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Sanremo 2020: analisi del televoto e dati delle giurie

Ha vinto Diodato, questo lo sappiamo. Ma come? Ecco un'analisi delle tabelle diffuse dalla Rai

Foto: Fiorello, Amadeus e al centro il vincitore del Festival, Diodato

10 Febbraio 2020 | 00:14 di Alessandro Alicandri

Sì, è arrivato il momento di analizzare le classifiche di Sanremo 2020, alla ricerca di informazioni e statistiche che ci permettano di capire come si è arrivati alla vittoria, alla composizione del podio scovando curiosità sulle votazioni. Il vincitore come saprete è Diodato, ma come ha vinto? Scopriamolo assieme. La premessa importante è che tutti i dati percentuali delle prime serate non sono stati diffusi, quindi almeno per le prime serate non potremo visualizzare le percentuali ma al massimo provare a dedurle dalle classifiche già note.

Nella prima serata si esibiscono 12 artisti votati al 100% dalla giuria demoscopica. Nel podio abbiamo già il vincitore finale, Diodato, ritenuto terzo della serata dietro Le Vibrazioni e Elodie. I tre artisti si sono esibiti più o meno al centro della puntata. Bugo e Morgan sono ultimi.

Nella seconda serata si esibiscono gli altri 12 concorrenti, sempre valutati dalla giuria demoscopica. Sul podio abbiamo gli altri due componenti del podio: Francesco Gabbani è primo, i Pinguini Tattici nucleari sono terzi. Secondo è Piero Pelù. Notiamo anche in questa occasione che i due sopra citati si sono esibiti a metà puntata. Ultimo è Junior Cally. 

I nomi di Elodie, la band capitanata da Francesco Sarcina e Piero Pelù sono i nomi che più di altri potevano entrare nel podio. La corrispondenza tra questi risultati e quelli finali ci fa capire che la gara si decide, più o meno, tra questi nomi.

Alla luce delle prime due puntate, integrando i voti, il podio è formato da un Francesco Gabbani vincitore, secondi i Pinguini e terzo Piero Pelù. Dov'è Diodato? Nonostante l'ottimo posizionamento della prima serata (terzo), in realtà è sesto per la giuria demoscopica se consideriamo tutti e 24 i cantanti. Prima di lui emergono Elodie e Pinguini Tattici Nucleari.

Non poche polemiche ha creato la serata delle cover, comunque valevole per determinare la vittoria finale. Nei primi tre a fine serata emerge Tosca che fino a quel momento si è dovuta accontentare di un ottavo posto. Solleticare l'orchestra con arrangiamenti e spartiti interessanti ha premiato l'artista, alzando da questo momento le sue quotazioni sia al televoto che nella giuria demoscopica. Il mercoledì i Pinguini sono terzi, Diodato è quinto, Gabbani addirittura ottavo, aspetto da considerare alla luce dei dati finali. Questa posizione (di Gabbani in particolare) ha certamente inficiato (anche se poco) sulla sua vittoria finale.

Passiamo a giovedì, giorno nel quale solo i giornalisti hanno espresso il loro voto. Le idee della stampa sono già chiare: il podio è esattamente quello che abbiamo visto poi a fine Festival: primo Diodato, secondo Gabbani, terzi i Pinguini. Questo aspetto è fondamentale perché l'opinione e la compattezza di voto si è vista chiaramente anche nell'ultima puntata del sabato. I giornalisti non hanno cambiato idea. 

Nella serata finale qualcosa cambia: la giuria demoscopia premia Diodato (facendolo salire parecchio in classifica, da sesto a secondo. Primo è comunque Francesco Gabbani. La sala stampa è l'unica giuria che premia in modo compatto Diodato e anche se le percentuali non sono esplicite, è facile immaginare che il gap tra i numeri di Diodato e quelli di Gabbani (secondo) siano enormi, anche perché nel televoto Francesco è ancora primo e Diodato quinto. Anche i Pinguini emergono grazie al televoto, visto che è l'unica giuria che li posiziona terzi e non quinti.

Nella votazione a tre, si gioca a carte scoperte (e si capiscono moltissime cose).

La giuria demoscopia vuole far vincere Gabbani o di misura Diodato. Anche i Pinguini vengono molto votati, quindi i tre voti si "spalmano" in modo equilibrato. Anche il televoto vuole vincitore Francesco Gabbani, secondi i Pinguini (di pochi punti distaccati) e terzo Diodato. È la sala stampa quindi a fare la differenza perché oltre la metà della giuria dei giornalisti (57,97%) sceglie Diodato come vincitore. La vittoria di Diodato è dovuta quindi a tre ragioni fondamentali: una crescita di interesse da parte della demoscopica, la non polarizzazione dei dati sulle altre giurie e il "plebiscito" della sala stampa che sul vincitore non aveva alcun dubbio. In questo dato molto spostato su Diodato, ha di certo contribuito anche Francesco Gabbani, che spesso nelle interviste (quindi proprio nell'incontro con i giornalisti) ha espresso il desiderio di non vincere. 

È errato dire che i giornalisti decidono più di altri la vittoria, ma è anche vero che il sistema nuovo di voto della giuria della stampa (24 "fiches" da distribuire su almeno 10 artisti) permetteva di polarizzare il voto su un solo artista (dando potenzialmente 15 voti solo a un concorrente e uno solo a tutti gli altri 9). È però errato dire che le altre giurie non erano rilevanti: il sistema di voto della demoscopia, simile a quello della stampa, poteva produrre risultati simili, mentre quello del televoto, limitato a 5 voti per numero telefonico, usa un metro diverso e con un uso potenzialmente meno strategico. Ricordiamo che che le tre giurie avevano pesi simili: demoscopica 33%, sala stampa 33%, televoto 34%.

Quindi è sbagliato dire che la vittoria di Diodato non è meritata: la capacità di focalizzare il voto è una missione impossibile per la demoscopica (che per età, collocazione geografica e ed essendo un campione rappresentativo, sulla carta ha gusti poco polarizzati) ma lo è certamente per il televoto: in altri anni abbiamo visto dei voti evidentemente spostati su un solo concorrente. In questo caso, Diodato è stato fortemente apprezzato anche dal pubblico da casa, pur non avendo un DNA da artista "televotabile" (non ha fatto talent show, non è un personaggio televisivo). 

Ecco quindi spiegata la vittoria di Diodato: è uno dei pochi artisti cresciuti nel gusto della demoscopica che ha straconvinto la sala stampa ottenendo anche un risultato (inaspettato?) al televoto.