Irama: «Una poesia per chi non c’è più»

Irama è l’anagramma del suo secondo nome. La parola significa anche “ritmo” in lingua malese

Irama  Credit: © Iwan Palombi
27 Gennaio 2022 alle 08:00

Nel 2021 Irama ha partecipato a Sanremo, ma non si è mai esibito se non durante le prove. Un caso di positività al Covid riscontrato in un membro del suo staff non gli ha permesso di cantare in diretta: in onda è andato proprio il video delle prove. «A pensarci ora mi viene da sorridere» dice. «Ero sveglio da non più di mezz’ora, con la voce non scaldata. E spettinato, come ha detto poi Amadeus».

Quella situazione inattesa, a conti fatti, non ha però rappresentato un limite. «Il brano si classificò quinto e io sono ancora troppo felice» dice. «Oggi “La genesi del tuo colore” è al suo terzo Disco di platino e viaggia a buon ritmo per il quarto».

Se lo scorso anno Irama ci ha fatto ballare con un ritmo scatenato, quest’anno vuole farci emozionare con “Ovunque sarai”. «Volevo presentarmi con un brano diverso da quelli per i quali sono conosciuto, una canzone scritta come si scrive una poesia. E non è una canzone d’amore» spiega. «Parlo di un ricordo di una persona che nella mia vita non c’è più. Preferirei non spiegare chi è, voglio che ognuno si senta libero di pensare a chi
porta nel cuore».

Il 25 febbraio Irama pubblicherà il suo nuovo album: “Il giorno in cui ho smesso di pensare”. «Sono alla mia quarta partecipazione al Festival, non cerco una rivalsa, sono qui per presentare una parte nuova di me» dice. «È solo il primo di una serie di brani ai quali tengo molto, presto vi dirò di più sul mio nuovo disco ma vi anticipo che per la prima volta sarà ricco di collaborazioni. Avevo voglia di spaziare, fare cose nuove. E se mi sarà concesso, non vedo l’ora di farmi conoscere da un pubblico più grande, magari internazionale».

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