Home MusicaSanremoNoemi a Sanremo 2018: «Avete mai studiato l’equazione dell’amore?»

Noemi a Sanremo 2018: «Avete mai studiato l’equazione dell’amore?»

La cantante presenta al Festival di Sanremo 2018 il brano «Non smettere mai di cercarmi». La storia, le curiosità e la video intervista

Foto: Noemi  - Credit: © Pigi Cipelli

30 Gennaio 2018 | 14:45 di Redazione Sorrisi

Con «Non smettere mai di cercarmi», Noemi torna al Festival di Sanremo interpretando una ballata sentimentale (che lei definisce power ballad) che parla di un amore arrivato al capolinea, ma che non può e non deve essere dimenticato.Per la cantante si tratta della quinta volta a Sanremo: nel 2010 partecipò con «Per tutta la vita», nel 2012 con «Sono solo parole», classificatosi al terzo posto, nel 2014 con «Un uomo è un albero» e «Bagnati dal sole» e nel 2016 con «La borsa di una donna».

? Il testo di «Non smettere mai di cercarmi» di Noemi

«È sempre bello essere invitati», commenta l'artista. «Perché uno si propone, sì, ma è il direttore artistico che poi decide. E non è mica vero che va meglio con il tempo, uno cresce, diventa più maturo e più consapevole. Insomma le ansie si vanno a sommare. È sempre una bella occasione, Sanremo è come se fosse un po' i Grammy italiani».

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Noemi a Sanremo

«Scattare la foto di gruppo di Sanremo per Sorrisi è come scartare i regali a Natale, una felicità unica» dice Noemi. «Quest'anno sono arrivata al mio Festival numero cinque, un bel numero dispari, e sono ancora più felice perché ho collaborato alla scrittura del mio pezzo ?Non smettere mai di cercarmi?, di cui sono autrice insieme con Diego Calvetti, Massimiliano Pelan e Fabio De Martino».

La canzone è contenuta nel nuovo album «La luna» in uscita il 9 febbraio e racconta un fenomeno della fisica conosciuto con il nome (molto romantico) di «equazione dell'amore». In pratica, se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo e poi vengono separati, non possiamo più distinguerli. «Come per gli amori che finiscono: ciò che accade a ciascuno dei due continua a influenzare l'altro, anche se si è distanti chilometri o anni luce» spiega l'artista romana, una delle quattro donne tra i Big. «Bisogna ammetterlo: l'ambiente musicale è un po' maschilista, basti pensare che sono pochissime le produttrici. Ma ciascuna di noi in gara varrà per quattro» promette Noemi, che per le sue esibizioni all'Ariston sta pensando a un look «sfolgorante». L'icona sanremese a cui si ispira? «Patty Pravo, che nel 1997 interpretò ??E dimmi che non vuoi morire?. Perché con il suo stile ha insegnato alle donne a essere femminili, senza rinunciare alla propria forza. La considero un grandissimo esempio».

Venerdì 9 febbraio duetterà con Paola Turci.

La curiosità

Noemi non ama fare scongiuri né pronostici. Ma ha un portafortuna: il suo «dread», una trecciolina di capelli rasta che non taglia da molto tempo. «È l'espressione della mia vera essenza» spiega. «Libera e spettinata».