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St Germain torna dopo 15 anni: l’intervista

Per i giovani produttori ho solo un consiglio: "lavorate tanto e siate onesti". Il musicista francese ci parla dell'album in uscita il 9 ottobre

09 Settembre 2015 | 16:30 di Valentina Cesarini

Ludovic Navarre, in arte St Germain, è un musicista francese che negli anni novanta ha segnato la storia della musica elettronica e in particolare della house francese (insieme a Laurent Garnier, DJ Deep, Shazz e Dimitri from Paris), riuscendo a coinvolgere un vasto pubblico in un genere allora di nicchia, il “french touch”. Dopo ‘Boulevard’ (1995) e ‘Tourist’ (che usciva nel 2000, con più di tre milioni di copie vendute nel mondo grazie anche all’ormai super-classica ‘Rose Rouge’), St Germain torna sulle scene con un nuovo disco dal titolo omonimo, "St Germain", anticipato dal singolo "Real Blues".

Il terzo album di St Germain, che uscirà il prossimo 9 ottobre, si articola tra ipnotici loop elettronici, campioni vocali e nuovi suoni ottenuti attraverso la partecipazione di musicisti africani, e di strumenti tradizionali del Mali come la kora, il balafon o il n’goni.

Tornato sulle scene dopo 15 anni, la domanda nasce spontanea: cos'è successo in tutto questo tempo? 
"Dopo un tour che mi aveva impegnato in molte date in tutto il mondo, dopo l'uscita del disco e del grande concerto in Cina del 2005, solo nel 2006 ho iniziato a volere ricominciare a studiare e fare ricerca per il nuovo album. Ci ho messo un anno a comporre qualcosa di nuovo, ma riascoltandolo ho capito che mi era uscita una sorta di "Tourist 2". Ho cancellato tutto; mi sono interessato alle sonorità africane. Ho cominciato dalla Nigeria di cui già conoscevo abbastanza i suoni, come l'afro beat, ma anche questo risultato non mi è piaciuto. Ho virato tutto verso il Ghana; non avevo grande dimestichezza questa volta, e ho capito che le sonorità erano troppo complesse da mischiare con i ritmi elettronici. Mi sono finalmente approcciato al Mali e lì ho trovato quello che cercavo: conoscevo già quelle sonorità ma la cosa che mi ha più colpito è stata la conoscenza dei "Cacciatori del Mali", una sorta di guerrieri che producevano delle sonorità tradizionali. Ho iniziato a lavorarci duramente nel 2009 e poi mi sono dedicato a trovare i musicisti giusti per poter eseguire le tracce. Ho integrato nella mia band dei musicisti africani con i relativi strumenti tradizionali."

St Germain spiega che il mercato occidentale, saturo degli stessi suoni, lo aveva ormai stufato. Aveva bisogno di nuovi stimoli. L'amore per il Mali nasce quindi dalla necessità di affacciarsi a nuovi orizzonti, ma anche dalla peculiarità dei musicisti africani conosciuti a Parigi. 
"Ho scelto il Mali perché il modo che questi musicisti hanno di suonare è affascinante. Bisogna vederli suonare dal vivo per capire davvero di cosa parlo, questo è il motivo per cui ho deciso di inserirli anche nei live. La loro tecnica è particolare, non appartiene a noi europei. Ho visto un DVD tributo a Johnny Lee Hooker in cui si spiegava bene la potenza di questo musicista: con soli due accordi, poteva suonare per quindici minuti di fila senza mai annoiare il pubblico. È la personalità ad avermi colpito."

Foto: St Germain - Cover artwork dell'artista Gregos Art - Credit: © St Germain

E come sarà nata l'idea della cover?
"Ho conosciuto l'artista che ha realizzato la maschera per la cover del disco a Montmartre, dove lui lavorava e io abitavo. Una mattina del 2006 mi sono svegliato e ho visto davanti alla mia porta questa maschera e ne sono rimasto colpito. Pian piano ho notato che tutto il quartiere era tappezzato da queste maschere. Mi sono incuriosito, ho voluto conoscerlo e abbiamo fatto amicizia. Gli ho detto che se avessi fatto un nuovo album avrei scelto un suo lavoro per la copertina. Il calco della maschera rappresenta il mio volto."

Prima di salutarci, vorremmo sapere se Ludovic abbia un consiglio per le nuove generazioni che si affacciano a questo mondo.
"Per i giovani produttori non ho consigli se non "lavorate e siate onesti". Siate sinceri e siate voi stessi, solo così potrete dare al mercato musicale qualcosa di nuovo. Dovete lavorare e lavorare tanto: è normale all'inizio "copiare" il lavoro di altri, trovare quello che ti piace e tentare di riprodurlo, per mancanza di esperienza. Ma l'importante poi è trovare il proprio suono."

Prossime date europee:
02.11.15 BELGRADE - Belexpo / Jazz Festival
03.11.15 BUDAPEST - Congress and World Trade Center
05.11.15 WARSAW – Stodola
10.11.15 UTRECHT - TivoliVredenburg
11.11.15 BRUSSELS - AB
12.11.15 PARIS - Bataclan
13.11.15 ZURICH - Kaufleuten
14.11.15 LAUSANNE - Les Docks
17.11.15 LONDON - Troxy
18.11.15 LYON - Transbordeur
19.11.15 MILAN - Alcatraz
20.11.15 VIENNA - Museumsquartier
01.12.15 MADRID - Riviera
02.12.15 BARCELONE – Razzmatazz