 brani a serata. Il venerdì i 24 artisti in gara proporranno il pezzo con un nuovo arrangiamento e con la possibilità di portare un ospite. Il sabato risentiremo tutte le 24 versioni originali fino a ottenere un «podio» e infine un vincitore con una nuova votazione.

Invariati anche i pesi delle giurie: nelle prime tre serate voteranno Sala Stampa (30%), giuria Demoscopica (30%) e Televoto (40%), mentre venerdì e sabato il Televoto varrà il 50%, la Sala Stampa il 30% e la giuria degli Esperti il 20%. Come nella scorsa edizione, ogni votazione terrà conto della media di quelle precedenti.

Una novità, però, c’è. Dopo la polemica che colpì il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro, infatti, nel regolamento si dice che le canzoni potranno usare stralci di partiture musicali o testi già editi dagli stessi autori purchè non siano mai stati commercializzati: basta che non superino il 20% del nuovo brano.