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Sanremo 2019, intervista a Loredana Bertè: «Nino D’Angelo mi ha salvata»

Erano sette anni che Loredana Bertè non tornava a Sanremo: ha aspettato con pazienza la canzone giusta per lei. «Però questo sarà il mio ultimo Festival» anticipa. «Ne ho fatti 11 e per me è abbastanza, non crede anche lei?»

Foto: Loredana Bertè

31 Gennaio 2019 | 16:01 di Redazione Sorrisi

Erano sette anni che Loredana Bertè non tornava a Sanremo: ha aspettato con pazienza la canzone giusta per lei. «Però questo sarà il mio ultimo Festival» anticipa. «Ne ho fatti 11 e per me è abbastanza, non crede anche lei?».

La carica della Bertè la sentirete tutta anche nel brano “Cosa ti aspetti da me”, scritto da Gaetano Curreri (voce degli Stadio e amico storico di Vasco Rossi), Piero Romitelli e Gerardo Pulli (vincitore nella categoria canto ad “Amici” nel 2012).

«Il motivo per cui sono qui è soltanto uno» dice Loredana. «Fare una bella esibizione... e basta!».

Il brano parla dei desideri e delle attese che riponiamo sulle persone, specie in amore. «Vengo da una vita un po’ così, una famiglia vera e propria non l’ho mai avuta» spiega. «Una persona normale, da quando nasce a quando ha una relazione, è sempre circondata da tante aspettative, ma il più delle volte questa gente non sa cosa vuole dalla vita e viene delusa».

Loredana, invece, ha le idee molto chiare: «Nell’ultimo anno mi sono tolta uno degli sfizi più grandi che avevo: vincere tutti i premi possibili e immaginabili» dice. Si riferisce ai riconoscimenti per «Non ti dico no», il successo dell’estate 2018 realizzato con i BoomDaBash. «Sono contenta di vederli qui, sono grandi amici, mi hanno fatto divertire tanto e abbiamo sbancato le classifiche con un duetto nato per gioco» spiega Loredana.

Il suo ultimo album, «LiBertè», tornerà nei negozi l’8 febbraio con l’aggiunta del brano in gara.

• Il testo di Cosa ti aspetti da me di Loredana Bertè

La curiosità

È da anni ormai che la Bertè sfoggia capelli azzurri. «Mi crescono tutti  bianchi!» dice. «Ma non chiamatemi “fata turchina”, io sono punk!».