Sanremo 2017, Carlo Conti svela i retroscena del 67° Festival

«Vi spiego perché ho scelto proprio loro» il conduttore e direttore artistico di Sanremo racconta a Sorrisi come ha scelto i 22 Campioni

Passata la settimana più difficile per lui nella preparazione del Festival di Sanremo, Carlo Conti ha ricominciato a dormire: «Di solito mi addormento appena poggio la testa sul cuscino, ma nei giorni precedenti l'annuncio dei Big ho avuto notti agitate per la responsabilità che sentivo: nel sonno mixavo i ritornelli delle canzoni e mi svegliavo pieno di dubbi. Ora che la rosa dei 22 è completata, ho ripreso a riposare».

Sanremo 2017, Carlo Conti racconta le canzoni dei Campioni

Ha portato il gruppo da 20 a 22. È riuscito a dare spazio a tutti quelli che avrebbe voluto?
«Per la verità le canzoni che secondo me avrebbero meritato quel palco erano 28. Ma una scelta andava fatta e sono sereno».
Reazioni positive?
«Marco Masini mi ha mandato a quel paese perché l'ho nominato per ultimo e la sua ansia cresceva. L'ho fatto apposta per fargli un dispetto (ride, ndr). Questo dimostra che la lista finale l'avevo tenuta segreta: non lo sapeva neanche lui, che è un amico da una vita. Bianca Atzei l'ho nominata come penultima, mi ha scritto che ormai aveva messo l'anima in pace, era sicura di non essere stata scelta. Ho ricevuto tanti messaggi di gioia e di ringraziamento da parte di chi sarà all'Ariston ma ho risposto che l'unico grazie lo devono a loro stessi e ai brani che hanno portato».
Reazioni... meno positive?
«Sono arrivati messaggi di amarezza, di sconforto, in alcuni casi di disperazione perché Sanremo per un artista è un'occasione importante per il lancio, per il rilancio, per il consolidamento di una carriera. Poi è arrivato un messaggio che mi ha fatto molto dispiacere, da parte di una persona che pensavo conoscesse bene me, il mio rigore, la mia correttezza nella scelta dei brani. Voglio pensare che quel messaggio sia stato solo frutto di un momento di rabbia».
Quanti brani ha ascoltato?
«Circa 200».
Il primo che le è arrivato?
«A inizio settembre mi ha chiamato Ermal Meta dicendomi: ?Posso farti sentire questo brano??. Se non ricordo male è stato lui il primo».
E l'ultimo arrivato sul filo di lana?
«Quello di Alessio Bernabei».
Carlo, ora ha ripreso a dormire sonni tranquilli, ma il lavoro non è finito: c'è da preparare la confezione dell'evento.
«Sì, ma quello è il mio mestiere ed è l'aspetto che mi preoccupa meno. Non fraintendetemi, cercheremo di offrire uno spettacolo meraviglioso ma ho sempre dichiarato che il cuore, la ?ciccia? del Festival, sono le canzoni in gara».
A proposito di ospiti, a chi sta pensando?
«Agli artisti musicali internazionali del momento, e ai cantanti che hanno fatto la storia della musica mondiale».
Qualche esempio?
«Simon & Garfunkel, Diana Ross, Billy Joel? ci sono delle trattative. Vedremo».
E personaggi non musicali?
«Il mio sogno è avere all'Ariston Julia Roberts e George Clooney, ma non è facile. Io però ci provo lo stesso tutti gli anni... Chissà».