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Ex-Otago a Sanremo 2019: ecco chi sono

La band genovese sarà protagonista eccellente del Festival. Vi raccontiamo chi sono (e perché tutti li amano)

Foto: Ex-Otago a Sanremo 2019

21 Dicembre 2018 | 23:00 di Alessandro Alicandri

Avete presente chi sono gli Ex-Otago? Oggi avete l'occasione per conoscere una realtà musicale affascinante e fuori dall'ordinario. Il gruppo scelto per Sanremo 2019 è formato dai membri fondatori Maurizio Carucci (voce, tastiera, cori) e Simone Bertuccini (chitarra acustica, classica e elettrica, basso) e poi da Olmo Martellacci (tastiera, sintetizzatore, wurlitzer, basso, sassofono, flauto traverso), Francesco Bacci (chitarra elettrica, charango, basso, armonium, cori) e Rachid Bouchabla (batteria e percussioni). È una band ma sembra un'orchestra pop-rock.

In realtà il gruppo nasce nel 2002 come trio acustico: negli anni hanno avuto diversi cambi di formazione, forse per questo hanno pubblicato pochissimi dischi, cinque in totale (quasi sei). I loro progetti musicali sono diventati un po' più regolari con la formazione recente, quella che risale al 2011. Il loro genere è un indie pop di grande respiro, vicino alla realtà delle piccoli e grandi periferie, lo si è visto con efficaci collaborazioni con nomi popolari e geniali come Caparezza, Levante, Jake La Furia («Gli occhi della luna», ha un testo clamoroso) o Max Pezzali (vi ricordate nell'estate 2017 il brano «Un'estate ci salverà»)?


In un mondo che ci ha abituati alla popolarità sviluppata sulle classifiche di vendita, loro si sono fatti strada sui palchi più importanti d'Italia, con tour di oltre 50 date. Insomma, non stiamo parlando di una band in cerca di riscatto, ma di una realtà consolidata e amatissima da chi ama la musica che è pronta per spiccare il volo. «Corochinato» è il loro nuovo album in uscita l'8 marzo (secondo le comunicazioni più recenti). «Corochinato è un liquore tipico genovese poco conosciuto. Una miscela azzardata tra vino e spezie più precisamente tra il vino bianco di Coronata e la china, viene servito a poco prezzo nei baretti del centro storico e in qualche enoteca resistente della periferia», simbolo di un luogo che permea, in un modo o nell'altro tutte le loro canzoni: Genova.

Subito dopo il Festival sono pronti a tornare live dal 30 marzo a Torino. Oltre 300 mila persone solo nel mese di dicembre li hanno ascoltati su Spotify: se non li avete sentiti mai in radio (molto strano!) e non li avete mai trovati in qualche buona playlist di musica italiana (ancora più strano!) fateli entrare tra i vostri preferiti ora.