Massimo Ranieri: «Racconto un viaggio infinito»

Dietro le quinte di “Canzonissima” Massimo giocava a scopa con Gianni Morandi: «Porterò le carte: lui è fortissimo, ma io gli davo filo da torcere!»

Massimo Ranieri  Credit: © Iwan Palombi
27 Gennaio 2022 alle 08:00

Amadeus è riuscito a farlo tornare sul palco dell’Ariston in gara dopo ben 25 anni: un colpaccio! «Mi ha convinto con la gentilezza» dice sorridendo Massimo Ranieri. «Amadeus è un gentiluomo d’altri tempi, una persona educata, garbata, competente. E poi ovviamente, mi ha convinto la canzone che porto. Ma non pensate che a 70 anni la paura di quel palco svanisca! È da quando ho detto “sì” che non dormo per l’ansia: Sanremo fa tremare le gambe e non ho mai capito perché, è un mistero».

E pensare che Ranieri oltre a sei Festival di Sanremo (di cui uno vinto nel 1988 con “Perdere l’amore”) ha fatto cinque edizioni di “Canzonissima” vincendone due: «Ma Sanremo ha una presa emotiva fortissima». Uno dei ricordi di Sanremo a cui Ranieri è più legato risale al 1969: «Vidi Stevie Wonder cantare con Gabriella Ferri “Se tu ragazzo mio”. Io ero un ragazzo di neanche 18 anni e Stevie era il mio idolo, aveva una voce pazzesca. Per non parlare di Gabriella Ferri… che immensa emozione!».

La canzone che Ranieri porta in gara quest’anno, “Lettera di là dal mare”, è firmata da Fabio Ilacqua, che aveva scritto per Ranieri “Mia ragione”. «Me l’ha proposta un paio di anni fa» racconta il cantante. «La prima volta che l’ho ascoltata ho avuto la stessa identica emozione che mi diede “Perdere l’amore” al primo ascolto. È un brano meraviglioso, una classica canzone italiana. Parla di un viaggio infinito e dell’emozione di poter scorgere finalmente l’altra sponda».

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