Dargen D’Amico: «Farò scatenare tutto l’Ariston»

Jacopo D’Amico, in arte Dargen D’Amico, ha un vezzo: non toglie mai gli occhiali da sole

Dargen D'Amico  Credit: © Iwan Palombi
27 Gennaio 2022 alle 08:00

Per la sagacia dei suoi testi viene definito un “cantautore rap”. Dopo nove album da solista e varie collaborazioni (dai Club Dogo a Fedez, da J-Ax a Max Pezzali), Dargen D’Amico, dj e produttore discografico milanese, debutta in gara al Festival di Sanremo. Che per lui «resta quello dei ricordi di infanzia, tra “Vattene amore” di Minghi e Mietta (1990) e “La fotografia” di Jannacci (1991), quando non c’erano i telefonini e i social, ed era un evento che catalizzava l’attenzione di tutta Italia e non solo per le canzoni».

Il brano “Dove si balla” è nato lo scorso settembre dalla frase iniziale: «Mi piace la musica dance». «Non ero convinto, perché ho un rapporto di amore e odio con la dance. Ma poi, quando la situazione pandemica si è  aggravata, ho pensato che potesse dare il via a una metafora per ragionare sui tempi che stiamo vivendo» dice. «Nel pezzo convivono diverse anime, l’elettronica, le strofe all’italiana. Lo vedrei bene nell’after party di un matrimonio di una coppia di sconosciuti». Riti dietro le quinte? «Prima di cantare bevo mezzo bicchiere d’acqua. Non di più, amo rimanere nel mezzo».

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