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Sanremo 2018: ecco perché hanno vinto Ermal Meta e Fabrizio Moro

Le ragioni della vittoria di «Non mi avete fatto niente» nel Festival di Claudio Baglioni

11 Febbraio 2018 | 02:10 di Alessandro Alicandri

Era scritto nelle stelle. Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono con «Non mi avete fatto niente», il brano più quotato di Sanremo 2018 prima ancora di essere ascoltato. La canzone, nata da un'idea del 2015 di Fabrizio Moro e Andrea Febo contro le mafie, rinasce nel secondo semestre del 2017 come reazione alla paura scaturita dal terrorismo. Perché allora ha vinto? Gli aspetti da considerare sono così tanti che potremmo scriverne un libro: è un brano dal tema sociale caldissimo, universalmente condiviso. Tutti hanno paura di morire specie per mano della follia del terrore. Un messaggio come questo non può che colpire l'attenzione del pubblico. 

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Il secondo aspetto, non meno importante, è quello delle voci che veicolano il messaggio. Ermal Meta è una delle firme più brillanti del panorama italiano. La sua scrittura, da sempre, tocca le corde più profonde dell'animo umano, ma senza mai diventare eccessivamente introspettivo o cupo. Il suo linguaggio è semplice, le sue intenzioni sono sempre sincere. Sempre. Fabrizio Moro ha fatto negli anni dell'impegno sociale una bandiera: nella sua storia, fatta anche di canzoni d'amore, non è mai mancato l'aspetto dell'attualità, della ribellione, della spiritualità anche, comunicando non dal piedistallo dell'artista, ma da terra, da persona comune. 

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Se in condizioni normali, un'iniziativa di duetto "somma" il pubblico, in quelli più infelici lo sottrae, nel loro caso lo moltiplica. I fan di Ermal e di Fabrizio Moro hanno creato attorno a loro un'aura fortissima che ha coinvolto e avvicinato altre persone invece di respingerle. I due artisti sono infatti figure pari, non c'è il più bravo o il più notorio: hanno entrambi un pubblico molto caldo e attivo. Quell'amore ricevuto nei giorni di Festival di cui tanto hanno parlato nelle interviste, non è solo dei fan, ma di tutte quelle persone che hanno trovato in questa idea ambiziosa, una proposta per il Festival vincente. 

Ultimo aspetto molto curioso è quello dello «scandalo» che si è consumato dopo il loro esordio, con la notizia che gettava il sospetto che la canzone «Non mi avete fatto niente» non fosse del tutto inedita. Si è parlato di plagio addirittura. Nel frattempo l'Italia non ha parlato d'altro. Questo poteva creare due effetti: azzerare il voto degli esperti, inficiare il patto di fiducia con la sala stampa. Quando i legali Rai hanno poi valutato il brano in linea con il regolamento del Festival, una volta che i nostri due protagonisti hanno raccontato la loro verità, il risultato è stato sorprendente. Le giurie, tutte, hanno azzerato ogni forma giudizio negativo e si sono fatti convincere, come se nulla fosse successo. 

«Non mi avete fatto niente» ha un messaggio commovente, un ritmo incalzante, due personaggi fortissimi che sul palco hanno dato del tutto se stessi. Hanno trasformato il dolore (anche quello della polemica) in forza, non in rabbia. Era difficile per qualsiasi altro brano in gara poterli battere e vincere. Una canzone come «Non mi avete fatto niente» non nasce per vincere il Festival, ma per raggiungere il cuore del grande pubblico. Missione compiuta.