Home MusicaSanremoI Decibel a Sanremo 2018: «Ci siamo ispirati a David Bowie»

I Decibel a Sanremo 2018: «Ci siamo ispirati a David Bowie»

La band presenta al Festival di Sanremo 2018 il brano «Lettera dal duca». La storia, le curiosità e la video intervista

30 Gennaio 2018 | 17:10 di Redazione Sorrisi

I Decibel tornano al Festival di Sanremo con il brano «Lettera Dal Duca», che sarà contenuto nel nuovo album d'inediti «L'Anticristo», in uscita il 16 febbraio. La canzone sanremese è un sentito omaggio a David Bowie, e il titolo lo dice chiaramente. È forse la compianta rockstar a parlarci, attraverso la voce di Ruggeri, per svelarci la scoperta dell'infinità che è dentro ognuno di noi, di un mondo spirituale che ci permette di superare le mediocrità della vita.

? Il testo di «Lettera dal Duca» dei Decibel

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I Decibel a Sanremo

Se una band esordisce a Sanremo nel 1980 con «Contessa», cui segue l'album «Vivo da re», poi si scioglie ma torna col disco «Noblesse oblige» nel 2017 e ora all'Ariston porta il brano «Lettera dal Duca» è un caso o l'aristocrazia è voluta? «C'è l'aristocratico distacco, in milanese si dice ?sta su de doss?, ?mollami?» nota Enrico Ruggeri. E ride con i soci Silvio Capeccia e Fulvio Muzio. «Il ?Duca? nel titolo del brano sanremese, che anticipa l'album di inediti ?L'anticristo? in uscita il 16 febbraio, è David Bowie.

Se n'è andato lasciandoci un'immensa eredità» spiega Ruggeri, due volte vincitore del Festival (con «Si può dare di più» assieme a Umberto Tozzi e a Gianni Morandi nel 1987 e con «Mistero» nel 1993). «All'inizio della carriera suonavamo nelle scuole pezzi suoi come ?Space oddity? e Bowie sembrava un marziano» ricordano i Decibel. Anche loro al debutto sembravano extraterrestri: «Tra tante melodie classiche, noi ci ispiravamo ai gruppi inglesi, scardinando i canoni». Sapranno stupirci di nuovo? «Dovremmo esibirci nudi!» scherzano.

Venerdì 9 febbraio duetteranno con Midge Ure.

La curiosità

Enrico Ruggeri e Fulvio Muzio sono stati compagni di scuola al liceo classico Giovanni Berchet di Milano. Silvio Capeccia studiava in un liceo scientifico vicino: l'Einstein.