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Sanremo 2019, abbiamo ascoltato le 24 canzoni in gara

Da Achille Lauro agli Zen Circus, ecco come sono le canzoni che sentiremo al Festival

Foto: Claudio Baglioni, il direttore artistico del Festival di Sanremo raggiunge i suoi Big negli studi dove il nostro fotografo Pigi Cipelli sta per scattare la foto di copertina  - Credit: © Stefano Torrione

18 Gennaio 2019 | 20:19 di Francesco Chignola

Lo avevamo previsto all’annuncio del cast e ora ne abbiamo avuto conferma dopo un primo ascolto dei brani in gara: questo Sanremo 2019 sarà sorprendente. Almeno la musica lo sarà: la varietà di suoni e di temi presenti nelle 24 canzoni che sentiremo dal 5 al 9 febbraio su Raiuno, in diretta dal Teatro Ariston, è straordinaria.

E il direttore artistico Claudio Baglioni ne fa un grande vanto: «Sanremo deve essere una mostra della musica del nostro tempo e sono proprio questi i temi e le criticità che si trovano nel pop di oggi» ha detto. «L’assenza delle figure paterne, la confusione sociale, un generale interrogativo sulla direzione che stiamo prendendo. Anche nei pezzi apparentemente più leggeri si può percepire il disagio che tutti viviamo: nei testi, i dubbi vincono sulle certezze».

Raccontare una canzone a chi non l'ha sentita non è facile, ma ci proviamo: ecco le nostre impressioni a caldo dopo un “primo ascolto” dei 24 brani in gara.

• Sanremo 2019, tutti i testi delle canzoni

Sanremo 2019: il primo ascolto

Achille Lauro
Rolls Royce    
Da Amy Winehouse a Van Gogh, da Paul Gascoigne a Elvis Presley: nel suo pezzo il giovane rapper romano snocciola un elenco di icone pop, mescolando alto e basso. Fino al culmine del lusso: la Rolls Royce. Risveglierà gli animi all’Ariston.

Anna Tatangelo
Le nostre anime di notte
Dopo un periodo difficile e pieno di bugie due persone si ritrovano una davanti all’altra in una notte dove tutto è possibile. Prima di tutto, ammettere le proprie fragilità. Una ballata classica ma non scontata, con un ritornello efficace.

Arisa
Mi sento bene
L’inizio lento è solo un depistaggio: dopo pochi secondi esplode l’Arisa più ritmata in una canzone dal retrogusto Anni 80. Ma il testo non è superficiale: è un invito a godersi il presente e a sentirsi belli, ignorando l’inesorabile arrivo della fine.

Boomdabash    
Per un milione    
La formazione salentina non tradisce il suo sound e porta a Sanremo un brano romantico ma ballabile, in pieno stile BoomDaBash. Un reggaeton che le radio ameranno alla follia, in cui fa la sua comparsa anche un coro di bambini.

Daniele Silvestri
Argento vivo    
Punta a stupire Silvestri con un brano in cui è affiancato dal rapper Rancore. Con un arrangiamento orchestrale dal sapore cinematografico, danno voce a un adolescente che ha perso il contatto con la realtà e si sente in carcere da una vita.

Einar
Parole nuove    
C’è un amore vicino al capolinea al centro di questa ballata dall’andatura classica ma dalle sonorità moderne in cui Einar affronta la sfida senza guardare indietro: «E giuro che se te ne vai non ti verrò a cercare e cancellerò il tuo nome».

Enrico Nigiotti
Nonno Hollywood
Fa leva sulla nostalgia dei tempi andati la canzone dell’artista toscano, che in una sentita dedica al nonno ricorda una Livorno che non esiste più, soppiantata da «un mondo a pile» in cui si parla troppo inglese e troppo poco dialetto.

Ex-Otago
Solo una canzone    
«Non è semplice restare complici quando l’amore non è giovane». Son buoni tutti a scrivere di un amore che nasce, cantano gli Ex-Otago, ma che dire dei sentimenti che sfidano il tempo e l’età? La band genovese, a modo suo, è romanticissima.

Federica Carta e Shade
Senza farlo apposta
Uno dei ritornelli più forti e immediati lo canta Federica, mentre nel rap delle strofe Shade come suo solito gioca con le parole. Una canzone su un amore non corrisposto e pieno di rimpianti: «Se avessi modo, dentro la testa cancellerei la cronologia».

Francesco Renga
Aspetto che torni
Una persona che ogni sera rappresenta l’ossigeno quotidiano, che diventa il coraggio ritrovato da parte di chi si sente smarrito: «Il mondo si perde, tu invece rimani» canta Renga, a cui Baglioni ha proposto la ballata scritta da Bungaro.

Ghemon
Rose viola    
Per il suo debutto a Sanremo, Ghemon non smentisce il suo sound unico, nato da radici rap mescolate con il soul. «Rose viola stese sulle tue lenzuola, come tutte le notti in cui ti senti sola» canta, con uno stile che lascia il segno.

Il Volo
Musica che resta
Aspettatevi boati all’arrivo dell’esplosivo ritornello di questo brano, che porta tra le firme anche Gianna Nannini: «Amore abbracciami, voglio proteggerti, siamo il sole in un giorno di pioggia». Gianluca, Ignazio e Piero non si smentiscono.

Irama
La ragazza col cuore di latta
Colpisce duro la canzone di Irama: al centro c’è la storia di Linda, una ragazza di 16 anni incapace di giocare ed essere felice, vittima di un padre-mostro e tenuta in vita da un “cuore di latta”. Alla fine del tunnel, però, una speranza.

Loredana Bertè
Cosa ti aspetti da me
Si sente molto l’impronta di uno dei suoi autori, Gaetano Curreri degli Stadio, in un brano che non sfigurerebbe nel repertorio di Vasco: «Non posso credere che esista un altro amore come te». Loredana lo interpreta con un’energia graffiante.

Mahmood
Soldi    
In un uno dei pezzi più contemporanei di questa edizione si mescolano sonorità hip hop e influenze africane. Grande ritmo e un testo costruito su un tema non banale: quando dietro a un rapporto sincero si nasconde un interesse economico.

Motta
Dov’è l’Italia    
«Dov’è l’Italia, amore mio? Mi sono perso» canta Francesco Motta, che esordisce a Sanremo senza compromessi, con un brano intenso che riesce ad affiancare una radice sentimentale a temi di profonda attualità, spingendoci a riflettere e a interpretare.

Negrita
I ragazzi stanno bene    
La band toscana porta a Sanremo atmosfere vicine al country americano in un vero inno alla voglia di vivere la vita nella sua pienezza, contro le abitudini e la tentazione di accontentarsi: «Non ho tempo per brillare, voglio esplodere».

Nek
Mi farò trovare pronto    
L’amore è più forte di ogni cosa: nemmeno i grandi libri, i film d’autore e le canzoni sono in grado di spiegarlo davvero. Così, a tre anni da “Fatti avanti amore”, Nek porta a Sanremo un altro brano veloce in cui si sente l’impronta elettronica del produttore Luca Chiaravalli.

Nino D’Angelo e Livio Cori
Un’altra luce    

La tradizione partenopea si mescola con le nuove sonorità della musica di Napoli e dintorni: l’incontro formidabile tra queste due generazioni si ritrova anche nel testo, che mescola italiano e dialetto in una riflessione sul tempo che passa e sui segni che lascia sul nostro volto.

Paola Turci
L’ultimo ostacolo    
Nella canzone ispirata all’assenza di un padre, Paola Turci canta in verità della nostra necessità di avere qualcuno che ci guidi nella vita, che ci aiuti a «respirare nel diluvio universale». Da memorizzare la frase: «Siamo fiamme in mezzo al vento, fragili ma sempre in verticale».

Patty Pravo con Briga
Un po’ come la vita
Baglioni ha rivelato che questo brano gli era stato mandato da uno degli autori, Zibba, e lui ha voluto affidarlo a Patty Pravo. L’alchimia tra la sua voce e quella di Briga (che verso la fine del brano ritorna al rap) è trascinante: «Tu dove vuoi volare? Hai tempo per pensare».

Simone Cristicchi
Abbi cura di me    
In un crescendo che si trasforma in una marcia orchestrale, le strofe “recitate” da Cristicchi si fermano a descrivere la bellezza del mondo (dal legno che brucia alle stelle del firmamento) per diventare poi un invito a proteggere la felicità e la bellezza e a perdonare chi ti ferisce.

Ultimo
I tuoi particolari    
Ultimo canta quel momento, dopo la fine di una storia, in cui ci si deve allontanare dalle proprie abitudini, come quella di apparecchiare per due. La sua è una ballata malinconica che diventa una sorta di invocazione a Dio: ci vorrebbero nuove parole per descrivere questo amore.

Zen Circus
L’amore è una dittatura
Chi conosce la band pisana sarà felice di ritrovare intatta la sua personalità. Gli altri rimarranno di stucco di fronte a questo pezzo suggestivo e ambizioso, che sfiora temi sociali ma si impone come l’affresco di un’umanità impaurita e desiderosa di non sparire nella massa.