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Sanremo 2018, le 7 cose che abbiamo scoperto alle prove generali

Abbiamo ascoltato tutti i Campioni esibirsi sul (temutissimo) palco dell'Ariston. Ecco i segreti delle loro performance

05 Febbraio 2018 | 17:48 di Redazione Sorrisi

Oggi lunedì 5 febbraio si sono svolte all'Ariston le prove generali di Sanremo 2018. È un appuntamento imperdibile per i giornalisti presenti al Festival, perché è la prima volta che i Campioni in gara si esibiscono «a porte aperte» svelando ai media i segreti delle loro esibizioni.

Come ogni anno anche noi di Sorrisi abbiamo assistito alle prove. Non vogliamo esagerare con gli «spoiler» ma... ecco 10 cose che abbiamo scoperto.

I tamburi di Diodato e Roy Paci

Diodato non porta al Festival soltanto la mitica tromba di Roy Paci, con cui «duetta» in «Adesso», ma anche altri strumenti: sul palco dell'Ariston con i due artisti, infatti, sale anche un'intera sezione di ottoni (composta da tre musicisti) e, soprattutto, due scenografici suonatori di tamburo, altissimi e calvi, che stupiscono il pubblico sollevando i loro strumenti al cielo.

Gli «Elii» salutano con... il cuore

Durante la loro canzone «Arrivedorci» gli Elio e le Storie Tese (che quest'anno sono in sei) mantengono una posizione da «band», ciascuno con il suo strumento. Ma verso la fine del brano tutti e sei i musicisti si alzano in piedi e si avvicinano al pubblico intonando una serie di «arrivedorci» con la mano sul petto, incluso il batterista Christian Meyer che lascia il suo posto a un sostituto per le ultime battute.

Caccamo ha tenuto la barba

Nessuna variazione, per il momento, al look sfoggiato da Giovanni Caccamo nella copertina di Sorrisi: la barba è intatta. Al di là delle considerazioni estetiche, la sua performance di «Eterno» ha colpito il pubblico per il trasporto con cui il cantante siciliano ha interpretato il brano.

Tanto fumo per Roby e Riccardo

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, che a Sanremo svelano «Il segreto del tempo», iniziano il loro brano seduti entrambi al pianoforte, suonato ovviamente da Facchinetti. Il tocco suggestivo della loro esibizione è la classica «macchina del fumo»: i due cantanti vengono avvolti come da una nuvola (e con loro alcuni spettatori delle prime file...). A metà brano, poi, i due si alzano e, alla fine dell'esibizione (almeno alle prove) si stringono la mano commossi.

Il quinto elemento dello Stato Sociale

La band bolognese Lo Stato Sociale è composta da cinque elementi ma soltanto in quattro appaiono sul palco all'inizio della loro esibizione del brano «Una vita in vacanza». Il quinto elemento (Francesco Draicchio) assiste a gran parte della performance... in platea, appoggiato alle poltrone della prima fila. Ed è da qui che intona la sua parte, verso la fine della canzone, per poi salire insieme agli altri che (come gli Elii) abbandonano gli strumenti. E alla fine del brano scendono dal palco e chiudono il pezzo davanti al pubblico.

L'arpista di Max Gazzè

Anche Max Gazzè per il suo brano «La leggenda di Cristalda e Pizzomunno» non è da solo sul palco. Ad accompagnarlo è una talentuosa giovane arpista torinese. Vi sveliamo la sua identità: si chiama Cecilia Lasagno. Per avere più informazioni su di lei, questo è il suo sito ufficiale

Il bassista tatuato dei Decibel

Il look dei Decibel, la band di Enrico Ruggeri che torna a Sanremo dopo 38 anni, non lascia certo indifferente: vestiti di nero, con gli occhiali da sole d'ordinanza, sono imperturbabili. Ma il consueto aplomb del trio si accompagna, sul palco, a una presenza piuttosto inaudita: un bassista statuario, in canotta, con il corpo quasi interamente ricoperto di tatuaggi. Chissà che i Decibel non impongano al musicista, per le dirette su Raiuno, un look più vicino alla loro «divisa».